Per un disarmo freddo


Qual è la sua speranza? «Che l’umanità riesca a fare finalmente il grande salto culturale che molti attendono ormai da secoli.

Scacciare la guerra dall’orizzonte della storia, ecco quale dovrebbe essere il nostro obiettivo. Perché la guerra non produce nulla, se non nuove povertà e nuove discriminazioni».

 Una enorme dose di violenza è stata usata negli ultimi 15 in molte parti del pianeta, per “portare pace” e “per difenderci”. Regna la pace, quindici anni dopo, in tutti quei Paesi? E noi, come ci sentiamo: ben protetti, più tranquilli? No, siamo onesti, dopo 15 anni di guerre ci sentiamo più in pericolo, più indifesi e impotenti in questa guerra che non riusciamo a fermare. 

L’abolizione della guerra è il primo e indispensabile passo in questa direzione.

 

Possiamo chiamarla “utopia”, visto che non è mai accaduto prima. Tuttavia, il termine utopia non indica qualcosa di assurdo, ma piuttosto una possibilità non ancora esplorata e portata a compimento.

[…] Questo concetto deve penetrare in profondità nelle nostre coscienze, fino a che l’idea della guerra divenga un tabù e sia eliminata dalla storia dell’umanità.

Gino Strada – Fondatore ONG italiana Emergency.

Correva l’anno 1945.

Conflitto ideologico tra il Mondo a stelle e strisce e il Mondo Sovietico, tra blocco occidentale e quello comunista. 

Iniziava così la guerra fredda ossia il non conflitto bellico per eccellenza.

Da un lato si criticava il capitalismo del ceto medio e l’imperialismo che marginalizzava i lavoratori, dall’altro si tuonava contro il cosiddetto “impero del male”, intento a sovvertire la democrazia in favore dell’ideologia comunista.

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Conflitto ideologico e strategico tra le due superpotenze dell’epoca; dalla feroce competitività in campo tecnologico e in campo militare come il miglioramento e il rafforzamento di armi di distruzione di massa o il progresso in campo spaziale.

Bed-In è stata una forma di protesta non-violenta contro la guerra in Vietnam messa in atto nel 1969 da John Lennon e Yoko Ono.

Bed-In è stata una forma di protesta non-violenta contro la guerra in Vietnam messa in atto nel 1969 da John Lennon e Yoko Ono.

Una vera corsa “fredda e silenziosa” agli armamenti con un conseguente potente impatto mediatico ed ideologico.

La Terra è un paradiso. L’inferno è non accorgersene.

Jorge Luis Borges

Una lenta corsa alle armi fredda che auspicava, durante gli anni del secondo dopoguerra, un temibile scontro e conflitti armati tra le due superpotenze.

Scontri e conflitti che non si arrestano nemmeno nell’odierna realtà quotidiana.

L’Africa rappresenta il continente con il maggior numero di conflitti con 25 Stati coinvolti in guerre, tra le quali possiamo ritrovare l’Egitto con la sua rivolta popolare,Somalia e Nigeria che lottano contro militanti islamici, Repubblica Centrafricana e Sudan in guerra civile.

Finché la guerra sarà considerata una cosa malvagia, conserverà il suo fascino. Quando sarà considerata volgare, cesserà di essere popolare.
Oscar Wilde

A seguire, con il maggior numero di conflitti, troviamo l’Asia con 15 Stati coinvolti in guerre, tra cui l’Afghanistan e Pakistan in guerriglia contro militanti islamici.

Il Vecchio Continente non fa eccezione né con la Cecenia né con l’Ucraina a seguito della secessione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e quella di Lugansk.

L’uomo più felice è quello nel cui animo non c’è alcuna traccia di cattiveria.

Platone

In Medio Oriente 8 Stati sono attualmente in guerra, di cui la più nota è sicuramente quella tra Palestina e Israele attuata contro i militanti islamici della Striscia di Gaza.

Un nordcoreano saluta suo fratello sudcoreano dopo una riunione temporanea di famiglie tra Corea del Nord e del Sud sul Monte Kumgang avvenuto il 31 ottobre 2010. 436 sudcoreani sono stati autorizzati a trascorrere tre giorni nella Corea del Nord per incontrare i loro 97 parenti nordcoreani. Erano separati dalla guerra del 1950-1953.

Un nordcoreano saluta suo fratello sudcoreano dopo una riunione di famiglie tra Corea del Nord e del Sud .436 sudcoreani sono stati autorizzati a trascorrere tre giorni nella Corea del Nord per incontrare i loro parenti nordcoreani. Erano separati dalla guerra del 1950-1953.

Altre aree calde sono la Siria in guerra civile, l’Iraq e lo Yemen in guerra contro  i militanti islamici.

I 15 Paesi che investono più risorse nelle forze armate

I 15 Paesi che investono più risorse nelle forze armate

Conflitti che hanno auspicato ulteriori spese al settore militare che secondo l’istituto britannico IHS Jane’s hanno raggiunto quota 1500 miliardi di dollari.

(Spese militari, l’Arabia Saudita supera l’Inghilterra. In testa restano gli Usa – Il Sole 24 Ore)

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Mahatma Gandhi

Schierare come unica ed ultima battaglia  la violenza e la nonviolenza, cercando di far trionfare umanamente la seconda dovrebbe essere un imperativo fondamentale per ricreare situazioni di vivibilità in Paesi che attualmente si presentano come brandelli di muri e di idee, ma soprattutto dove il cuore e l’anima di queste Nazioni rappresentano il paese più straziato.

Brandelli di muri e di idee che alimentano fenomeni migratori come le cosiddette emergenze umanitarie.

Problematica odierna e fondamentale del Vecchio Continente.

(Scacco Matto Orchestrale Europeo-Articolo Frammenti di Utopia)

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art.11 – Costituzione della Repubblica Italiana

Promuovere la pace e giustizia fra le Nazioni tramite l’opzione diplomatica, screditando quella militare.

Sconfiggere non solo sul piano militare, ma soprattutto su quello ideologico, dato che, secondo Cartesio, esistiamo nella misura in cui pensiamo.

Imperativo è la sconfitta delle idee e non delle persone per avere soluzioni a lungo termine.

Perché uccidiamo persone che stanno uccidendo persone per dimostrare che uccidere è sbagliato?
Holly Near

Risolvere le problematiche che la storia ci mostra da decenni come la disuguaglianza, la povertà e le mancate instaurazioni di sistemi democratici appaiono a dir poco necessarie, in quanto scarse situazioni di vivibilità possono inneggiare all’estremismo.

Articolo 11 Docet.

Non c’è strada che porti alla pace che non sia la pace, l’intelligenza e la verità. 

Mahatma Gandhi

Una società internazionale che sappia dirigersi verso un pacifismo “Gandhiano”, una Casa Comune Mondiale dei Popoli,democraticamente eletta, (Per un’ Unione di Entanglement Internazionalista dei Popoli – Articolo Frammenti di Utopia) che liberi il Mondo da probabili e future nuove cortine di ferro ristabilendo la pace perduta e che metta in vigore piani Marshall per l’Africa e per i Paesi malati di povertà. Il tutto difendendo la pace internazionale.

Una Casa Mondiale dei Popoli che sappia convertire gli eserciti nazionali in promotori di pace in tutti i territori, senza alcuna dichiarazione di guerra.

(Per un’Unione di Entanglement Internazionalista dei Popoli – Frammenti di Utopia)

(Scacco matto orchestrale europeo-Articolo Frammenti di Utopia)

Per un viaggio condiviso e per un Mondo privo di confini.

Io combatto. E la penna è il mio esercito.

Gabriel Garcia Marquez

Per una cittadinanza cosmopolita e pacifista che sappia mettere in discussione l’indiscutibile, facendo ricordare i conflitti militari come lontani e remoti protagonisti del passato e non della realtà odierna.

All’odio e al male reagiremo con più democrazia,più umanità e libertà.

Jens Stoltenberg, ex Primo Ministro della Norvegia. 

Dichiarazione dopo gli attentati terroristici del 22 Luglio 2011 a Oslo e Utøya.

Una guerra a colpi di democrazia, parafrasando l’ex Primo Ministro della Norvegia, che sappia innalzare il tenore e la qualità di vita di ogni cittadino, facendo sì che il luogo di nascita non pregiudichi il futuro di una persona.

Una guerra a colpi di democrazia che sappia coraggiosamente seguire la seconda parte delle terza legge della dinamica bellica ossia una reazione uguale, dato che si agisce e si opera sempre nel settore militare, ma opposta all’azione avuta durante il periodo della guerra fredda.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Terza legge della dinamica

Quest’ultimo periodo storico è stato interessato, come accennato in precedenza, da un aumento freddo e graduale di investimenti nel campo militare.

Una reazione contraria che sappia far diminuire gradualmente e in modo controllato la presenza di armi nelle varie Nazioni.

L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.

John Fitzgerald Kennedy

Diminuzione gradualmente quantitativa e numerica degli armamenti in modo da incarnare un pacifismo “Gandhiano”, in modo da ricreare delle situazioni di vivibilità e di post-scarsità, in grado, a loro volta, di anestetizzare le numerose ondate migratorie.

(Frontiere (In)visibili-Articolo Frammenti di Utopia)

“Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro.

Restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch’è già priva di stelle. L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore può farlo.”

Martin Luther King 

 

Metteremo fine al genere umano o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?

Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto.

Manifesto Russell-Einstein,dichiarazione presentata a Londra il 9 luglio 1955 in occasione di una campagna per il disarmo nucleare e che aveva avuto come promotori Bertrand Russell ed Albert Einstein. 

Anestetizzazione “Gandhiana” fortunatamente incapace di generare altra violenza e altri conflitti, dato che,parafrasando Martin Luther King, restituire violenza alla violenza moltiplica, in conclusione, la violenza stessa. 

Anestetizzazione “Gandhiana” che faccia vincere la nonviolenza nell’ultima ed unica battaglia dove i due schieramenti sono rappresentati dalla violenza e dall’antimilitarismo, dal disarmo e dal pacifismo.

L’istruzione è l’arma più potente per cambiare il mondo.

Nelson Mandela

(Metamorfosi scolasticamente kafkiana – Articolo Frammenti di Utopia)

Un Vecchio Continente guidato dall’antica Dea greca Europa, ossia il Manifesto di Ventotene personificato, che sappia ridiventare il timone politico d’esempio.

Un timone politico non guerrafondaio (Scacco Matto Orchestrale Europeo).

E’ questo il fascino degli oppressi che fa tremare la demagogia.

La mia libertà finisce dove comincia la vostra.
Martin Luther King 

Per un pacifismo “Gandhiano” dove la guerra diventi solo un lontano ricordo,

fermando la guerra e riportando stabilità,fermando i finanziamenti a gruppi terroristici,

(Fuochi sociali moderni – Articolo Frammenti di Utopia)

Diritti dell’uomo,democrazia e pace sono tre momenti necessari dello stesso movimento storico. 

Norberto Bobbio 

per una Casa Comune Mondiale dei Popoli che sia in grado di reindirizzare le Nazioni verso un unico obiettivo di non-violenza,di eco-sostenibilità con una visione di post-povertà e di vivibilità,

per un disarmo graduale delle armi e per una lenta diminuzione della spesa militare a livello globale, data l’inaffidabilità dei rapporti geopolitici tra le Nazioni,

per un disarmo freddo.

Pacifismo, facile bersaglio. L’Huffington Post Italia  

“[…]Il centro di questa discussione sta proprio nei due termini “guerra” e “forza”. Essere contro la guerra non significa escludere la forza. Se la nonviolenza assoluta non è ancora possibile, diceva Gandhi, cerchiamo almeno di raggiungere il minor grado possibile di violenza.[…]

Per fermarlo  bisogna usare una forza che servirà ad evitare una violenza maggiore.[…]

Dall’inizio della guerra con l’intervento in Iraq nel 2003, il terrorismo internazionale è aumentato. Perciò il mezzo-guerra non ottiene il fine-pace, e dunque non è efficace.

Mao Valpiana – Dall’Huffington Post.

Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.
Margaret Mead 

 

L’arte deve sopprimere la violenza.

Lev Tolstoj

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4 pensieri su “Per un disarmo freddo

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