Per una nuova Bretton Woods


Una rivoluzione ci salverà, parafrasando Naomi Klein.

Storicamente parlando, il capitalismo moderno, nato dal secondo dopoguerra, nacque con la Conferenza di Bretton Woods, nel 1944, durante la quale furono sufficienti 22 giorni per stabilire le regole economiche, finanziarie e commerciali post secondo conflitto mondiale, considerando il P.I.L. come il cuore del moderno sistema economico capitalista.

 

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Secondo l’Independent Review of Economic Statistic della Gran Bretagna il P.I.L. rappresenta una metrica di misura superata in quanto incapace di rapportarsi al benessere reale, alle diseguaglianze e alla sostenibilità ambientale e finanziaria.

Ruolo determinante del P.I.L. già messo in discussione da Robert Kennedy presso l’Università del Kansas il 3 marzo 1968.

(La furia inarrestabile del mercato –  «Presi per il Pil» – Il Manifesto)

 “Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. […] Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”

Robert Kennedy – Università del Kansas 3 marzo 1968.

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

(Fra vent’anni la metà dei mestieri sarà nelle mani dei robot – Corriere della Sera)

(Cresce il Pil, ma non il benessere dei cittadini – Huffingtonpost.it)

Secondo la giornalista, scrittrice e attivista canadese Naomi Klein occorre, onde evitare il peggio, mettere in discussione la logica fondamentale della nostra economia: la crescita del PIL come priorità assoluta.

Una trasformazione radicale per rimettere al centro l’uomo all’interno dei sistemi economici e sociali con l’introduzione di nuovi indicatori come il bhutanese Gross National Happiness (F.I.L.) o l’embrionale italiano B.E.S. ( Benessere equo e sostenibile). 

(Una lezione proveniente dal Bhutan – Frammenti di Utopia )

Il cambio dell’indicatore economico fondamentale potrebbe svolgere da primo input verso un sistema economico e produttivo che non fa del capitale e del consumismo il suo obiettivo principale.

Per ridiscutere i canoni dell’economia,

Per una nuova Bretton Woods.

(José Mujica: “Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo solo una”- The Huffington Post Italia )

(Sepulveda: «Rifiutare l’oppressione del neoliberismo è vitale» – Left)

Continua…

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L’unico filmato di Anna Frank


Anna Frank si affaccia alla finestra della sua casa di Amsterdam nel 1941, durante il passaggio di due sposi. Questo è l’unico filmato che si conosca della giovane ebrea morta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel 1945, a 16 anni. Le immagini furono girate quando ancora la famiglia Frank non si era nascosta.

 

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Memorandum per la laicità


“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

Articolo 7, Costituzione della Repubblica Italiana

 I rapporti tra la Chiesa e l’entità statale sono sempre stati terreno di discussione politica e sociale; il potere temporale e quello spirituale hanno avuto, storicamente parlando, numerosi punti di incidenza.

Durante il periodo dell’Alto e del Basso Medioevo la lotta per le investiture, ovvero il conflitto tra il Papato e il Sacro Impero Germanico, sfociò in una teocrazia con la Dictatus Papae accoppiando il potere spirituale e quello temporale, scomunicando gli imperatori.

L’exursus storico proseguì, nei secoli successivi, con il Tribunale della Santa Inquisizione per indagare e punire le eresie.

 

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Oggi, i rapporti tra lo Stato e la Chiesa vengono disciplinati dai Patti Lateranensi, accordi di mussoliniana memoria, riformati nel 1984 a Villa Madama dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi.

In ottica internazionale sono ancora presenti stati confessionali e teocratici che pongono la religione come uno dei principali pilastri del diritto.

La cultura della laicità rappresenta uno dei più forti risultati provenienti dall’Illuminismo, cultura della laicità che si associa alla capacità di autodeterminazione,della libertà, del rispetto e della tolleranza.

“Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione, credo, o ideologia così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la pubblica sicurezza, la protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libertà altrui.”

Articolo 9, Convenzione Europea dei diritti dell’uomo

La concezione illuminista considera l’uomo cosciente di intendere e di volere, protagonista delle sue scelte e delle sue decisioni. Il razionalismo dei lumi si allontana, quindi, dall’imposizione di una fede precisa e di una religione di Stato abbracciando la libera volontà dell’individuo garantendo la libertà individuale nel rispetto della comunità.

Visione agnostica della realtà che aiuterebbe le democrazie a discutere senza dogmi e pregiudizi temi eticamente sensibili come l’aborto e il divorzio, non ancora legali in ogni angolo del Mondo, la fecondazione assistita, il trattamento di fine vita, il concetto di famiglia et cetera.

Per garantire ed assicurare una visione agnostica della realtà lo Stato non deve risultare subalterno a nessuna ideologia confessionale, risultando imparziale e senza assicurare privilegi economici e sociali di fronte alle diverse organizzazioni religiose, garantendo l’indipendenza legislativa, la quale deve rispondere solo in materia di giustizia sociale, dalle direttive ecclesiastiche.

(Europa: la laicità paese per paese – uarr.it)

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Cimitero Nazionale Francese – Ammesse tutte le credenze, senza favorirne o discriminarne alcuna in accordo con il principio di laicità.

Sul fronte italiano, la laicità ha sempre avuto significati controversi ed ambigui, ben lontani dalla laïcité francese,  la non-clericalità italiana non assicura e non riconosce una piena eguaglianza di tutte le confessioni e non rifiuta il riconoscimento del primato dell’autorità morale di qualsiasi religione, non riaffermando,quindi, l’autonomia dello Stato in tutti i suoi poteri.

 

Da questo livello argomentativo iniziano le discussioni retoriche sulla presenza o meno di simboli religiosi nei pubblici uffici o l’insegnamento della sola religione cattolica negli istituti scolastici.

L’abrogazione dei Patti Lateranensi, di mussoliniana e catto-togliattiana memoria, rappresenta un primo passo verso una laïcité italiana.

Il peso delle ideologie.

 

 

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Sondaggio n°6


Pubblicato in: “Memorandum per la laicità“.

Sondaggio n°5


Pubblicato in:  “Amore platonico carcerario

Occhio Fotografico sul Mondo – L’Unione Sovietica a colori


Tornano alla luce gli scatti degli anni ‘50 di Martin Manhoff, un militare Usa che prestava servizio nell’ambasciata a Mosca e fu espulso dal Paese per sospetto spionaggio.

Durante i due anni in cui rimase in Urss realizzò decine di scatti fotografici che raccontano la vita quotidiana dietro la «Cortina di ferro» passando anche attraverso la morte di Stalin, nel 1953, con i solenni funerali che ne seguirono. Mosca, Leningrado, Yalta: sono le città dove Manhoff ha realizzato la maggior parte delle foto. Gli scatti (e anche alcuni video), rimasti nascosti fino ad oggi, sono stati diffusi dallo storico statunitense Douglas Smith.

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Fame esaudita


downloadAssicurare a tutti un futuro: questo dovrebbe essere l’obiettivo di ogni civiltà al fine di poter vivere in un contesto sociale vivibile e stimolante per la crescita evolutiva di ogni singolo cittadino, il quale rappresenta un singolo ingranaggio di una grande macchina chiamata società.

L’assicurazione certa per un futuro sostenibile deve obbligatoriamente e necessariamente passare dalla gestione dei sistemi alimentari mondiali dove, quest’ultimi, rappresentano un importante crocevia per un possibile e probabile restauro dell’attuale “far west” geopolitico.

La tematica del cibo pervade, da sempre, la società, dalle numerose sale dei bottoni presenti nel Mondo ai singoli contadini, i quali hanno sempre lottato dignitosamente per la conquista della terra,simbolo di speranza e di tranquillità economica.

Nonostante ciò, con la globalizzazione e con l’avvento della società di massa,il cibo ha essenza-umana-011.jpgacquisito una connotazione di commodity, dove il suo valore è determinato, esclusivamente, da una guerra di prezzi in nome della capitalizzazione e della mercificazione di tutti gli aspetti quotidiani esistenziali.

I sistemi alimentari odierni, lungi da possedere un sufficiente grado di sostenibilità, non hanno risposto adeguatamente alla fame e alla malnutrizione, al contrario hanno incentivato l’esaurimento delle risorse aumentando l’inquinamento. (Cibo e libertà, C. Petrini)

(Figli dello Smog – Frammenti di Utopia)

È palese evincere che lo sviluppo dei vari sistemi sociali mondiali deve camminare, di pari passo, insieme alla genesi di nuovi meccanismo alimentari.

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Questo criterio rappresenta le fondamenta di ogni Nazione emergente caratterizzata da una forte crescita demografica unita ad una robustizzazione della domanda di cibo, fattori legati da relazioni, diseguali e squilibrate, di proporzionalità diretta. (Il futuro è già qui, G.E.Valori)

Futuro del cibo che non passa e non si evolve esclusivamente in chiave capitalistico-economica, nella quale grandi multinazionali, per rispondere alle logiche di profitto, provvedono all’accaparramento, a lungo termine, di grandi estensioni terriere sottraendole alle comunità locali con il cosiddetto land grabbing (Senza stati e senza bandiere, M. Di Salvo), ma anche dal punto di vista tecnologico e biotecnologico.

La chiamata della scienza e della ricerca risponde positivamente all’azione intesa ad eliminare fame e malnutrizione, migliorando la produttività agricola, prendendo in considerazione le esigenze sia degli ecosistemi e sia delle comunità, raggiungendo, quindi, sufficienti livelli di sostenibilità.

La sfida tecnologica deve però, essere guidata ed indirizzata correttamente tramite un’equa legislazione atta ad amplificare i concreti e reali vantaggi verso ogni classe socio-economica.

(Agricoltura Verticale, il futuro della agricoltura? – .genitronsviluppo.com)

(Orti indoor e agricoltura verticale: una realtà in Giappone-soloecologia.it)

(Il Bosco Verticale ridisegna la città. “Perché la biodiversità ci salverà” – LaRepubblica.it)

(Giappone, l’orto diventa hi-tech: 100 volte più produttivo di un campo all’aperto. – tgcom24.mediaset.it)

(In Svezia la serra nel grattacielo per un’agricoltura urbana in vertical farm – greenme.it)

Il futuro è molto aperto, e dipenda da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte. 

Karl Popper, filosofo austriaco

Per raggiungere l’obiettivo di restaurare l’impalcatura sociale, la gestione umanitarista e solidale dei sistemi alimentari simboleggia un’extrema ratio per un cambiamento evolutivo della civilizzazione.

Una rettificazione, in chiave riformista, della rete alimentare coadiuvata con una ragionevole ed equilibrata redistribuzione del cibo nei diversi angoli del Globo può fungere da sostegno per garantire ad ogni cittadino pari opportunità e probabilità di emancipazione nel suo singolo e personale futuro, richiudendo,così,il vaso di Pandora targato “fame nel Mondo”, compiendo un primo passo per un Mondo egualitario.

Cibi condimentum esse famem.

( La fame è il condimento del cibo).

(Cibo, il paradosso mondiale: un miliardo di persone obese,un altro miliardo malnutrito – Corriere della Sera.)

(Il campo digitale-trend-online.com)

Bibliografia.

-Biotecnologie: una speranza per combattere la fame nel Mondo? – M.L.Pietro, E.Sgreccia,A. Marchetto, Vita e Pensiero, Milano, 2003.

-Il futuro è già qui – G.E.Valori,Rizzoli, Milano, 2009.

-Cibo e libertà – C.Petrini, Giunti, Firenze, 2013.

-Senza stati e senza bandiere – M. Di Salvo – L’Espresso – Le inchieste 10/06/2014.

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Occhio Fotografico sul Mondo – Una Seconda guerra mondiale a colori


Nell’immaginario collettivo è un evento in bianco e nero, ravvivato più che altro dai manifesti di propaganda. Ciò nonostante, fra il 1942 e il 1945, sotto il patrocinio del ministero britannico dell’Informazione, vennero scattate circa 3.000 foto a colori per le testate che erano in grado di pubblicarle. Dopo la vittoria le immagini vennero consegnate all’Imperial War Museum di Londra.

Il Mondo in immagini.

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