Internet,diritti e democrazia nel ventunesimo secolo


Storicamente il bisogno di collegare i computer e i sistemi informatici in una rete

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ARPANET nel 1974.

continentale avvenne,durante la guerra fredda, per esigenze militari tramite il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti; nacque, così il progetto A.R.P.A.N.E.T. .

Fu così che per iniziali scopi militari, il progetto divenne uno dei principali protagonisti dell’innovazione civile. Negli anni Settanta ed Ottanta A.R.P.A.N.E.T. estese i suoi nodi oltreoceano, sino ad arrivare al 1991,quando,presso il CERN di Ginevra, il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP, sistema di collegamento ipertestuale.

A seguito della diffusione pubblica, a partire dal 1993, del protocollo HTTP, si diede vita al World Wide Web.

Internet, divenuto sinonimo di globalizzazione, ha iniziato,ultimamente, la sua corsa verso il cosiddetto “Internet delle cose”, Internet of things, destinato ad essere uno dei maggiori protagonisti degli sviluppi tecnologici ed economici del prossimo futuro.

Dopo poco più di vent’anni dalla sua nascita tra Internet e l’Internet of things, la politica si sta interrogando sulla doverosità di una regolamentazione.

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Dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata in pdf.

“L’accesso a Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale”. Così recita l’articolo 2 della Dichiarazione dei diritti in Internet elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet della Camera dei Deputati, istituita per volontà della Presidente Laura Boldrini e presieduta da Stefano Rodotà  con il compito di arrivare alla stesura di un Internet bill of rights italiano con un’ambizione europea e globale.

La Dichiarazione dei diritti in Internet, tuttora solo allo stato di mozione di indirizzo, regola il futuro della Rete in Italia con un’ottica internazionale.

“La network neutrality è definita nel modo migliore come un principio di progettazione. L’idea è che una rete informativa pubblica massimamente utile aspiri a trattare tutti i contenuti, siti, e piattaforme allo stesso modo. Ciò permette alla rete di trasportare ogni forma di informazione e di supportare ogni tipo di applicazione. “

Tim Wu,avvocato ed accademico statunitense

La neutralità della rete, cioè una rete priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano sia di servizi e sia di contenuti,  (Trump cancella la neutralità della Rete. Altra spallata all’eredità di Obama: d’ora in poi più spazio a chi paga – La Stampa), tutela dati personali,privacy,tutela dei minori,copyright, diritto all’oblio, anonimato e sicurezze necessitano di regole conformi tra gli Stati, data la dimensione universale e sovranazionale di Internet,per garantire il suo carattere aperto e democratico, impedendo ogni forma di discriminazione ed evitando che la sua disciplina dipenda dal potere esercitato da soggetti dotati di maggiore forza economica.

1. Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone.
2. Il diritto ad un accesso neutrale ad Internet nella sua interezza è condizione necessaria per l’effettività dei diritti fondamentali della persona.

Comma 1 e 2 Articolo 4  Dichiarazione dei diritti in Internet.

Il mondo della rete si sta rendendo protagonista anche dei mezzi democratici dei Paesi, il voto elettronico, seppur con rischi ed eventuali falle superabili, probabilmente, da metodi di crittografia avanzati, allarga il bacino decisionale in materia  legislativa. In contrapposizione per avere metodi che amplificano il bacino partecipativo, bisogna sensibilizzare all’educazione e all’informazione vera dei contenuti trattati e lottare contro il digital divide con maggiore sensibilizzazione.

I partititi minori europei indicano la strada della cosiddetta “democrazia liquida” dove ognuno può cedere, in libero arbitrio, il diritto di voto delegandolo ad altri su certe tematiche creando dei “super votanti” aventi la delega di rappresentare più cittadini.

E’ necessario guardare al digitale e alla Rete come un’opportunità di crescita democratica e culturale prima ed economica poi del Paese.

In ottica di tale discussione rilasciamo, in allegato, la conferenza Ted, dal “No taxation without representation” delle colonie americane della Corona inglese al “No representation without a conversation” odierno.

(Come muoiono le democrazie nel ventunesimo secolo – The Vision)

F.COLOMBARI.

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J’Accuse


Correva l’anno 1898 quando Émile Zola pubblicò sul quotidiano socialista L’Aurore l’editoriale ” J’Accuse…!”  per denunciare le illegalità commesse nel processo nei confronti del militare francese Alfred Dreyfus. 800px-J_accuse (1).jpg

Ebbene, dopo 120 anni, all’anniversario dei 70 anni dalla stesura della Carta Costituzionale il “J’Accuse” odierno si orienta contro le carenze di ossigeno nel sistema economico e democratico nel Paese che mettano a repentaglio valori come il diritto al lavoro, alla giustizia sociale, solidarietà e  responsabilità civile.

Nel 1955 Piero Calamandrei in una scuola milanese chiedendo  a cosa possa servire questo «pezzo di carta, che se lo lascio cadere, non si muove» rispose riprendendo l’Articolo 3 della Costituzione:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo 1 – L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro – corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica (…). E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere

Poi aggiunse:

Ma c’è una parte della nostra Costituzione che è una polemica contro il presente, contro la società presente. (…) Dà un giudizio, la Costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la Costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani.

Piero Calamandrei

La Costituzione Italiana, per Calamandrei e per i padri costituenti, non presenta solamente una generica esposizione di principi, ma disegna il senso stesso della collettività indicando le politiche affinché questa possa indirizzarsi al meglio.

L’impronta grossolanamente di stampo Keynesiano  pone il lavoro a fondamento, come principio di ciò che segue e ne dipende: dal lavoro, le politiche economiche; dalle politiche economiche, l’economia. Oggi, assistiamo a un mondo che, rispetto a questa sequenza, è rovesciato: dall’economia dipendono le politiche economiche; da queste i diritti e i doveri del lavoro. (Gustavo Zagrebelsky – Fondata sul lavoro (Einaudi))

L’ex Presidente del Senato Meuccio Ruini, già senatore del Regno d’Italia, durante la seduta parlamentare del 12 marzo 1947 puntualizzò che il lavoro va inteso “nel senso più ampio, cioè comprendente il lavoro intellettuale, il professionista, lo stesso imprenditore in quanto lavoratore qualificato che organizza la produzione e non vive, senza lavorare, di monopoli e privilegi” sottolineando come le teorie economiche ottocentesche non possono reggere in epoca moderna.

Nell’ottobre 1946, alla Costituente, il deputato Mario Cevolotto spiega così come dovrebbe essere il programma economico in linea ai principi costituzionali:” Allo scopo di garantire il diritto al lavoro di tutti i cittadini lo Stato interverrà per coordinare e dirigere l’attività produttiva dei singoli e di tutta la nazione secondo un piano che dia il massimo rendimento per la collettività. Quindi intervento dello Stato nella produzione, intervento cui si arriva attraverso la garanzia del diritto al lavoro … senza un ritorno al liberismo né una regolamentazione totalitaria dell’attività produttiva”.

(Il neoliberismo, l’ideologia alla radice di tutti i nostri problemi – Eunews.it)

(Le false promesse della digitalizzazione – Il Manifesto)

In prospettiva futura il deputato del PCI Renzo Laconi disse:

«Noi non siamo in grado oggi di stabilire delle garanzie e delle sanzioni per la realizzazione di questi diritti, ma qualcosa possiamo fare: noi possiamo fare i principi, possiamo stabilire le direttive entro le quali dovrà orientarsi il legislatore di domani».

“Non si può negare in modo assoluto che un giorno le forze regressive possano avere la prevalenza. Noi abbiamo il dovere di immaginare anche il peggio .

Ora fate l’ipotesi che la nostra rappresentanza fosse completamente eliminata e sedessero in questa Camera solo rappresentanti della Nazione aventi un orientamento regressivo e volessero formare una legge che contrastasse questi diritti al lavoro, li limitasse, li annullasse. La Corte costituzionale dovrebbe dichiararne l’incostituzionalità.

Gustavo Ghidini, avvocato e membro della I legislatura della Repubblica.

Intervento Parlamentare.

( Un nuovo concetto di lavoro per superare il capitalismo

Abbattere la competizione sul lavoro per superare il neoliberismo – Tribuno del Popolo)

(Islanda: parità salario tra uomo e donna – Agenzia Ansa)

(Il reddito di base è il welfare del nuovo secolo – Il Manifesto)

(Lavoro, le 28 ore in Germania? Nel resto d’Europa se ne fanno meno che in Italia. Olanda, settimana lavorativa da 4 giorni – Il Fatto Quotidiano)

E’ necessario ed occorre quindi dar prospettiva andando oltre all’ideale moderno verista dell’ostrica. Nei principi fondamentali della Carta Costituzionale è viva ed è tuttora presenta un’idea di paese e di società per la quale bisognerebbe impegnarsi; “è compito della Repubblica rimuovere…” gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza, “è compito della Repubblica promuovere…” le autonomie locali, ovvietà non scontata dopo il ventennio centralista e totalitarista fascista,il diritto al lavoro, “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica”; e infine promuove le organizzazioni impegnate nella pace e la giustizia internazionale.

Il lavoro, dunque, la cultura e la pace: questi sono i pilastri che la Costituzione ci suggerisce di perseguire.  Una repubblica deve perseguire sempre  i propri valori culturali, le proprie idee del mondo, concetti che tengono unita una comunità anche nelle situazioni di crisi economica-sociale.

La Carta Costituzionale ci suggerisce quindi la strada e l’agenda politica da perseguire, non solo durante il tempo delle elezioni.

La Costituzione, figlia di una scrittura collettiva, ci mostra, quindi, un’eredità e una sfida impegnativa e mai pienamente raggiungibile.

J’Accuse.

F.COLOMBARI.

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Il rumore del silenzio geopolitico


Anno 2018 ecco il mondo alle porte del nuovo anno.

coffee-map-minIl Mondo in breve.

Panoramica delle situazioni principali.

 

 

 

  • EUROPA

L’Unione Europea è alle prese con la Brexit e i suoi relativi accordi, ancora tuttora in corso tra il numero 10 Downing Street Theresa May e il commissario europeo responsabile Michel Barnier, la situazione catalana (visto il risultato del referendum e le ultime elezioni), l’euroscetticismo, pressioni internazionali e diplomatici e una necessità di far fronte ad una riforma dell’organizzazione europea prima della scadenza del mandato della commissione Juncker (come annunciato nell’ultimo discorso sullo Stato dell’Unione). Sul fronte orientale la questione Ucraina, con le continue proteste a Kiev che minano la stabilità dell’attuale governo, non si è risolta e di conseguenza sono gelidi i rapporti tra Mosca e l’Unione Europea.

Germania, via libera accordo per Grosse-Koalition: intesa su sanità, tasse e migranti in vista formazione nuovo Governo Merkel.

Spostandoci in Turchia, i rapporti  tra Ankara di Erdogan e le zone curde sono in crisi sia dai bombardamenti a loro rivolti e sia dall’esito del referendum non legittimato dal governo centrale.

  • MEDIO ORIENTE E AFRICA

Storici sono i conflitti, tuttora in corso, tra paesi arabi e il territorio israeliano e con il recente riconoscimento di Washington di Gerusalemme come capitale. Critica rimane la situazione in Siria con i conseguenti rapporti tra Mosca e Stati Uniti, manifestazioni in Iran per chiedere migliori condizioni economiche. Harare, invece,volta pagina dopo la trentennale presidenza di Mugabe dopo il recente colpo di stato.

Scontri e disordini tra gruppi di giovani manifestanti e forze dell’ordine si sono verificati in varie città tunisine. Le proteste contro l’aumento del costo della vita e la politica di austerity del governo sono spesso degenerate in violenze.

Conflitti locali tra Iran ed Arabia Saudita.

  • AMERICA

E’ stata approvata in maniera definitiva la riforma fiscale americana targata Trump con tagli tasse e politiche neoliberiste. Rimane l’attenzione a Washington per la Corea del Nord e con l’Iran con l’accordo sul nucleare.

25289289_10154973980642382_2064539671712436386_n.jpgLa Casa Bianca ha messo fine al programma umanitario avviato nel 2001 nei confronti dei cittadini del Salvador e che aveva permesso loro di abitare e lavorare negli Stati Uniti,dopo il terremoto del 2001.

Via libera all’accordo CETA tra UE e Canada; il trattato entrato in vigore solo parzialmente in quanto serve l’approvazione di tutte le assemblee europee.

Evo Morales è alla ricerca di un quarto mandato per guidare la Bolivia, crisi economica e tagli alla spesa pubblica in Brasile dopo anni di crescita come economia emergente. Ritorna lentamente a crescere, ma con minore spesa pubblica, tagli alle sovvenzioni  l’Argentina di Macri, quest’ultimo ha ereditato un Paese con un’inflazione che si aggirava intorno al 30% e un deficit pubblico del 5%, mentre il 29% degli Argentini viveva sotto la soglia di povertà.

  • ASIA

Mosca alle prese con le prossime elezioni presidenziali con accuse di possibili brogli ed irregolarità elettorali.

Attenzione concentrata in Corea del Nord con il relativo programma nucleare. La Corea del Nord parteciperà alle Olimpiadi invernali che si terranno dal 9 al 25 febbraio a Pyeongchang, in Corea del Sud, con una delegazione che includerà, oltre agli atleti, anche dirigenti, giornalisti e artisti.

Più di 15mila civili sono stati uccisi da ordigni esplosivi nel 2017, un aumento del 42 per cento in un anno. Lo rivela un’inchiesta dell’ong Action on armed violence. L’ascesa è dovuta soprattutto agli attacchi aerei, che l’anno scorso hanno ucciso quasi il doppio dei civili rispetto al 2016, ed è coincisa con le operazioni militari a guida statunitense a Mosul, in Iraq, e a Raqqa, in Siria.

La geopolitica è una particolare analisi della politica (specialmente la politica estera degli Stati nazionali ma non solo quella), condotta in riferimento ai condizionamenti su di essa esercitati dai fattori geografici: intendendo come tali non solo e non tanto quelli propriamente fisici, come la morfologia dello spazio o il clima, quanto l’insieme delle relazioni di interdipendenza esistenti fra le entità politiche territorialmente definite e le loro componenti.

Carlo Jean, generale e scrittore italiano. 

 

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Carte di Laura Canali. Credit: Limes Italia, rivista italiana di geopolitica

Lo studio delle relazione internazionali è sempre stato strategico nella diplomazia e nella politica estera di ogni nazione.

Lo scacco matto silenzioso della geopolitica tra l’allarme terrorismo, dinamiche sociali ed ambientali implora un nuovo ideale di umanità, capace di fondere un insieme di valori individuali e sociali.

Analogamente al poemetto neoclassico foscoliano:”Le Grazie”, che narra,ricomponendo tutti i temi Ugo_Foscolo.jpgdella poetica foscoliana, il mito delle tre dee, Venere, Vesta e Pallade, condotte sulla terra  per donare all’umanità la bellezza e l’armonia, l’avvento 3227385delle Grazie sulla terra simboleggia il superamento dell’epoca primitiva e l’avvio verso un processo di civilizzazione; la situazione geopolitica attuale implora un ideale foscoliano di umanità, capace di superare le tensioni e gli stereotipi tra i Paesi.

 

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Per una nuova Bretton Woods


Una rivoluzione ci salverà, parafrasando Naomi Klein.

Storicamente parlando, il capitalismo moderno, nato dal secondo dopoguerra, nacque con la Conferenza di Bretton Woods, nel 1944, durante la quale furono sufficienti 22 giorni per stabilire le regole economiche, finanziarie e commerciali post secondo conflitto mondiale, considerando il P.I.L. come il cuore del moderno sistema economico capitalista.

 

 

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Secondo l’Independent Review of Economic Statistic della Gran Bretagna il P.I.L. rappresenta una metrica di misura superata in quanto incapace di rapportarsi al benessere reale, alle diseguaglianze e alla sostenibilità ambientale e finanziaria.

Ruolo determinante del P.I.L. già messo in discussione da Robert Kennedy presso l’Università del Kansas il 3 marzo 1968.

(La furia inarrestabile del mercato –  «Presi per il Pil» – Il Manifesto)

 “Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. […] Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”

Robert Kennedy – Università del Kansas 3 marzo 1968.

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

(Fra vent’anni la metà dei mestieri sarà nelle mani dei robot – Corriere della Sera)

(Cresce il Pil, ma non il benessere dei cittadini – Huffingtonpost.it)

Secondo la giornalista, scrittrice e attivista canadese Naomi Klein occorre, onde evitare il peggio, mettere in discussione la logica fondamentale della nostra economia: la crescita del PIL come priorità assoluta.

Una trasformazione radicale per rimettere al centro l’uomo all’interno dei sistemi economici e sociali con l’introduzione di nuovi indicatori come il bhutanese Gross National Happiness (F.I.L.) o l’embrionale italiano B.E.S. ( Benessere equo e sostenibile). 

(Una lezione proveniente dal Bhutan – Frammenti di Utopia )

Il cambio dell’indicatore economico fondamentale potrebbe svolgere da primo input verso un sistema economico e produttivo che non fa del capitale e del consumismo il suo obiettivo principale.

Per ridiscutere i canoni dell’economia,

Per una nuova Bretton Woods.

(José Mujica: “Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo solo una”- The Huffington Post Italia )

(Sepulveda: «Rifiutare l’oppressione del neoliberismo è vitale» – Left)

Continua…

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Memorandum per la laicità


“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

Articolo 7, Costituzione della Repubblica Italiana

 I rapporti tra la Chiesa e l’entità statale sono sempre stati terreno di discussione politica e sociale; il potere temporale e quello spirituale hanno avuto, storicamente parlando, numerosi punti di incidenza.

Durante il periodo dell’Alto e del Basso Medioevo la lotta per le investiture, ovvero il conflitto tra il Papato e il Sacro Impero Germanico, sfociò in una teocrazia con la Dictatus Papae accoppiando il potere spirituale e quello temporale, scomunicando gli imperatori.

L’exursus storico proseguì, nei secoli successivi, con il Tribunale della Santa Inquisizione per indagare e punire le eresie.

 

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Oggi, i rapporti tra lo Stato e la Chiesa vengono disciplinati dai Patti Lateranensi, accordi di mussoliniana memoria, riformati nel 1984 a Villa Madama dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi.

In ottica internazionale sono ancora presenti stati confessionali e teocratici che pongono la religione come uno dei principali pilastri del diritto.

La cultura della laicità rappresenta uno dei più forti risultati provenienti dall’Illuminismo, cultura della laicità che si associa alla capacità di autodeterminazione,della libertà, del rispetto e della tolleranza.

“Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione, credo, o ideologia così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la pubblica sicurezza, la protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libertà altrui.”

Articolo 9, Convenzione Europea dei diritti dell’uomo

La concezione illuminista considera l’uomo cosciente di intendere e di volere, protagonista delle sue scelte e delle sue decisioni. Il razionalismo dei lumi si allontana, quindi, dall’imposizione di una fede precisa e di una religione di Stato abbracciando la libera volontà dell’individuo garantendo la libertà individuale nel rispetto della comunità.

Visione agnostica della realtà che aiuterebbe le democrazie a discutere senza dogmi e pregiudizi temi eticamente sensibili come l’aborto e il divorzio, non ancora legali in ogni angolo del Mondo, la fecondazione assistita, il trattamento di fine vita, il concetto di famiglia et cetera.

Per garantire ed assicurare una visione agnostica della realtà lo Stato non deve risultare subalterno a nessuna ideologia confessionale, risultando imparziale e senza assicurare privilegi economici e sociali di fronte alle diverse organizzazioni religiose, garantendo l’indipendenza legislativa, la quale deve rispondere solo in materia di giustizia sociale, dalle direttive ecclesiastiche.

(Europa: la laicità paese per paese – uarr.it)

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Cimitero Nazionale Francese – Ammesse tutte le credenze, senza favorirne o discriminarne alcuna in accordo con il principio di laicità.

Sul fronte italiano, la laicità ha sempre avuto significati controversi ed ambigui, ben lontani dalla laïcité francese,  la non-clericalità italiana non assicura e non riconosce una piena eguaglianza di tutte le confessioni e non rifiuta il riconoscimento del primato dell’autorità morale di qualsiasi religione, non riaffermando,quindi, l’autonomia dello Stato in tutti i suoi poteri.

 

Da questo livello argomentativo iniziano le discussioni retoriche sulla presenza o meno di simboli religiosi nei pubblici uffici o l’insegnamento della sola religione cattolica negli istituti scolastici.

L’abrogazione dei Patti Lateranensi, di mussoliniana e catto-togliattiana memoria, rappresenta un primo passo verso una laïcité italiana.

Il peso delle ideologie.

 

 

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Fame esaudita


downloadAssicurare a tutti un futuro: questo dovrebbe essere l’obiettivo di ogni civiltà al fine di poter vivere in un contesto sociale vivibile e stimolante per la crescita evolutiva di ogni singolo cittadino, il quale rappresenta un singolo ingranaggio di una grande macchina chiamata società.

L’assicurazione certa per un futuro sostenibile deve obbligatoriamente e necessariamente passare dalla gestione dei sistemi alimentari mondiali dove, quest’ultimi, rappresentano un importante crocevia per un possibile e probabile restauro dell’attuale “far west” geopolitico.

La tematica del cibo pervade, da sempre, la società, dalle numerose sale dei bottoni presenti nel Mondo ai singoli contadini, i quali hanno sempre lottato dignitosamente per la conquista della terra,simbolo di speranza e di tranquillità economica.

Nonostante ciò, con la globalizzazione e con l’avvento della società di massa,il cibo ha essenza-umana-011.jpgacquisito una connotazione di commodity, dove il suo valore è determinato, esclusivamente, da una guerra di prezzi in nome della capitalizzazione e della mercificazione di tutti gli aspetti quotidiani esistenziali.

I sistemi alimentari odierni, lungi da possedere un sufficiente grado di sostenibilità, non hanno risposto adeguatamente alla fame e alla malnutrizione, al contrario hanno incentivato l’esaurimento delle risorse aumentando l’inquinamento. (Cibo e libertà, C. Petrini)

(Figli dello Smog – Frammenti di Utopia)

È palese evincere che lo sviluppo dei vari sistemi sociali mondiali deve camminare, di pari passo, insieme alla genesi di nuovi meccanismo alimentari.

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Questo criterio rappresenta le fondamenta di ogni Nazione emergente caratterizzata da una forte crescita demografica unita ad una robustizzazione della domanda di cibo, fattori legati da relazioni, diseguali e squilibrate, di proporzionalità diretta. (Il futuro è già qui, G.E.Valori)

Futuro del cibo che non passa e non si evolve esclusivamente in chiave capitalistico-economica, nella quale grandi multinazionali, per rispondere alle logiche di profitto, provvedono all’accaparramento, a lungo termine, di grandi estensioni terriere sottraendole alle comunità locali con il cosiddetto land grabbing (Senza stati e senza bandiere, M. Di Salvo), ma anche dal punto di vista tecnologico e biotecnologico.

La chiamata della scienza e della ricerca risponde positivamente all’azione intesa ad eliminare fame e malnutrizione, migliorando la produttività agricola, prendendo in considerazione le esigenze sia degli ecosistemi e sia delle comunità, raggiungendo, quindi, sufficienti livelli di sostenibilità.

La sfida tecnologica deve però, essere guidata ed indirizzata correttamente tramite un’equa legislazione atta ad amplificare i concreti e reali vantaggi verso ogni classe socio-economica.

(Agricoltura Verticale, il futuro della agricoltura? – .genitronsviluppo.com)

(Orti indoor e agricoltura verticale: una realtà in Giappone-soloecologia.it)

(Il Bosco Verticale ridisegna la città. “Perché la biodiversità ci salverà” – LaRepubblica.it)

(Giappone, l’orto diventa hi-tech: 100 volte più produttivo di un campo all’aperto. – tgcom24.mediaset.it)

(In Svezia la serra nel grattacielo per un’agricoltura urbana in vertical farm – greenme.it)

Il futuro è molto aperto, e dipenda da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte. 

Karl Popper, filosofo austriaco

Per raggiungere l’obiettivo di restaurare l’impalcatura sociale, la gestione umanitarista e solidale dei sistemi alimentari simboleggia un’extrema ratio per un cambiamento evolutivo della civilizzazione.

Una rettificazione, in chiave riformista, della rete alimentare coadiuvata con una ragionevole ed equilibrata redistribuzione del cibo nei diversi angoli del Globo può fungere da sostegno per garantire ad ogni cittadino pari opportunità e probabilità di emancipazione nel suo singolo e personale futuro, richiudendo,così,il vaso di Pandora targato “fame nel Mondo”, compiendo un primo passo per un Mondo egualitario.

Cibi condimentum esse famem.

( La fame è il condimento del cibo).

(Cibo, il paradosso mondiale: un miliardo di persone obese,un altro miliardo malnutrito – Corriere della Sera.)

(Il campo digitale-trend-online.com)

Bibliografia.

-Biotecnologie: una speranza per combattere la fame nel Mondo? – M.L.Pietro, E.Sgreccia,A. Marchetto, Vita e Pensiero, Milano, 2003.

-Il futuro è già qui – G.E.Valori,Rizzoli, Milano, 2009.

-Cibo e libertà – C.Petrini, Giunti, Firenze, 2013.

-Senza stati e senza bandiere – M. Di Salvo – L’Espresso – Le inchieste 10/06/2014.

F.COLOMBARI.

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We (I) have a dream


Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni. 

Amedeo Modigliani

Crisi. crisi

Termine di derivazione greca κρίσις con il relativo significato figurato di scegliere, interpretare. 

Metamorfosi kafkiana di concezione di umanità, nuove realtà che hanno indirizzato verso nuove mete il futuro e la visione dell’uomo e del Mondo.

Diciassettesimo secolo che porta il nome di crisi e di cambiamento.

Crisi avente una genesi tecno-scientifica lontana dai dogmi arcaici del Classicismo; mutamento interpretato dal movimento culturale del Barocco, protagonista del stravolgimento dello status quo dell’epoca.

Rivoluzione barocca che ha auspicato un cambio di paradigma,meravigliando, in tutte le discipline, le arti e le scienze. Bernini-beata-ludovica

Nuove risposte a nuovi interrogativi che hanno stravolto in senso lato l’immaginario collettivo e la forma mentis dell’epoca.

Movimento culturale del Barocco, l’Anti-classicismo per antonomasia, che ha permesso uno sviluppo umano lontano da pregiudizi.

Anche rispetto al Seicento bisogna farla finita con le accuse e le difese, […].

Era di decadenza sia pure, ma importa non dimenticare che il concetto di decadenza è affatto empirico e relativo: se qualcosa decade, qualche altro nasce o germina: una decadenza totale e assoluta non è concepibile.

Benedetto Croce, Saggi sulla letteratura italiana del seicento,1911.

Anti-classicismo che ha permesso di cambiare la realtà circostante costruita da leggi conoscibili, individuabili e non immutabili.

Meravigliare grazie alla scienza e alla tecnologia,

meravigliare economicamente grazie ad un modello che persegua, come obiettivo primario, la qualità di vita della collettività.

Una meraviglia ermeneutica che sappia interpretare l”intera esistenza umana.

Una meraviglia che sappia vincere su un destino di stallo e di decadenza in senso lato.

Alla fine cos’è la vita?

E’ una partita a scacchi, avente come unico avversario il destino.

L’unico requisito fondamentale per il scacco matto è quello di compiere la mossa giusta, nel modo giusto, nel tempo e nel luogo giusto.

Per far vincere voi e non il destino.

Frammenti di Utopia.  

Don_Chisciotte_contro_i_mulini_a_vento-min.jpgCrisi di valori del diciassettesimo secolo che incarna il contesto critico-narrativo dell’opera letteraria di Cervantes, il Don Chisciotte,pubblicato nel 1605.

Il protagonista spinto dalle letture cavalleresche si autoconvise di essere chiamato  per difendere i deboli e riparare i torti,suscitando l’ilarità delle persone che assistono alle sue folli gesta.

(“Il problema della Sindrome Economica di Stoccolma” – Articolo Frammenti di Utopia)

(“Una lezione di umanesimo economico – Articolo Frammenti di Utopia“)

(“Fuochi sociali moderni  – Articolo Frammenti di Utopia“)

In tale contesto il Don Chisciotte cavalcava un’età di crisi dei saperi e un’epoca di grande trasformazione. Dal punto di vista letterario, l’opera targata Cervantes si allontanava dalla tradizione dei romanzi di cavalleria in cui il cavaliere cercava il senso del Mondo; tale per cui Chisciotte si trova perduto in un mondo in cui il senso non si trova più, un mondo in cui è avvenuta una divaricazione tra le parole e le cose, tra la realtà rappresentata e quella autentica, tra ciò che il protagonista crede che avvenga e la realtà concreta.

Perché una realtà non ci fu dati e non c’è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.

Luigi Pirandello

Chisciotte continua,quindi, a cercare somiglianze tra le parole e le cose,scambiando i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni,laddove non si accorge che queste somiglianze non hanno più spazio nella sua civiltà.

Cervantes raccolse la crisi di un’età e decise di raccontarla sino ai giorni nostri con il suo romanzo di stampo barocco.

Monumento_a_Cervantes_(Madrid)_10m-min.jpgRomanzo, ancora oggi, del tutto protagonista dell’attuale smarrimento in salsa contemporanea dove i vari Don Chisciotte,dati i canoni del Mondo attuale irriconoscenti verso dei valori ideali, permanenti e irriducibili, vengono considerati semplicemente pazzi.

Non potendo intravedere, con nostalgia, un donchisciottismo futuro, così intransigente a mediare sui valori alti della collettività e della comunità e capace di personificare i valori di un’etica, di un ethos perduto in grado di trasformare una crisi in una rinascita lontana dai principi conflittuali che ci dirigono verso guerra, morte e sopraffazione, occorre costruire, poco a poco, quel sogno che Cervantes ci indica da secoli: un’utopia.

Nutri la tua mente con grandi pensieri,perché non arriverai mai oltre a quello che tu pensi. Benjamin Disraeli

Un’utopia capace di porre dei valori condivisi, comunità e condivisione;  il portare dei valori alti e persuadere il prossimo a condividerli per riformare una nuova comunità all’insegna maestra di Alonso Quijana.poverta.jpg

Speranzosi, in certi termini, della ciclicità della storia è auspicabile un ritorno di una nuova via maestra, che non sappia dimenticare l’aspetto umano che come il meravigliare letterario di Cervantes è stato il premonitore verso il secolo dei lumi settecentesco, il quale portò un’ondata di sviluppo e culto di nuove idee progressiste senza precedenti, l’attuale crisi di valori porti una nuova guida sicura al vario tumulto delle passioni.

blog1.jpgUna guida sicura che sappia combattere le disuguaglianze, la pregiudicazione del futuro di una persona dal luogo di nascita, le problematiche ambientali e il disordine e la disgregazione internazionale, dato che il Mondo è un’interpretazione e non qualcosa di oggettivo.

(“Figli dello Smog – Articolo Frammenti di Utopia“)

(Per un disarmo freddo – Articolo Frammenti di Utopia)

(”Per un’unione di entanglement internazionalista dei Popoli – Articolo Frammenti di Utopia”).

Per un Mondo unito verso un unico obiettivo di democrazia,pace e diritti, ricordandosi di essere prima di avere e quindi di appartenere alla razza umana prima della razza consumista.

 La guerra è pace, la schiavitù è libertà, l’ignoranza è forza.

1984,George Orwell.

Monito orwelliano per futuri e probabili regimi totalitari, i quali si basano su un Mondo privo di idee proprie e di intelligenza critica.

Per un passato che non possa ridiventare nuovamente futuro.

Siate realisti, chiedete l’impossibile.

Per un odierno diritto alla felicità.

Siamo della sostanza di cui sono fatti i sogni. Oltre al nichilismo.

We (I) have a dream.

Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero. E dunque non può cambiare, se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare.

Albert Einstein

F.COLOMBARI.

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Una stanza tutta per sé


La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenhauer


Virginia-Woolf

Correva l’anno 1929.

A Room of One’s Own. Il celebre saggio dei sudditi di Sua Maestà, targato Virginia Woolf, esplora e ripercorre tramite un intenso ed approfondito excursus  la storia letteraria della donna con una futura possibilità di essere ammesse ad una cultura che fino a quel momento si era rivelata di esclusivo appannaggio maschile, in una società, nella fattispecie quella Inglese, di stampo profondamente patriarcale.

Il saggio riesplorava e riesplora i motivi per cui le donne stessero giungendo solo agli albori del Novecento a conquistare i propri diritti ed essere socialmente riconosciute anche sul piano culturale e letterario.

Intellectual freedom depends upon material things. Poetry depends upon intellectual freedom.

Virginia Woolf

A quasi 90 anni di distanza è venuto ancora a mancare il pieno raggiungimento socio-economico e culturale che acclamava la Woolf.

Mancato raggiungimento del completamento dell’uguaglianza dei diritti sottolineato dai 294 omicidi nel 2014 in Turchia,per cui è stata data forse una prima risposta politica con la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, o dai 1700 stupri a Delhi o nel divario  retributivo salariale.

(Lavoro, c’è differenza tra uomo e donna? Nella retribuzione sì: donne guadagnano il 10,9% in meno. – Il Sole 24 Ore.)

Nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, vieni ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, e diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di Instabile e squilibrato.

Erich Fromm

Il minimo comune denominatore per l’affronto di tali problematiche deve passare necessariamente dall’acquisizione di un senso di responsabilità collettiva, ricordandoci necessariamente che la nostra libertà finisce dove comincia quella altrui, anche perché, parafrasando Primo Levi, accadde facilmente a chi ha perso tutto, di perdere anche se stesso.

images.jpg(Colonialismo, capitalismo e prostituzione. -Riflessione dell’attivista asiatica immigrata in Canada Alice Lee)

Responsabilità collettiva che getta le basi di un cambiamento culturale da affrontare con maggior incisività, in quanto la mentalità e la forma mentis acquisita rappresenta lo scoglio più austero e difficile da modificare ed è propria questa difficoltà di cambiamento che rappresenta un miglioramento e un mantenimento a lungo termine del paradigma socio-culturale invocato dalla Woolf.

Quando il potere dell’Amore supererà l’amore per il potere si avrà la pace.

 Jimi Hendrix
(27 novembre 1942-18 settembre 1970)

Dimenticare la cultura dell’etichettamento e della provocazione grazie anche all’intervento della scuola in generale, dove quest’ultima non è solamente formatrice di professioni future, ma anche di cittadini;dato il ruolo di educatrice che ad essa appartiene.

Formazione di futuri cittadini che di certo non aggrava la situazione odierna di una generazione forse compromessa data la presenza di fenomeni come la prostituzione minorile; denunciando apertamente la perdita di valori idealistici a favore di quelli 2000px-Igualtat_de_sexes.svg.pngmaterialistici.

(La violenza nelle coppie adolescenti – di Brunella Gasperini,psicologa)

Una scuola che educhi dal punto di vista civico coadiuvata da un cambiamento di linguaggio e di pensiero sui ruoli e sulla rappresentazione stessa dei media e da una riduzione di materiale pornografico, fin troppo apertamente disponibile, al fine di abbattere stereotipi e discriminazioni.

(La furia dell’amore ferito e la forza della madre che ha rincorso lo stupratore di Prati – The Huffington Post Italia)

(Caserta, nuova pubblicità (civica) contro lo sfruttamento delle donne. Corriere della Sera/ Il Corriere del Mezzogiorno)

((Qui e Qui precisazioni sulla speculata e pseudo-“teoria gender” – Associazione italiana psicologi)

Ogni uomo un filosofo, artista un, un uomo giusto.

Antonio Gramsci

Stereotipi che inondano nel mercato, meramente consumistico, del sesso.

Tematica della prostituzione, che nonostante le varie argomentazioni a favore della regolarizzazione legale, la legalizzazione nei paesi dell’Europa Centro-Settentrionale,in primis Olanda e Germania,ha offerto un’ottima maschera alla criminalità, aumentando  il fenomeno della domanda di  vittime di tratta, non riducendo il numero degli abusi dove il 75-80% delle donne presenti è stata trafficata contro la loro volontà (il 60 % delle prostitute che operano nei Paesi Bassi hanno subito violenza fisica, mentre il 40% delle stesse ha dichiarato di aver subito violenza sessuale; il 59% delle prostitute tedesche ha dichiarato che la regolamentazione non le fa sentire più sicure dalla violenza fisica o sessuale), non migliorando neppure la condizione sanitaria dato che, per esempio, nello Stato di Victoria, in Australia, un cliente su cinque dichiara di voler avere rapporti sessuali non protetti; mentre in Canada il tasso di mortalità delle prostitute è  40 volte superiore alla media nazionale.

Tutti dati tratti da Janice Raymond, Ten Reasons for Not Legalizing Prostitution, Coalition Against Trafficking in Women, in Prostitution, Trafficking, and Traumatic Stress 315, 317 (Melissa Farley ed., 2003) e dal U.S. Department of State, The Link Between Prostitution and Sex Trafficking 1 (2004).

(How legalizing prostitution has failed – Spiegel Online)

Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei.

Margaret Thatcher, ex primo ministro inglese

(Prostituzione in Italia. Bonanni: La battaglia di civiltà “ignorata” dall’Italia – ilsussidiario.net)

20150211.jpgNon a caso molti paesi scandinavi hanno deciso di fare dietrofront, punendo, dal punto di vista legislativo e giudiziario, la domanda stessa di sesso, rendendo incompatibile quest’ultima alla dignità umana.

Stessa proposta scandinava (e da poco francese) che è stata pure suggerita dal Parlamento Europeo.

C’è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri.
Simone de Beauvoir

(Cagliari, dopo la ‘tessera baby’, all’Università le “stanze rosa”. Per chi ha figli e non vuole smettere di studiare. Il Fatto Quotidiano).

bimbi-min.jpgUn sistema sociale che sappia affrontare l’attuale dinamica di denatalità con efficaci supporti economici, con efficaci metodi di conciliazione lavoro e famiglia, con efficaci metodi di supporto quali asili nido contrastando la povertà assoluta con un nuovo welfare.

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

tasso-di-natalita-min.jpg

(Donne, lavoro, natalità: tre leggi da fare subito

Asili nido, congedi parentali, incentivi nelle aziende. Ecco dove la politica può e deve intervenire. Per far guadagnare tutto il Paese. – L’Espresso.)

(Italia 2050: ecco come abbiamo sconfitto la denatalità. Linkiesta.It)

(Why Iceland is the best place in the world to be a woman. -Theguardian.com)

Per un’odierna stanza tutta per sé che non permetta solo, secondo Virginia Woolf, a scrivere, immaginare per trasformare i pensieri in parole e le parole in narrazione, ma anche per livellare il gap di diritti di un fatidico vaso di pandora di genere, eguagliandolo.

Senza alcuna velleitarietà.

Per la libertà di espressione e per il rispetto reciproco.

Esseri umani non si nasce, si diventa.

Esistiamo nella misura in cui pensiamo.

Siate realisti, chiedete l’impossibile.

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F.COLOMBARI

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L’apocalisse del lavoro


Diritto individuale e dovere morale verso la collettività, disprezzo, autorealizzazione beyond11-min[1]personale: sono numerosi i filoni logici che hanno posto le basi teoriche, spesso in contrasto tra loro, sul significato e sul valore effettivo del lavoro in seno alla dignità umana e ai desideri legati al benessere individuale.

Capacità di contribuire al progresso materiale della società che è stato, per innumerevoli volte, messo in discussione, soprattutto nel passato, da forma mentis denigratorie e da crisi economiche che hanno evidenziato una particolare insostenibilità di vari contesti socio-economici.

Lavoro che deve essere considerato come forma di autorealizzazione slegata da una guerra martoriante di cifre e numeri del sistema economico.

Il mondo professionale è tuttora ritenuto come attore principale e primario per l’autorealizzazione del singolo cittadino, la quale deve doverosamente concorrere al progresso materiale o spirituale della società. (Articolo 4, Costituzione della Repubblica coffee-map-minItaliana).

Il valore delle varie occupazioni professionali ha assunto, nell’antichità, vari connotati e considerazioni.

Nell’antica Grecia e nell’antica Roma il lavoro manuale era considerato come soggetto di degradazione, privo di ogni valore morale, un ostacolo ai cittadini “per far nascere la virtù nella loro anima e perché possano adempiere i loro doveri civici (Politica,Aristotele).

In simbiosi con tale caratteristica gli antichi scrittori romani affermavano lo stesso concetto con la nozione “otium cum dignitate”, ideale esistenziale alla fine della Repubblica e all’inizio dell’Impero.

(“Il lavoro in Grecia e a Roma”, C. Mosse).
Ritornando ai tempi moderni e alla contemporaneità il mondo degli impieghi ha nettamente modificato la forma mentis antica e della classicità greco-romana; rimodellazione geneticamente modificata che ha assunto, al giorno d’oggi, una traduzione di gabbia salariale e di dovere per la propria sopravvivenza: traduzione interpretata, soprattutto, con l’odierna crisi economica e con il suo scacco matto verso le classi socio-economicamente povere e deboli.

(Una lezione di umanesimo economico – Articolo Frammenti di Utopia)

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)


Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. […] Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Robert Kennedy – Università del Kansas 3 marzo 1968.

(Cambio del P.I.L. o cambio di mentalità? – L’Esempio del Bhutan con il Gross National Happiness (F.I.L.) e dell’ Italia con il cosiddetto Benessere equo e sostenibile (B.E.S.).  Una lezione proveniente dal Bhutan ) 

Crisi occupazionale che non si presenta solamente in canoni quantitativi, bensì anche in logica qualitativa. Secondo il Rapporto Isfol 2007 il lavoro è sempre meno conforme alle aspettative: il 30% degli occupati ritiene di svolgere attività poco conformi alle loro competenze professional; tale fenomeno  l’attore protagonista dello scoraggiamento sul fronte lavorativo. (C. Tucci. Rapporto Isfol: lavoro precario per 20 lavoratori su 100, Sole 24 Ore).

images.jpgAppare quindi evidente che un mondo del lavoro, parafrasando la Costituzione, non dettato dalle proprie scelte,ma solo dall’emergenza economica e come misura anti-povertà, rappresenta la principale pena del contrappasso per evitare l’emarginalizzazione economica, sfavorendo l’ascesa sociale.

“Quello di cui soffriamo non sono acciacchi della vecchiaia, ma disturbi di una crescita fatta di mutamenti troppo rapidi, e dolori di riassestamento da un periodo economico a un altro. L’efficienza tecnica è andata intensificandosi con ritmo più rapido di quello con cui riusciamo a risolvere il problema dell’assorbimento della manodopera. Visto in prospettiva, infatti, ciò significa che l’umanità sta procedendo alla soluzione del suo problema economico”.

“Prospettive economiche per i nostri nipoti” 1930.

John Maynard Keynes,economista.

 

Interpretazione odierna che lascia poco spaio alla vera virtù classica e alla concretizzazione dei propri obiettivi personali.

400px-piramide_maslow.pngÈ evidente e fondamentale che è necessario che il mondo occupazionale e professionale sia slegato da una guerra martoriante di cifre economiche affinché i singoli mestieri acquisiscano nuovamente quel valore dettato dalle proprie scelte e possibilità e non dai condizionamenti del proprio quadro economico.

In unione con l’attuale cambiamento tecnologico manifatturiero,l’indipendenza economica può portare il nome di reddito di base ( La Finlandia sarà il primo paese europeo a sperimentare il reddito minimo ); Finanziamento che deve senz’altro provenire da una profonda riforma del sistema fiscale mettendo in discussione gli ammortizzatori  sociali e probabilmente anche il sistema pensionistico.

(Rapporto dell’Università di Oxford: automatizzazione,in UK a rischio un posto di lavoro su tre entro 20 anni.)

Un equilibrio aristotelico che sappia conciliare l’idea classica del lavoro, necessario “per far nascere la virtù nell’anima dei cittadini  e per farli adempiere ai propri doveri civici” (Politica, Aristotele), al filone logico di un’impalcatura professionale intesa come dovere morale verso la collettività.

Vivere per lavorare o lavorare per vivere? La parola ai posteri.

” Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.” 

Dalai Lama

Bibliografia.

  • Articolo 4, Costituzione della Repubblica Italiana
  • Politica, Aristotele
  • Il lavoro in Grecia e a Roma, C. Mosse, Firenze 1973
  • Rapporto Isfol: lavoro precario per 20 lavoratori su 100, Sole 24 Ore, C. Tucci.

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F.COLOMBARI

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Una lezione di umanesimo economico


Alle sei di sera la città cadeva in mano dei consumatori. Per tutta la giornata il gran daffare della popolazione produttiva era il produrre: producevano beni di consumo. A una cert’ora, come per lo scatto di un interruttore, smettevano la produzione e,via! Si buttavano tutti a consumare.

Italo Calvino

L’Intervento per il festival dell’economia di Trento del filosofo e sociologo Zygmunt beyond11-min[1]Bauman,riportato di seguito, ha riflesso alla platea trentina la necessità di smontare i singoli pezzi del puzzle economico-capitalistico per sviluppare uno primo status embrionale di un nuovo tessuto economico orientato a rendere realmente migliori le condizioni di vita dell’umanità.

E’ una scelta futura, non è un destino.

Il futuro si costruisce guardando il passato, comprendendo appieno il genio dietro la follia, la follia di un mondo che strizza l’occhio alla qualità di vita senza affannarsi da una guerra di cifre statistiche di matrice economico-politica.

Un cambiamento dettato dall’odierna economia “in articulo mortis” prima di cedere lo scettro del comando ad un nuovo modello di riferimento.

La parola ai posteri.

(Il problema della Sindrome Economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

(Fuochi Sociali Moderni – Articolo Frammenti di Utopia)

Quest’ economia ci consuma: la moralità ormai è merce

“Vogliamo godere di una vita ricca, abbiente, il che ci ha orientati ad assumere come principale indicatore l’acquisto, lo shopping. Pare che tutte le strade che portano alla felicità portino ai negozi. Ciò sottopone il sistema economico, e più in generale il nostro pianeta, ad una pressione enorme. Ciò è disastroso per le nuove generazioni; è evidente che stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi, sulle spalle dei nostri figli. Possiamo trovare delle alternative alla crescita della produzione e dei consumi per trovare soddisfazione, in definitiva per essere felici? Ciò è necessario se non vogliamo distruggere il nostro habitat e generare fenomeni catastrofici come le guerre. I livelli attuali di consumo sono già insostenibili dal punto di vista ambientale ed anche economico. L’idea della prosperità al di fuori delle trappole del consumo infinito viene considerata un’idea per pazzi o per rivoluzionari. Jackson dice che ci sono delle alternative: le relazioni, le famiglie, i quartieri, le comunità, il significato della vita.  Ci sono enormi risorse di felicità umana che non vengono sfruttate. La maggior parte delle politiche realizzate nel mondo dai governi va esattamente nella direzione opposta. Queste politiche raramente vanno al di bauman-min[1]là della prossima scadenza elettorale, raramente guardano a ciò che succederà fra 20 o 30 anni. Assistiamo ad un processo di mercificazione e commercializzazione della moralità. I mercati sono abituati ad orientare i bisogni umani, bisogni che in passato non erano soddisfatti dal mercato. Questo è ciò che io indico con l’espressione ‘commercializzazione della moralità’. Il nostro reale bisogno dovrebbe essere prenderci cura dei nostri cari. Credo che tutti noi qui in sala ci sentiamo in colpa perché non riusciamo a trascorrere abbastanza tempo con i nostri cari. 20 anni fa il 60% delle famiglie americane si ritrovava attorno allo stesso tavolo per cenare. 20 anni dopo solo il 20%. Le persone sono più occupate con il loro cellulare, il loro ipad e così via. La nostra vita quotidiana è profondamente cambiata, a causa anche delle tecnologie, che hanno sicuramente prodotto delle cose positive, ma hanno anche creato dei danni collaterali. Se oggi usciamo senza cellulari ci sentiamo nudi.  Il confine fra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato alla famiglia è sfumato. Siamo sempre al lavoro, abbiamo l’ufficio sempre in tasca, non abbiamo scuse. Dobbiamo lavorare a tempo pieno. E più si sale nella scala gerarchica meno tempo per sé si ha. Si è sempre in servizio. Ovviamente i mercati e il consumismo non possono riparare questa situazione; possono però aiutarci a mitigare la nostra cattiva coscienza, e lo fanno spingendoci verso l’acquisto, lo shopping, il mercato. Al tempo stesso disimpariamo altre abilità ‘primarie’. Ad esempio a riconoscere il dolore, il dolore morale, che è molto importante, perché esso è un sintomo, ci aiuta a riconoscere la fragilità dei legami umani. Improvvisamente abbiamo persone che hanno migliaia di amici in internet; ma in passato dicevamo che gli amici si vedono nel momento del bisogno, e questo non è esattamente il caso degli amici che abbiamo in internet. Fino a quando il nostro senso morale verrà mercificato, l’economia crescerà perché messa in moto dai bisogni umani e dai desideri che è chiamata a soddisfare, bisogni e desideri apparentemente ‘buoni’, come dimostrare l’amore per gli altri. I grandi o-264072-min[1]economisti del passato sostenevano che i bisogni sono stabili, e che una volta soddisfatti tali bisogni possiamo fermarci e godere del lavoro fatto. C’era la convinzione che alla fine del percorso avviato con l’inizio della modernizzazione si avrebbe avuto un’economia stabile, in perfetto equilibrio. Successivamente si è presa una strada diversa. Si è inventato il cliente. Si è capito che i beni non hanno solo un valore d’uso, ma anche un valore simbolico, sono degli status symbol. Non si acquistava più un bene perché se ne ha bisogno, ma perché si ‘desidera’. L’obiettivo quindi diventava sviluppare sempre nuovi desideri negli esseri umani. Ma anche i desideri ad un certo punto si scontrano con dei limiti. Così, il limite è stato superato mercificando la moralità: non ci sono limiti all’amore, non ci sono limiti all’affetto che vogliamo dimostrare agli altri. Responsabilità incondizionata, condita da incertezze e ansie: questo è il motore del consumismo odierno, questo l’impulso che ci spinge a fare sempre di più, a produrre sempre di più. Ma ciò non è possibile, le risorse sono sempre limitate. Forse il momento della verità è vicino. Ma possiamo fare qualcosa per rallentarlo: intraprendendo un cammino autenticamente umano, un cammino fatto di reciproca comprensione.” 

(Zygmunt Bauman – Intervento per il festival dell’economia di Trento)

Nella nostra vita frettolosa,assordante,sono maledettamente poche le ore in cui l’anima può diventare cosciente di se stessa, in cui tace la vita dei sensi e quella dello spirito e l’anima sta senza veli davanti allo specchio dei ricordi e della coscienza.

Herman Hesse

F.COLOMBARI

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