Amore Platonico Carcerario


 

Dei-delitti-e-delle-pene

Frontespizio in una edizione del 1858

Dei delitti e delle pene.

Trattato pubblicato da Cesare Beccaria a Livorno nel 1764 ed è ritenuto tutt’oggi uno dei risultati più duraturi dell’Illuminismo del ‘700, di cui può essere considerato il manifesto del diritto penale.

Cambio di prospettiva, targato  Beccaria, che volle far deragliare il treno giudiziario diretto su un binario giuridicamente allarmante verso uno che punti alla certezza della pena rifiutando la pena di morte,promuovendo la rieducazione con il conseguente re-inserimento nella società.

“Il Caffè”, primo giornale illuminista italiano. In questo giornale fu data prioritaria importanza anche alle questioni giuridiche.

Cambio di paradigma nato da una visione contrattualistica dello Stato,  un’idea, secondo la quale lo Stato era nato in virtù di un contratto stipulato dai cittadini per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale.

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.

Seneca

Per Beccaria giustizia umana e divina dovevano seguire strade divergenti in quanto lo Stato doveva occuparsi di valutare i crimini tramite dei parametri che individuavano il danno che il delitto provocava alla società.

Inoltre a suo giudizio e parere “il fine delle pene non poteva essere di tormentare e affliggere un essere sensibile”,bensì “d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali” (da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima

José Saramago

Rieducazione e re-inserimento sociale: parole d’ordine del noto giurista, filosofo e letterato illuminista italiano.

Per quanto concerne il concetto di deterrenza, Beccaria osservò che ad impaurire ed allarmare un potenziale criminale non era affatto la brutalità, bensì la certezza della pena.

Con questo filone di idea giuridica il noto giurista illuminista si schierò apertamente a sfavore della pena di morte, in quanto i cittadini non avevano delegato contrattualmente allo Stato tutti i propri diritti naturali dal momento che giustizia umana e divina seguivano strade differenti ed in contrasto.

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Dal presupposto che nessun uomo dotato di ragione potesse consegnare allo Stato le chiavi della propria vita, Beccaria considerò ogni ulteriore violenza contro un individuo riconosciuto colpevole, inclusa la tortura e la pena di morte, ingiusta,inefficace,irrazionale e superflua dato che finisce per assolvere “robusti scellerati e condannare i deboli innocenti” (da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

Luigi Pirandello

download (2).jpgCon 502 omicidi volontari, azione penali per 1.006 persone su ogni 100.000 abitanti e 231.999 condannati per delitto, secondo le statistiche ISTAT, l’Italia si presenta in 34° posizione al Global Peace Index, indicatore che tenta di classificare le nazioni in base alla pacificità, quantità e gravità dei vari crimini commessi.

La speranza è il sogno di chi è sveglio.

Aristotele

Global Peace Index che conferma con l’esempio della Nazione a Stelle e Strisce le teoria giuridiche “Beccariane”, dove, secondo le quali, la protagonista del sonno eterno non rappresenta un deterrente al potenziale reato.

usaitalia

La libertà degli altri, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia libertà, ne è invece la condizione necessaria e la conferma.
Michail Bakunin

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(Credit: Richard Ross, fotografo e professore statunitense. Tramite le sue fotografie cerca di promuovere un cambiamento nel sistema di giustizia per i minorenni. In ventidue stati U.S.A., i bambini dai 7 anni in su possono essere condannati e imprigionati.)

(La prigione più umana del mondo – Per il sistema giudiziario norvegese il periodo in carcere deve servire a riabilitare il prigioniero, anziché punirlo- The Post Internazionale)

Noi ringraziamo gli altri solo perché vivono insieme a noi. Io vi ringrazio perché ci siamo incontrati, perché vi ricorderò per tutta l’eternità.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Norvegia Docet.

(Bastoy, in Norvegia, è il carcere più bello del mondo-con una recidiva è al 16 per cento contro una media europea del 75 per cento. Il reportage di Alessandra Borella e Cecilia Andrea Bacci.-Internazionale)

Imperativo è quindi un neo-illuminismo giuridico “Beccariano” che sappia rieducare persone perse in una selva esistenziale e giuridica oscura dove la diritta via è smarrita.news_img_facebook_67882_manette.jpg

Un neo-“Beccarianesimo giuridico” che sappia cogliere nella rieducazione l’opportunità di non far più accadere e concretizzare ulteriori reati dal soggetto carcerato; un neo-“Beccarianesimo giuridico” che si sappia allontanare dalla visione antropologicamente e machiavellicamente pessimista dell’umanità, gettando le basi per un recupero del soggetto in attesa di un contesto sociale che non sappia il gusto di sopraffazione.

Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino; sono loro, in un modo o nell’altro, a possedere il sogno e la libertà.

Fëdor Dostoevskij

Un contesto sociale lontano dalle teorie Hobbesiane illuministe,

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Thomas Hobbes, secondo le sue teorie gli esseri umani nello stato di natura vivono costantemente in una condizione di pericolo/insicurezza.

dove secondo le quali gli esseri umani nello stato di natura vivono costantemente in una condizione di perenne insicurezza. Fondamentale è quindi una rieducazione mista a risocializzazione, ossia un percorso volto al recupero e al reinserimento del reo nella società, in modo da togliere la condizione-ipotesi di costante pericolo nel proprio contesto esistenziale assieme ai propri simili.

Una rivoluzione giuridicamente neo-“Beccariana” che sappia porre fine ai meccanismi di tortura e pena di morte, data l’evidente inadeguatezza.

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.

Seneca

Halden, un’altra idea del carcere – Il Post.it

“Un bell’articolo del New York Times spiega perché il carcere norvegese accusato di essere troppo indulgente non fa bene ai detenuti: fa bene a tutta la Norvegia” (da IlPost.it)

Un’altra idea di sistema giudiziario lontana da una pena del contrappasso dantesco-carceraria, ma che invece sappia puntare sulla rieducazione e sulla certezza della pena, facendoci, in contemporanea, dimenticare e ricordare come un lontano ricordo la pena di morte e le varie metodologie di tortura.

Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.

Lev Tolstoj

camilla-giustizia-1920x1080.jpgUn gioco a scacchi con il destino che , seguendo l’esempio Canadese,  vorrebbe far partecipare,grazie alla cosiddetta Victim Offender Mediation e la Family Group Conference, la famiglia del reo con quella della vittima per poter discutere con l’aiuto di un Mediatore le situazioni derivanti dal reato,gestendo collettivamente la soluzione del conflitto.

“Il fine delle pene non poteva essere di tormentare e affliggere un essere sensibile”,bensì “d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali.”

(da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

download.jpgIl creare delle condizioni di sicurezza non equivale solamente al riempimento umano carcerario; per volere una società dove ci siano sempre meno violenze e  occasioni di lesione di diritti bisogna necessariamente correre ed intraprendere la strada della prevenzione e della rieducazione.

Prevenzione offerta dalle basi del diritto, dove quest’ultimo propone e presenta gli strumenti e le premesse per prevenire.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato

(Art. 27, III comma, Cost.).

D’altro canto la finalità rieducativa della pena, citata nell’Art. 27, III comma della Costituzione,presuppone una concezione della persona umana, secondo la quale nessuno è considerato irrecuperabile.download (1).jpg

Espiazione alternativa e rieducativa della pena che deve realizzarsi mediante un modello di vita che sia esempio concreto di civiltà,  decrementando così le recidive di reato.

Noi ringraziamo gli altri solo perché vivono insieme a noi. Io vi ringrazio perché ci siamo incontrati, perché vi ricorderò per tutta l’eternità.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Bastoy, in Norvegia, è il carcere più bello del mondo  –

L’obiettivo è evitare che, una volta scontata la pena, gli ex carcerati commettano di nuovo dei reati. Il progetto funziona, e la recidiva è al 16 per cento contro una media europea del 75 per cento. -Internazionale.It

 Se trattiamo le persone come fossero animali quando sono in prigione, è probabile che si comportino come animali. Per questo qui cerchiamo di trattare i detenuti come esseri umani

“La vera giustizia è rispettare i prigionieri: in questo modo insegniamo loro a rispettare gli altri

Ma continuiamo a tenerli d’occhio. È importante che quando siano scarcerati siano meno propensi a commettere altri crimini. Così si crea una società più giusta.”

 Arne Nilsen, ex direttore carcere di Bastoy, in un’intervista al The Guardian.

download (3).jpgPercorsi e terapie rieducative, crescita personale tramite studio e/o lavoro,

per una visione giuridicamente neo-“Beccariana” fondata sulla certezza della pena, sulla rieducazione, accatastando sulla montagna dei ricordi del passato la tortura e la pena di morte.

Per una visione giuridica lontana dal pessimismo machiavellicamente antropologico.

Amore Platonico Carcerario.

Il grado di civiltà di una società può essere valutato entrando in una delle sue prigioni.

Fëdor Dostoevskij

F. COLOMBARI

Licenza Creative Commons

Articolo pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

 

Bibliografia

  • Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Newton Compton,                                                 Roma 1994,pp. 46-48.
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