Cambio del P.I.L. o un cambio di mentalità?


“…Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”  Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas.

47 anni sono passati da quel famoso discorso tenuto dall’ex senatore degli U.S.A. e la guerra a colpi di cifre è ancora in corso. Guerra di cifre che non tiene conto dei dati allarmanti della povertà (13,6% della popolazione italiana come ci riferisce Lega Consumatori ); guerra di cifre che non tiene conto dello stupro continuo dell’ambiente e delle persone spogliate dei propri averi; una guerra di cifre creata da continui bisogni irreali ed illogici nell’uomo, il tutto dettato dalle aberranti leggi del consumismo, per le quali siamo disposti a vendere e a farci vendere. Per far si che la povertà diventi un lontano ricordo del passato e che tutti ritornino a trascorrere una vita degna di essere vissuta, è necessario instaurare un’impalcatura sociale ed economica a misura d’uomo mutando con coraggio l’attuale stato delle cose ricordandoci che nulla è costruito per non essere mai cambiato e che i cambiamenti diventeranno sempre più quotidiani. Tutto ciò è sinonimo inoltre di sostenibilità in quanto molti beni prodotti soddisfano bisogni privi di logica.  Prima la qualità. Meditate. 

                                                               Immagine liberamente tratta da remweb.it 

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2 pensieri su “Cambio del P.I.L. o un cambio di mentalità?

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