Per una nuova Bretton Woods


Una rivoluzione ci salverà, parafrasando Naomi Klein.

Storicamente parlando, il capitalismo moderno, nato dal secondo dopoguerra, nacque con la Conferenza di Bretton Woods, nel 1944, durante la quale furono sufficienti 22 giorni per stabilire le regole economiche, finanziarie e commerciali post secondo conflitto mondiale, considerando il P.I.L. come il cuore del moderno sistema economico capitalista.

 

 

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Secondo l’Independent Review of Economic Statistic della Gran Bretagna il P.I.L. rappresenta una metrica di misura superata in quanto incapace di rapportarsi al benessere reale, alle diseguaglianze e alla sostenibilità ambientale e finanziaria.

Ruolo determinante del P.I.L. già messo in discussione da Robert Kennedy presso l’Università del Kansas il 3 marzo 1968.

(La furia inarrestabile del mercato –  «Presi per il Pil» – Il Manifesto)

 “Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. […] Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”

Robert Kennedy – Università del Kansas 3 marzo 1968.

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

(Fra vent’anni la metà dei mestieri sarà nelle mani dei robot – Corriere della Sera)

(Cresce il Pil, ma non il benessere dei cittadini – Huffingtonpost.it)

Secondo la giornalista, scrittrice e attivista canadese Naomi Klein occorre, onde evitare il peggio, mettere in discussione la logica fondamentale della nostra economia: la crescita del PIL come priorità assoluta.

Una trasformazione radicale per rimettere al centro l’uomo all’interno dei sistemi economici e sociali con l’introduzione di nuovi indicatori come il bhutanese Gross National Happiness (F.I.L.) o l’embrionale italiano B.E.S. ( Benessere equo e sostenibile). 

(Una lezione proveniente dal Bhutan – Frammenti di Utopia )

Il cambio dell’indicatore economico fondamentale potrebbe svolgere da primo input verso un sistema economico e produttivo che non fa del capitale e del consumismo il suo obiettivo principale.

Per ridiscutere i canoni dell’economia,

Per una nuova Bretton Woods.

(José Mujica: “Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo solo una”- The Huffington Post Italia )

(Sepulveda: «Rifiutare l’oppressione del neoliberismo è vitale» – Left)

Continua…

F.COLOMBARI.

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Memorandum per la laicità


“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

Articolo 7, Costituzione della Repubblica Italiana

 I rapporti tra la Chiesa e l’entità statale sono sempre stati terreno di discussione politica e sociale; il potere temporale e quello spirituale hanno avuto, storicamente parlando, numerosi punti di incidenza.

Durante il periodo dell’Alto e del Basso Medioevo la lotta per le investiture, ovvero il conflitto tra il Papato e il Sacro Impero Germanico, sfociò in una teocrazia con la Dictatus Papae accoppiando il potere spirituale e quello temporale, scomunicando gli imperatori.

L’exursus storico proseguì, nei secoli successivi, con il Tribunale della Santa Inquisizione per indagare e punire le eresie.

 

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Oggi, i rapporti tra lo Stato e la Chiesa vengono disciplinati dai Patti Lateranensi, accordi di mussoliniana memoria, riformati nel 1984 a Villa Madama dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi.

In ottica internazionale sono ancora presenti stati confessionali e teocratici che pongono la religione come uno dei principali pilastri del diritto.

La cultura della laicità rappresenta uno dei più forti risultati provenienti dall’Illuminismo, cultura della laicità che si associa alla capacità di autodeterminazione,della libertà, del rispetto e della tolleranza.

“Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione, credo, o ideologia così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la pubblica sicurezza, la protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libertà altrui.”

Articolo 9, Convenzione Europea dei diritti dell’uomo

La concezione illuminista considera l’uomo cosciente di intendere e di volere, protagonista delle sue scelte e delle sue decisioni. Il razionalismo dei lumi si allontana, quindi, dall’imposizione di una fede precisa e di una religione di Stato abbracciando la libera volontà dell’individuo garantendo la libertà individuale nel rispetto della comunità.

Visione agnostica della realtà che aiuterebbe le democrazie a discutere senza dogmi e pregiudizi temi eticamente sensibili come l’aborto e il divorzio, non ancora legali in ogni angolo del Mondo, la fecondazione assistita, il trattamento di fine vita, il concetto di famiglia et cetera.

Per garantire ed assicurare una visione agnostica della realtà lo Stato non deve risultare subalterno a nessuna ideologia confessionale, risultando imparziale e senza assicurare privilegi economici e sociali di fronte alle diverse organizzazioni religiose, garantendo l’indipendenza legislativa, la quale deve rispondere solo in materia di giustizia sociale, dalle direttive ecclesiastiche.

(Europa: la laicità paese per paese – uarr.it)

800px-Chasseneuil-sur-B_Mémorial_2012

Cimitero Nazionale Francese – Ammesse tutte le credenze, senza favorirne o discriminarne alcuna in accordo con il principio di laicità.

Sul fronte italiano, la laicità ha sempre avuto significati controversi ed ambigui, ben lontani dalla laïcité francese,  la non-clericalità italiana non assicura e non riconosce una piena eguaglianza di tutte le confessioni e non rifiuta il riconoscimento del primato dell’autorità morale di qualsiasi religione, non riaffermando,quindi, l’autonomia dello Stato in tutti i suoi poteri.

 

Da questo livello argomentativo iniziano le discussioni retoriche sulla presenza o meno di simboli religiosi nei pubblici uffici o l’insegnamento della sola religione cattolica negli istituti scolastici.

L’abrogazione dei Patti Lateranensi, di mussoliniana e catto-togliattiana memoria, rappresenta un primo passo verso una laïcité italiana.

Il peso delle ideologie.

 

 

F.COLOMBARI.

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Fame esaudita


downloadAssicurare a tutti un futuro: questo dovrebbe essere l’obiettivo di ogni civiltà al fine di poter vivere in un contesto sociale vivibile e stimolante per la crescita evolutiva di ogni singolo cittadino, il quale rappresenta un singolo ingranaggio di una grande macchina chiamata società.

L’assicurazione certa per un futuro sostenibile deve obbligatoriamente e necessariamente passare dalla gestione dei sistemi alimentari mondiali dove, quest’ultimi, rappresentano un importante crocevia per un possibile e probabile restauro dell’attuale “far west” geopolitico.

La tematica del cibo pervade, da sempre, la società, dalle numerose sale dei bottoni presenti nel Mondo ai singoli contadini, i quali hanno sempre lottato dignitosamente per la conquista della terra,simbolo di speranza e di tranquillità economica.

Nonostante ciò, con la globalizzazione e con l’avvento della società di massa,il cibo ha essenza-umana-011.jpgacquisito una connotazione di commodity, dove il suo valore è determinato, esclusivamente, da una guerra di prezzi in nome della capitalizzazione e della mercificazione di tutti gli aspetti quotidiani esistenziali.

I sistemi alimentari odierni, lungi da possedere un sufficiente grado di sostenibilità, non hanno risposto adeguatamente alla fame e alla malnutrizione, al contrario hanno incentivato l’esaurimento delle risorse aumentando l’inquinamento. (Cibo e libertà, C. Petrini)

(Figli dello Smog – Frammenti di Utopia)

È palese evincere che lo sviluppo dei vari sistemi sociali mondiali deve camminare, di pari passo, insieme alla genesi di nuovi meccanismo alimentari.

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Questo criterio rappresenta le fondamenta di ogni Nazione emergente caratterizzata da una forte crescita demografica unita ad una robustizzazione della domanda di cibo, fattori legati da relazioni, diseguali e squilibrate, di proporzionalità diretta. (Il futuro è già qui, G.E.Valori)

Futuro del cibo che non passa e non si evolve esclusivamente in chiave capitalistico-economica, nella quale grandi multinazionali, per rispondere alle logiche di profitto, provvedono all’accaparramento, a lungo termine, di grandi estensioni terriere sottraendole alle comunità locali con il cosiddetto land grabbing (Senza stati e senza bandiere, M. Di Salvo), ma anche dal punto di vista tecnologico e biotecnologico.

La chiamata della scienza e della ricerca risponde positivamente all’azione intesa ad eliminare fame e malnutrizione, migliorando la produttività agricola, prendendo in considerazione le esigenze sia degli ecosistemi e sia delle comunità, raggiungendo, quindi, sufficienti livelli di sostenibilità.

La sfida tecnologica deve però, essere guidata ed indirizzata correttamente tramite un’equa legislazione atta ad amplificare i concreti e reali vantaggi verso ogni classe socio-economica.

(Agricoltura Verticale, il futuro della agricoltura? – .genitronsviluppo.com)

(Orti indoor e agricoltura verticale: una realtà in Giappone-soloecologia.it)

(Il Bosco Verticale ridisegna la città. “Perché la biodiversità ci salverà” – LaRepubblica.it)

(Giappone, l’orto diventa hi-tech: 100 volte più produttivo di un campo all’aperto. – tgcom24.mediaset.it)

(In Svezia la serra nel grattacielo per un’agricoltura urbana in vertical farm – greenme.it)

Il futuro è molto aperto, e dipenda da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte. 

Karl Popper, filosofo austriaco

Per raggiungere l’obiettivo di restaurare l’impalcatura sociale, la gestione umanitarista e solidale dei sistemi alimentari simboleggia un’extrema ratio per un cambiamento evolutivo della civilizzazione.

Una rettificazione, in chiave riformista, della rete alimentare coadiuvata con una ragionevole ed equilibrata redistribuzione del cibo nei diversi angoli del Globo può fungere da sostegno per garantire ad ogni cittadino pari opportunità e probabilità di emancipazione nel suo singolo e personale futuro, richiudendo,così,il vaso di Pandora targato “fame nel Mondo”, compiendo un primo passo per un Mondo egualitario.

Cibi condimentum esse famem.

( La fame è il condimento del cibo).

(Cibo, il paradosso mondiale: un miliardo di persone obese,un altro miliardo malnutrito – Corriere della Sera.)

(Il campo digitale-trend-online.com)

Bibliografia.

-Biotecnologie: una speranza per combattere la fame nel Mondo? – M.L.Pietro, E.Sgreccia,A. Marchetto, Vita e Pensiero, Milano, 2003.

-Il futuro è già qui – G.E.Valori,Rizzoli, Milano, 2009.

-Cibo e libertà – C.Petrini, Giunti, Firenze, 2013.

-Senza stati e senza bandiere – M. Di Salvo – L’Espresso – Le inchieste 10/06/2014.

F.COLOMBARI.

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We (I) have a dream


Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni. 

Amedeo Modigliani

Crisi. crisi

Termine di derivazione greca κρίσις con il relativo significato figurato di scegliere, interpretare. 

Metamorfosi kafkiana di concezione di umanità, nuove realtà che hanno indirizzato verso nuove mete il futuro e la visione dell’uomo e del Mondo.

Diciassettesimo secolo che porta il nome di crisi e di cambiamento.

Crisi avente una genesi tecno-scientifica lontana dai dogmi arcaici del Classicismo; mutamento interpretato dal movimento culturale del Barocco, protagonista del stravolgimento dello status quo dell’epoca.

Rivoluzione barocca che ha auspicato un cambio di paradigma,meravigliando, in tutte le discipline, le arti e le scienze. Bernini-beata-ludovica

Nuove risposte a nuovi interrogativi che hanno stravolto in senso lato l’immaginario collettivo e la forma mentis dell’epoca.

Movimento culturale del Barocco, l’Anti-classicismo per antonomasia, che ha permesso uno sviluppo umano lontano da pregiudizi.

Anche rispetto al Seicento bisogna farla finita con le accuse e le difese, […].

Era di decadenza sia pure, ma importa non dimenticare che il concetto di decadenza è affatto empirico e relativo: se qualcosa decade, qualche altro nasce o germina: una decadenza totale e assoluta non è concepibile.

Benedetto Croce, Saggi sulla letteratura italiana del seicento,1911.

Anti-classicismo che ha permesso di cambiare la realtà circostante costruita da leggi conoscibili, individuabili e non immutabili.

Meravigliare grazie alla scienza e alla tecnologia,

meravigliare economicamente grazie ad un modello che persegua, come obiettivo primario, la qualità di vita della collettività.

Una meraviglia ermeneutica che sappia interpretare l”intera esistenza umana.

Una meraviglia che sappia vincere su un destino di stallo e di decadenza in senso lato.

Alla fine cos’è la vita?

E’ una partita a scacchi, avente come unico avversario il destino.

L’unico requisito fondamentale per il scacco matto è quello di compiere la mossa giusta, nel modo giusto, nel tempo e nel luogo giusto.

Per far vincere voi e non il destino.

Frammenti di Utopia.  

Don_Chisciotte_contro_i_mulini_a_vento-min.jpgCrisi di valori del diciassettesimo secolo che incarna il contesto critico-narrativo dell’opera letteraria di Cervantes, il Don Chisciotte,pubblicato nel 1605.

Il protagonista spinto dalle letture cavalleresche si autoconvise di essere chiamato  per difendere i deboli e riparare i torti,suscitando l’ilarità delle persone che assistono alle sue folli gesta.

(“Il problema della Sindrome Economica di Stoccolma” – Articolo Frammenti di Utopia)

(“Una lezione di umanesimo economico – Articolo Frammenti di Utopia“)

(“Fuochi sociali moderni  – Articolo Frammenti di Utopia“)

In tale contesto il Don Chisciotte cavalcava un’età di crisi dei saperi e un’epoca di grande trasformazione. Dal punto di vista letterario, l’opera targata Cervantes si allontanava dalla tradizione dei romanzi di cavalleria in cui il cavaliere cercava il senso del Mondo; tale per cui Chisciotte si trova perduto in un mondo in cui il senso non si trova più, un mondo in cui è avvenuta una divaricazione tra le parole e le cose, tra la realtà rappresentata e quella autentica, tra ciò che il protagonista crede che avvenga e la realtà concreta.

Perché una realtà non ci fu dati e non c’è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.

Luigi Pirandello

Chisciotte continua,quindi, a cercare somiglianze tra le parole e le cose,scambiando i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni,laddove non si accorge che queste somiglianze non hanno più spazio nella sua civiltà.

Cervantes raccolse la crisi di un’età e decise di raccontarla sino ai giorni nostri con il suo romanzo di stampo barocco.

Monumento_a_Cervantes_(Madrid)_10m-min.jpgRomanzo, ancora oggi, del tutto protagonista dell’attuale smarrimento in salsa contemporanea dove i vari Don Chisciotte,dati i canoni del Mondo attuale irriconoscenti verso dei valori ideali, permanenti e irriducibili, vengono considerati semplicemente pazzi.

Non potendo intravedere, con nostalgia, un donchisciottismo futuro, così intransigente a mediare sui valori alti della collettività e della comunità e capace di personificare i valori di un’etica, di un ethos perduto in grado di trasformare una crisi in una rinascita lontana dai principi conflittuali che ci dirigono verso guerra, morte e sopraffazione, occorre costruire, poco a poco, quel sogno che Cervantes ci indica da secoli: un’utopia.

Nutri la tua mente con grandi pensieri,perché non arriverai mai oltre a quello che tu pensi. Benjamin Disraeli

Un’utopia capace di porre dei valori condivisi, comunità e condivisione;  il portare dei valori alti e persuadere il prossimo a condividerli per riformare una nuova comunità all’insegna maestra di Alonso Quijana.poverta.jpg

Speranzosi, in certi termini, della ciclicità della storia è auspicabile un ritorno di una nuova via maestra, che non sappia dimenticare l’aspetto umano che come il meravigliare letterario di Cervantes è stato il premonitore verso il secolo dei lumi settecentesco, il quale portò un’ondata di sviluppo e culto di nuove idee progressiste senza precedenti, l’attuale crisi di valori porti una nuova guida sicura al vario tumulto delle passioni.

blog1.jpgUna guida sicura che sappia combattere le disuguaglianze, la pregiudicazione del futuro di una persona dal luogo di nascita, le problematiche ambientali e il disordine e la disgregazione internazionale, dato che il Mondo è un’interpretazione e non qualcosa di oggettivo.

(“Figli dello Smog – Articolo Frammenti di Utopia“)

(Per un disarmo freddo – Articolo Frammenti di Utopia)

(”Per un’unione di entanglement internazionalista dei Popoli – Articolo Frammenti di Utopia”).

Per un Mondo unito verso un unico obiettivo di democrazia,pace e diritti, ricordandosi di essere prima di avere e quindi di appartenere alla razza umana prima della razza consumista.

 La guerra è pace, la schiavitù è libertà, l’ignoranza è forza.

1984,George Orwell.

Monito orwelliano per futuri e probabili regimi totalitari, i quali si basano su un Mondo privo di idee proprie e di intelligenza critica.

Per un passato che non possa ridiventare nuovamente futuro.

Siate realisti, chiedete l’impossibile.

Per un odierno diritto alla felicità.

Siamo della sostanza di cui sono fatti i sogni. Oltre al nichilismo.

We (I) have a dream.

Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero. E dunque non può cambiare, se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare.

Albert Einstein

F.COLOMBARI.

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Una stanza tutta per sé


La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenhauer


Virginia-Woolf

Correva l’anno 1929.

A Room of One’s Own. Il celebre saggio dei sudditi di Sua Maestà, targato Virginia Woolf, esplora e ripercorre tramite un intenso ed approfondito excursus  la storia letteraria della donna con una futura possibilità di essere ammesse ad una cultura che fino a quel momento si era rivelata di esclusivo appannaggio maschile, in una società, nella fattispecie quella Inglese, di stampo profondamente patriarcale.

Il saggio riesplorava e riesplora i motivi per cui le donne stessero giungendo solo agli albori del Novecento a conquistare i propri diritti ed essere socialmente riconosciute anche sul piano culturale e letterario.

Intellectual freedom depends upon material things. Poetry depends upon intellectual freedom.

Virginia Woolf

A quasi 90 anni di distanza è venuto ancora a mancare il pieno raggiungimento socio-economico e culturale che acclamava la Woolf.

Mancato raggiungimento del completamento dell’uguaglianza dei diritti sottolineato dai 294 omicidi nel 2014 in Turchia,per cui è stata data forse una prima risposta politica con la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, o dai 1700 stupri a Delhi o nel divario  retributivo salariale.

(Lavoro, c’è differenza tra uomo e donna? Nella retribuzione sì: donne guadagnano il 10,9% in meno. – Il Sole 24 Ore.)

Nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, vieni ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, e diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di Instabile e squilibrato.

Erich Fromm

Il minimo comune denominatore per l’affronto di tali problematiche deve passare necessariamente dall’acquisizione di un senso di responsabilità collettiva, ricordandoci necessariamente che la nostra libertà finisce dove comincia quella altrui, anche perché, parafrasando Primo Levi, accadde facilmente a chi ha perso tutto, di perdere anche se stesso.

images.jpg(Colonialismo, capitalismo e prostituzione. -Riflessione dell’attivista asiatica immigrata in Canada Alice Lee)

Responsabilità collettiva che getta le basi di un cambiamento culturale da affrontare con maggior incisività, in quanto la mentalità e la forma mentis acquisita rappresenta lo scoglio più austero e difficile da modificare ed è propria questa difficoltà di cambiamento che rappresenta un miglioramento e un mantenimento a lungo termine del paradigma socio-culturale invocato dalla Woolf.

Quando il potere dell’Amore supererà l’amore per il potere si avrà la pace.

 Jimi Hendrix
(27 novembre 1942-18 settembre 1970)

Dimenticare la cultura dell’etichettamento e della provocazione grazie anche all’intervento della scuola in generale, dove quest’ultima non è solamente formatrice di professioni future, ma anche di cittadini;dato il ruolo di educatrice che ad essa appartiene.

Formazione di futuri cittadini che di certo non aggrava la situazione odierna di una generazione forse compromessa data la presenza di fenomeni come la prostituzione minorile; denunciando apertamente la perdita di valori idealistici a favore di quelli 2000px-Igualtat_de_sexes.svg.pngmaterialistici.

(La violenza nelle coppie adolescenti – di Brunella Gasperini,psicologa)

Una scuola che educhi dal punto di vista civico coadiuvata da un cambiamento di linguaggio e di pensiero sui ruoli e sulla rappresentazione stessa dei media e da una riduzione di materiale pornografico, fin troppo apertamente disponibile, al fine di abbattere stereotipi e discriminazioni.

(La furia dell’amore ferito e la forza della madre che ha rincorso lo stupratore di Prati – The Huffington Post Italia)

(Caserta, nuova pubblicità (civica) contro lo sfruttamento delle donne. Corriere della Sera/ Il Corriere del Mezzogiorno)

((Qui e Qui precisazioni sulla speculata e pseudo-“teoria gender” – Associazione italiana psicologi)

Ogni uomo un filosofo, artista un, un uomo giusto.

Antonio Gramsci

Stereotipi che inondano nel mercato, meramente consumistico, del sesso.

Tematica della prostituzione, che nonostante le varie argomentazioni a favore della regolarizzazione legale, la legalizzazione nei paesi dell’Europa Centro-Settentrionale,in primis Olanda e Germania,ha offerto un’ottima maschera alla criminalità, aumentando  il fenomeno della domanda di  vittime di tratta, non riducendo il numero degli abusi dove il 75-80% delle donne presenti è stata trafficata contro la loro volontà (il 60 % delle prostitute che operano nei Paesi Bassi hanno subito violenza fisica, mentre il 40% delle stesse ha dichiarato di aver subito violenza sessuale; il 59% delle prostitute tedesche ha dichiarato che la regolamentazione non le fa sentire più sicure dalla violenza fisica o sessuale), non migliorando neppure la condizione sanitaria dato che, per esempio, nello Stato di Victoria, in Australia, un cliente su cinque dichiara di voler avere rapporti sessuali non protetti; mentre in Canada il tasso di mortalità delle prostitute è  40 volte superiore alla media nazionale.

Tutti dati tratti da Janice Raymond, Ten Reasons for Not Legalizing Prostitution, Coalition Against Trafficking in Women, in Prostitution, Trafficking, and Traumatic Stress 315, 317 (Melissa Farley ed., 2003) e dal U.S. Department of State, The Link Between Prostitution and Sex Trafficking 1 (2004).

(How legalizing prostitution has failed – Spiegel Online)

Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei.

Margaret Thatcher, ex primo ministro inglese

(Prostituzione in Italia. Bonanni: La battaglia di civiltà “ignorata” dall’Italia – ilsussidiario.net)

20150211.jpgNon a caso molti paesi scandinavi hanno deciso di fare dietrofront, punendo, dal punto di vista legislativo e giudiziario, la domanda stessa di sesso, rendendo incompatibile quest’ultima alla dignità umana.

Stessa proposta scandinava (e da poco francese) che è stata pure suggerita dal Parlamento Europeo.

C’è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri.
Simone de Beauvoir

(Cagliari, dopo la ‘tessera baby’, all’Università le “stanze rosa”. Per chi ha figli e non vuole smettere di studiare. Il Fatto Quotidiano).

bimbi-min.jpgUn sistema sociale che sappia affrontare l’attuale dinamica di denatalità con efficaci supporti economici, con efficaci metodi di conciliazione lavoro e famiglia, con efficaci metodi di supporto quali asili nido contrastando la povertà assoluta con un nuovo welfare.

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

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(Donne, lavoro, natalità: tre leggi da fare subito

Asili nido, congedi parentali, incentivi nelle aziende. Ecco dove la politica può e deve intervenire. Per far guadagnare tutto il Paese. – L’Espresso.)

(Italia 2050: ecco come abbiamo sconfitto la denatalità. Linkiesta.It)

(Why Iceland is the best place in the world to be a woman. -Theguardian.com)

Per un’odierna stanza tutta per sé che non permetta solo, secondo Virginia Woolf, a scrivere, immaginare per trasformare i pensieri in parole e le parole in narrazione, ma anche per livellare il gap di diritti di un fatidico vaso di pandora di genere, eguagliandolo.

Senza alcuna velleitarietà.

Per la libertà di espressione e per il rispetto reciproco.

Esseri umani non si nasce, si diventa.

Esistiamo nella misura in cui pensiamo.

Siate realisti, chiedete l’impossibile.

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L’apocalisse del lavoro


Diritto individuale e dovere morale verso la collettività, disprezzo, autorealizzazione beyond11-min[1]personale: sono numerosi i filoni logici che hanno posto le basi teoriche, spesso in contrasto tra loro, sul significato e sul valore effettivo del lavoro in seno alla dignità umana e ai desideri legati al benessere individuale.

Capacità di contribuire al progresso materiale della società che è stato, per innumerevoli volte, messo in discussione, soprattutto nel passato, da forma mentis denigratorie e da crisi economiche che hanno evidenziato una particolare insostenibilità di vari contesti socio-economici.

Lavoro che deve essere considerato come forma di autorealizzazione slegata da una guerra martoriante di cifre e numeri del sistema economico.

Il mondo professionale è tuttora ritenuto come attore principale e primario per l’autorealizzazione del singolo cittadino, la quale deve doverosamente concorrere al progresso materiale o spirituale della società. (Articolo 4, Costituzione della Repubblica coffee-map-minItaliana).

Il valore delle varie occupazioni professionali ha assunto, nell’antichità, vari connotati e considerazioni.

Nell’antica Grecia e nell’antica Roma il lavoro manuale era considerato come soggetto di degradazione, privo di ogni valore morale, un ostacolo ai cittadini “per far nascere la virtù nella loro anima e perché possano adempiere i loro doveri civici (Politica,Aristotele).

In simbiosi con tale caratteristica gli antichi scrittori romani affermavano lo stesso concetto con la nozione “otium cum dignitate”, ideale esistenziale alla fine della Repubblica e all’inizio dell’Impero.

(“Il lavoro in Grecia e a Roma”, C. Mosse).
Ritornando ai tempi moderni e alla contemporaneità il mondo degli impieghi ha nettamente modificato la forma mentis antica e della classicità greco-romana; rimodellazione geneticamente modificata che ha assunto, al giorno d’oggi, una traduzione di gabbia salariale e di dovere per la propria sopravvivenza: traduzione interpretata, soprattutto, con l’odierna crisi economica e con il suo scacco matto verso le classi socio-economicamente povere e deboli.

(Una lezione di umanesimo economico – Articolo Frammenti di Utopia)

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)


Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. […] Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Robert Kennedy – Università del Kansas 3 marzo 1968.

(Cambio del P.I.L. o cambio di mentalità? – L’Esempio del Bhutan con il Gross National Happiness (F.I.L.) e dell’ Italia con il cosiddetto Benessere equo e sostenibile (B.E.S.).  Una lezione proveniente dal Bhutan ) 

Crisi occupazionale che non si presenta solamente in canoni quantitativi, bensì anche in logica qualitativa. Secondo il Rapporto Isfol 2007 il lavoro è sempre meno conforme alle aspettative: il 30% degli occupati ritiene di svolgere attività poco conformi alle loro competenze professional; tale fenomeno  l’attore protagonista dello scoraggiamento sul fronte lavorativo. (C. Tucci. Rapporto Isfol: lavoro precario per 20 lavoratori su 100, Sole 24 Ore).

images.jpgAppare quindi evidente che un mondo del lavoro, parafrasando la Costituzione, non dettato dalle proprie scelte,ma solo dall’emergenza economica e come misura anti-povertà, rappresenta la principale pena del contrappasso per evitare l’emarginalizzazione economica, sfavorendo l’ascesa sociale.

“Quello di cui soffriamo non sono acciacchi della vecchiaia, ma disturbi di una crescita fatta di mutamenti troppo rapidi, e dolori di riassestamento da un periodo economico a un altro. L’efficienza tecnica è andata intensificandosi con ritmo più rapido di quello con cui riusciamo a risolvere il problema dell’assorbimento della manodopera. Visto in prospettiva, infatti, ciò significa che l’umanità sta procedendo alla soluzione del suo problema economico”.

“Prospettive economiche per i nostri nipoti” 1930.

John Maynard Keynes,economista.

 

Interpretazione odierna che lascia poco spaio alla vera virtù classica e alla concretizzazione dei propri obiettivi personali.

400px-piramide_maslow.pngÈ evidente e fondamentale che è necessario che il mondo occupazionale e professionale sia slegato da una guerra martoriante di cifre economiche affinché i singoli mestieri acquisiscano nuovamente quel valore dettato dalle proprie scelte e possibilità e non dai condizionamenti del proprio quadro economico.

In unione con l’attuale cambiamento tecnologico manifatturiero,l’indipendenza economica può portare il nome di reddito di base ( La Finlandia sarà il primo paese europeo a sperimentare il reddito minimo ); Finanziamento che deve senz’altro provenire da una profonda riforma del sistema fiscale mettendo in discussione gli ammortizzatori  sociali e probabilmente anche il sistema pensionistico.

(Rapporto dell’Università di Oxford: automatizzazione,in UK a rischio un posto di lavoro su tre entro 20 anni.)

Un equilibrio aristotelico che sappia conciliare l’idea classica del lavoro, necessario “per far nascere la virtù nell’anima dei cittadini  e per farli adempiere ai propri doveri civici” (Politica, Aristotele), al filone logico di un’impalcatura professionale intesa come dovere morale verso la collettività.

Vivere per lavorare o lavorare per vivere? La parola ai posteri.

” Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.” 

Dalai Lama

Bibliografia.

  • Articolo 4, Costituzione della Repubblica Italiana
  • Politica, Aristotele
  • Il lavoro in Grecia e a Roma, C. Mosse, Firenze 1973
  • Rapporto Isfol: lavoro precario per 20 lavoratori su 100, Sole 24 Ore, C. Tucci.

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F.COLOMBARI

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Una lezione di umanesimo economico


Alle sei di sera la città cadeva in mano dei consumatori. Per tutta la giornata il gran daffare della popolazione produttiva era il produrre: producevano beni di consumo. A una cert’ora, come per lo scatto di un interruttore, smettevano la produzione e,via! Si buttavano tutti a consumare.

Italo Calvino

L’Intervento per il festival dell’economia di Trento del filosofo e sociologo Zygmunt beyond11-min[1]Bauman,riportato di seguito, ha riflesso alla platea trentina la necessità di smontare i singoli pezzi del puzzle economico-capitalistico per sviluppare uno primo status embrionale di un nuovo tessuto economico orientato a rendere realmente migliori le condizioni di vita dell’umanità.

E’ una scelta futura, non è un destino.

Il futuro si costruisce guardando il passato, comprendendo appieno il genio dietro la follia, la follia di un mondo che strizza l’occhio alla qualità di vita senza affannarsi da una guerra di cifre statistiche di matrice economico-politica.

Un cambiamento dettato dall’odierna economia “in articulo mortis” prima di cedere lo scettro del comando ad un nuovo modello di riferimento.

La parola ai posteri.

(Il problema della Sindrome Economica di Stoccolma – Articolo Frammenti di Utopia)

(Fuochi Sociali Moderni – Articolo Frammenti di Utopia)

Quest’ economia ci consuma: la moralità ormai è merce

“Vogliamo godere di una vita ricca, abbiente, il che ci ha orientati ad assumere come principale indicatore l’acquisto, lo shopping. Pare che tutte le strade che portano alla felicità portino ai negozi. Ciò sottopone il sistema economico, e più in generale il nostro pianeta, ad una pressione enorme. Ciò è disastroso per le nuove generazioni; è evidente che stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi, sulle spalle dei nostri figli. Possiamo trovare delle alternative alla crescita della produzione e dei consumi per trovare soddisfazione, in definitiva per essere felici? Ciò è necessario se non vogliamo distruggere il nostro habitat e generare fenomeni catastrofici come le guerre. I livelli attuali di consumo sono già insostenibili dal punto di vista ambientale ed anche economico. L’idea della prosperità al di fuori delle trappole del consumo infinito viene considerata un’idea per pazzi o per rivoluzionari. Jackson dice che ci sono delle alternative: le relazioni, le famiglie, i quartieri, le comunità, il significato della vita.  Ci sono enormi risorse di felicità umana che non vengono sfruttate. La maggior parte delle politiche realizzate nel mondo dai governi va esattamente nella direzione opposta. Queste politiche raramente vanno al di bauman-min[1]là della prossima scadenza elettorale, raramente guardano a ciò che succederà fra 20 o 30 anni. Assistiamo ad un processo di mercificazione e commercializzazione della moralità. I mercati sono abituati ad orientare i bisogni umani, bisogni che in passato non erano soddisfatti dal mercato. Questo è ciò che io indico con l’espressione ‘commercializzazione della moralità’. Il nostro reale bisogno dovrebbe essere prenderci cura dei nostri cari. Credo che tutti noi qui in sala ci sentiamo in colpa perché non riusciamo a trascorrere abbastanza tempo con i nostri cari. 20 anni fa il 60% delle famiglie americane si ritrovava attorno allo stesso tavolo per cenare. 20 anni dopo solo il 20%. Le persone sono più occupate con il loro cellulare, il loro ipad e così via. La nostra vita quotidiana è profondamente cambiata, a causa anche delle tecnologie, che hanno sicuramente prodotto delle cose positive, ma hanno anche creato dei danni collaterali. Se oggi usciamo senza cellulari ci sentiamo nudi.  Il confine fra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato alla famiglia è sfumato. Siamo sempre al lavoro, abbiamo l’ufficio sempre in tasca, non abbiamo scuse. Dobbiamo lavorare a tempo pieno. E più si sale nella scala gerarchica meno tempo per sé si ha. Si è sempre in servizio. Ovviamente i mercati e il consumismo non possono riparare questa situazione; possono però aiutarci a mitigare la nostra cattiva coscienza, e lo fanno spingendoci verso l’acquisto, lo shopping, il mercato. Al tempo stesso disimpariamo altre abilità ‘primarie’. Ad esempio a riconoscere il dolore, il dolore morale, che è molto importante, perché esso è un sintomo, ci aiuta a riconoscere la fragilità dei legami umani. Improvvisamente abbiamo persone che hanno migliaia di amici in internet; ma in passato dicevamo che gli amici si vedono nel momento del bisogno, e questo non è esattamente il caso degli amici che abbiamo in internet. Fino a quando il nostro senso morale verrà mercificato, l’economia crescerà perché messa in moto dai bisogni umani e dai desideri che è chiamata a soddisfare, bisogni e desideri apparentemente ‘buoni’, come dimostrare l’amore per gli altri. I grandi o-264072-min[1]economisti del passato sostenevano che i bisogni sono stabili, e che una volta soddisfatti tali bisogni possiamo fermarci e godere del lavoro fatto. C’era la convinzione che alla fine del percorso avviato con l’inizio della modernizzazione si avrebbe avuto un’economia stabile, in perfetto equilibrio. Successivamente si è presa una strada diversa. Si è inventato il cliente. Si è capito che i beni non hanno solo un valore d’uso, ma anche un valore simbolico, sono degli status symbol. Non si acquistava più un bene perché se ne ha bisogno, ma perché si ‘desidera’. L’obiettivo quindi diventava sviluppare sempre nuovi desideri negli esseri umani. Ma anche i desideri ad un certo punto si scontrano con dei limiti. Così, il limite è stato superato mercificando la moralità: non ci sono limiti all’amore, non ci sono limiti all’affetto che vogliamo dimostrare agli altri. Responsabilità incondizionata, condita da incertezze e ansie: questo è il motore del consumismo odierno, questo l’impulso che ci spinge a fare sempre di più, a produrre sempre di più. Ma ciò non è possibile, le risorse sono sempre limitate. Forse il momento della verità è vicino. Ma possiamo fare qualcosa per rallentarlo: intraprendendo un cammino autenticamente umano, un cammino fatto di reciproca comprensione.” 

(Zygmunt Bauman – Intervento per il festival dell’economia di Trento)

Nella nostra vita frettolosa,assordante,sono maledettamente poche le ore in cui l’anima può diventare cosciente di se stessa, in cui tace la vita dei sensi e quella dello spirito e l’anima sta senza veli davanti allo specchio dei ricordi e della coscienza.

Herman Hesse

F.COLOMBARI

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Figli dello smog


 

Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive. 

Fëdor Michajlovič Dostoevskij 

Polveri sottili, combustibili fossili, inquinamento.

Pm 10,solfati, nitrati, sabbie, ceneri, fibre di amianto, polveri di cemento e carbone.

Fabbriche dello smog.

Tre milioni di persone ogni anno al Mondo muoiono a causa dell’inquinamento dell’aria, cifra che raddoppierà entro il 2050, secondo le avvertenze dell’Oms.

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Ripartizione delle emissioni. Fonte:Ispra,2012.

Gli studi epidemiologici correlano, alla perfezione, malattie e inquinanti, gas tossici con effetti sull’apparato respiratorio, problemi cardiovascolari, infarti e ictus, aumento di casi di patologie tumorali a partire dal cancro ai polmoni, allergie e irritazioni. E se l’Asia è la più colpita dalla mortalità precoce da smog (in Cina 1.300.000 vittime ogni anno e in India 650 mila), l’Europa conta 490 mila morti.

(Verso l’industria alimentata a fonti rinnovabili)

L’Italia detiene il primato  per decessi causa ozono e seconda per polveri sottili e biossido di azoto con un 28% di emissioni provenienti dal mondo dei trasporti.

(Nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei mari: una ricerca del World Economic Forum lancia l’allerta.-MeteoWeb.eu)

(La plastica del futuro? Sarà bioplastica   Intervista ad Athanassia Athanassiou, ricercatrice e responsabile del Smart Materials Group presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Lastampa.it)

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(Aereo ibridi: fuel cell a idrogeno sono il futuro secondo easyJet.- Greenstyle.it)

(Allarme Groenlandia, scioglimento record dei ghiacci: “Eʼ troppo presto”-  TgCom24.It)

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenhauer

(Intervista a Jeremy Rifkin: COP21, l’importanza di una nuova visione economica e di Internet per realizzare un mondo più sostenibile. – Fonte: WeForGreen.It)

Problematica delle emissioni che strizza un occhio ai vari disastri ambientali che hanno interessato il già fragile (dis)equilibrio naturale.

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Cambiamento ambientale che necessita come conditio sine qua non un cambio del paradigma economico odierno basato su una donchisciottesca crescita consumistica illimitata, con il binomio lavoro-consumo, che ha fatto lievitare esponenzialmente ed a dismisura inquinamento e rifiuti.

(Nel 2050 saremo 9 miliardi. L’Osce: dobbiamo agire subito. – L’Unità).

Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista. 

Kenneth Boulding

Una rivoluzione culturale e romantica  che permetta una vita degna di essere vissuta senza una guerra alla sopravvivenza comune,Il problema della Sindrome economica di Stoccolma (Articolo – Frammenti di Utopia).

Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa , costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta

Buckminster Fuller

La diversificazione delle fonti energetiche, doverosamente rinnovabili, con un cambio del hqdefaultparco energetico odierno risulta a dir poco imperativo per un cambiamento di marcia al timone ambientale.

(L’aereo solare decolla per la trasvolata del Pacifico.- Corriere della Sera)

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Un’infrastruttura energetica intelligente che consenta di evitare o ridurre i problemi di sovraccarico o di interruzione dell’ energia, aumentando così la qualità, introducendo il concetto di flessibilità e programmabilità elettrica sia nella domanda e sia nell’offerta; smart grid, che sappiano consentire ad ogni utenza di produrre e scambiare energia elettrica, auto-producendola.

(In Olanda vendere energia elettrica tra vicini è una realtà. – TuttoGreen.It)

(L’Europa deve importare poco più della metà dell’energia che consuma. Italia al 75,9% nel 2014– IlSole24Ore.It)

Mondo delle rinnovabili che non deve, per forza di cose, incarnare e dimenticare, con pregiudizi e mistificazioni, la ricerca sul nucleare ed in particolar modo sulla fusione nucleare.

(Iter, l’energia del futuro è come quella del Sole – Dire Agenzia di Stampa Nazionale.It)

(Entro cinque anni in Francia 1.000 Chilometri di strade ricoperte da pannelli solari.- The Post Internazionale.It)

(Biosphera 2.0, la casa che mantiene costante il benessere dei suoi abitanti- Il Sole 24 Ore.It)

Non il possesso della conoscenza, della verità irrefutabile, fa l’uomo di scienza, ma la ricerca critica, persistente e inquieta, della verità.
Karl Popper

Una democratizzazione del paradigma energetico che potrebbe auspicare, in contemporanea, oltre a una rinnovabilizzazione dell’energia, l’istituzione di un probabile internet dell’energia in simbiosi con la tanto auspicata efficienza energetica.

Democratizzazione del panorama energetico che sappia spalancare le porte all’auto-produzione energetica rinnovabile.

(I cinque punti per l’internet dell’energia- Fonte: StartupItalia.it)

(Energia a portata di finestra, dallʼItalia arrivano i pannelli trasparenti che catturano lʼenergia del sole. – TgCom24.It)

“Se le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del Ventunesimo avranno come oggetto del contendere l’acqua”.

Ismail Serageldin, vicepresidente della Banca Mondiale,1995.

(Tesla, arriva il ciclo energetico integrato casa-auto. Da fonti rinnovabili al 100% . -Il Fatto Quotidiano).

(Liuzhou forest city, la città foresta autosufficiente di Stefano Boeri in Cina – Lifegate.it)

global-smart-grid-1301pei-min[1]Flessibilità rinnovabile coadiuvata da sistemi di immagazzinamento  energetico, cercando, parallelamente, nuovi input nel trovare combustibili o vettori (Auto a idrogeno: quale futuro?) energetici sostenibili.

 

 

(L’Italia e la sfida dell’energia diffusa: nuovi sistemi di produzione e stoccaggio.-Il Fatto Quotidiano.It)

(Il picco delle risorse non rinnovabili e il futuro dell’economia

Gran parte delle risorse che utilizziamo non torneranno. Siamo pronti ad affrontare questo limite? – Fonte:GreenReport.It)

(Stop auto a benzina nel 2035 per restare sotto 1,5° – Repubblica.It)

Settore dei trasporti che dovrà, in modo imperativo, cambiare con una metamorfosi kafkiana del sistema di trazione, accantonando definitivamente, con limiti temporali ben precisi, il sistema tradizionale a combustibili fossili.

L’uomo ambizioso ripone il suo bene nelle mani degli altri; l’uomo sensuale nelle sue sensazioni; l’uomo ragionevole nelle sue azioni.

Marco Aurelio

Cambio di paradigma nella produzione e nel consumo energetico, il quale può essere basato  con auto a trazione elettrica/idrogeno,riciclaggio completo dei rifiuti tramite un’economia circolare(San Francisco: divieto alle bottiglie di plastica e zero-waste entro il 2020.- Il Fatto Quotidiano.It)  sulla decarbonizzazione dagli idrocarburi fossili con la produzione d’idrogeno ed immagazzinamento energetico  con un’industria alimentata a fonti rinnovabili (Verso l’industria alimentata a fonti rinnovabili– QualEnergia.It) et cetera.

(Catturare l’energia, il futuro passa da qui. – L’Unità)

Una  rivoluzione che sappia investire il modello attuale di vita, richiedendo però, come contropartita, ingenti sacrifici sul piano del contenimento degli effetti collaterali sull’ambiente.

(Ritorna il picco del petrolio: perché la domanda raggiungerà il picco entro il 2030

Il calo del prezzo del petrolio non riuscirà a vincere la progressione di auto elettriche e rinnovabili)

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Uomini, siate umani, è il vostro primo dovere.

Jean-Jacques Rousseau

Emergenza ambientale che può mettere in simbiosi, assieme al cambiamento auspicato dalle fonti rinnovabili, la sfida nanotecnologica, neo settore che potrebbe diventare un futuro gigante della sostenibilità ambientale.

(Intervista a Donata Medaglini, del dipartimento di Biotecnologie mediche dell’università di Siena, nel comitato italiano per Horizon 2020                                                             Nanotecnologie, futuri giganti della sostenibilità ambientale. GreenReport.It)

Emergenza ambientale che si contrappone nettamente al giudizio romantico leopardiano ne:”Dialogo della Natura e di un islandese”, dove a nome della Natura il poeta recanatese giacomo_leopardi_1-min[1]scrisse:”sempre ed ebbi ed ho intenzione a tutt’altro che alla felicità degli uomini o all’infelicità”, evidenziando quindi l’indifferenza e l’ostilità dell’ambiente circostante nei confronti dell’uomo stesso.

Ambiente che è diventato, invece, vittima dell’azione carnefice umana.

Tecnologia che non può essere necessariamente (Anestesia digitale: l’ABC della tecnologia – Articolo Frammenti di Utopia) l’unica chiamata in causa alla problematica ambientale. L’odierno status economico, indirizzo fondamentale per la vita della società,nato dalla  rivoluzione industriale, è basato su una crescita illimitata; crescita che il Pianeta non è fisicamente in grado di sostenere.

Tecnologia che deve necessariamente svilupparsi per beneficio dell’umanità, come mezzo evolutivo, e non per il bene della tecnologia stessa.

L’arte deve sopprimere la violenza. 

Lev Tolstoj  

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma (Articolo – Frammenti di Utopia).

(San Francisco: divieto alle bottiglie di plastica e zero-waste entro il 2020.- Il Fatto Quotidiano.It)

(Olanda, parte il (lungo) cammino verso il divieto di vendita di auto benzina e diesel – Il Fatto Quotidiano)

downloadUna visione poliedrica che sappia cambiare orizzonte all’attuale forma mentis economico-politico-ambientale  a livello globale (Per un’unione di entanglement internazionalista dei Popoli – Articolo Frammenti di Utopia) per un Mondo con maggior giustizia, eguaglianza, laicità e privo di sfruttamento.

Per un odierno diritto alla felicità e per una licenza a sognare un Mondo migliore.

Per ogni fine c’è un nuovo inizio. Il sonno della ragione genera mostri.

(Fuochi sociali moderni.-Articolo – Frammenti di Utopia).

Tecnologia è il strumento, l’economia è mezzo; l’obiettivo è quello di cambiare il cuore e l’anima.

Frammenti di Utopia

(Inquinamento: vivere senza auto e a rifiuti zero è possibile?- Il Fatto Quotidiano.It)

(L’Italia, paese Europeo: il presente e le proposte future per le energie rinnovabili – Presente e futuro delle rinnovabili per il BelPaese. Fonte: Fotovoltaicosulweb.it)

(Sydney, obiettivo sostenibilità entro il 2030 – Wise Society – The Magazine Online)

Per un futuro sostenibile,

per un Mondo post-carbonio,

per una vita degna di essere vissuta,

per il cambiamento, Oggi.

Ogni filosofia nasconde anche una filosofia; ogni opinione è anche un nascondiglio, ogni parola anche una maschera.

Friedrich Nietzsche

 

F. Colombari

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Fuochi sociali moderni


La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca e all’insistenza con cui egli resta alla ricerca.

Martin Heidegger

XXI secolo.

Correva l’anno 2015.

Disuguaglianze socio-economiche, conflitti bellici, stereotipi di genere, razzismo, estremismo, immigrazione.
Una serie di problematiche interessavano la società dei primi decenni del Nuovo Millennio.societa
Unico filo conduttore: perdita di umanità e di contatto con la realtà.
Società parallele che hanno sconvolto lo status-quo dell’epoca; società materialiste, individualiste e a dir troppo consumiste nel cuore,disinteressate del buon vivere della collettività.
III millennio che ha personificato il protagonismo bellico, dove quest’ultimo è stato uno dei primi attori per la nascita di estremismi e fondamentalismi, generando odio e violenza.
Perché uccidiamo persone che stanno uccidendo persone per dimostrare che uccidere è sbagliato?
Holly Near 

(Per un disarmo freddo – Articolo Frammenti di Utopia)

“Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro.

Restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch’è già priva di stelle. L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore può farlo.”

Martin Luther King 

(“Non avrete il mio odio”. La lettera del marito di una vittima ai terroristi – L’Unità)

Estremismi e fondamentalismi generati da un rifiuto di una corretta conoscenza religiosa tramite un conflitto di interpretazioni, abbracciando così una visione meccanica della religione (secondo una  ricerca anglosassone del 2010 dell’Istitute for Social Policy& Understanding Fellow); radicalizzazione spronata anche da diatribe politico-economiche e di mancato indipendentismo economico-popolare dal mondo occidentale con conseguente povertà e sfiducia; micce, per extrema ratio, dell’estremismo.

(I fondamentalisti? Sono piccolo borghesi, non vengono dalle banlieue. – Linkiesta.it)

 

 (Bombardare è inutile.Occorre l’azione diplomatica. L’Opinione di Loretta Napoleoni, esperta di terrorismo internazionale. Metronews.it)

Qual è la sua speranza? «Che l’umanità riesca a fare finalmente il grande salto culturale che molti attendono ormai da secoli.

Scacciare la guerra dall’orizzonte della storia, ecco quale dovrebbe essere il nostro obiettivo. Perché la guerra non produce nulla, se non nuove povertà e nuove discriminazioni».

Gino Strada – Fondatore ONG italiana Emergency.

III millennio che ha personificato le disuguaglianze in senso lato. povertà2.jpg

Periodo di storia durante il quale è regnata sovrana la disuguaglianza poverta.JPGsocio-economica e la povertà con il 45 per cento della ricchezza in mano al 10 per cento delle famiglie.
Incomprensioni sociali capitanate da una disuguaglianza di genere con annessi stereotipi di matrice sessista, non del tutto ancora cancellati.
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C’è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri.
Simone de Beauvoir

In Europa le donne lavorano gratis per due mesi all’anno – da Internazionale.it)

Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estranee, per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, all’improvviso, in maniera inaspettata, prima che una sola parola venga pronunciata.

Fëdor Dostoevskij

III millennio che ha personificato il problema dell’immigrazione, avente una genesi bellico-economica, di disuguaglianze territoriali, dato che  il luogo di nascita pregiudicava il futuro di una qualsiasi persona.fotoart1.jpg 

(Frontiere (In)visibili- Articolo Frammenti di Utopia)

Un’epoca incapace di gestire i problemi di migrazioni dato che la società di un tempo non seppe risolvere le svariate cause poste a priori di queste emergenze umanitarie.

“ Le porte possono essere anche sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massici possono essere i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire le forze che causano l’emigrazione: possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire.”

Zygmunt Bauman, filosofo polacco. 

III millennio che ha personificato il problema ambientale non sapendo jokulsarlon-iceberg_92848_990x742.jpgporre delle soluzioni che unissero e cambiassero il paradigma consumista economico con la passata crisi ambientale.illiger-macaw-ngpc2015_92847_990x742.jpg

III millennio che ha personificato l’allontanamento dei cittadini dalla politica data la sfiducia istituzionale presente all’epoca.

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III millennio che ha personificato il disordine e la disgregazione internazionale.

Anni 2000 e un terzo millennio simboli di un fallimento umano.blog1.jpg

Impariamo dalla storia per non commettere gli stessi errori nel futuro.

Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla Storia è la lezione più importante che la Storia ci insegna

Aldous Huxley

( Anonimo.

Tratto da un quotidiano storico futuristico.)

Un meta-articolo con una probabile futura riflessione storica sulle tematiche contemporanee d’oggigiorno.

Conflitti bellici, immigrazione e fondamentalismi generati da una crescente disuguaglianza e da un mancato indipendentismo socio-economico.

cooperazione-globale-38812489.jpgVolontà politica che dovrebbe porsi,in modo tassativo e categorico,il spegnere il fuoco delle disuguaglianze, protagoniste indiscusse nelle formazioni e nelle nascite di  società parallele nelle quali attecchisce e prospera, come extrema ratio, l’estremismo.

(Il vuoto ideologico e di valori alimenta il radicalismo religioso?– Tribuno del Popolo)

(Quando la morte è una lezione di umanità-L’Huffington Post Italia)

(I bombardamenti non hanno mai funzionato e non funzioneranno mai – L’opinione di 

[…]…se si distrugge ogni prospettiva razionale e laica di miglioramento della società, quale alternativa si lascerà a masse non scolarizzate ed escluse dal benessere se non il ricercare la consolazione nella religione o comunque nei valori della propria comunità d’origine?

Ecco perché l’integrazione, e soprattutto la scolarizzazione dovrebbero essere considerate armi importanti nella lotta al terrorismo religioso.

Dal Tribuno del Popolo

Volontà che deve,obbligatoriamente,garantire un indipendentismo economico, obiettivo proveniente dai retaggi dell’imperialismo occidentale del XIX e XX secolo, dove quest’ultimo ha depredato numerose risorse in Paesi già inizialmente poveri; Volontà che deve mettere in vigore piani Marshall per l’Africa e per i Paesi malati di povertà in modo che il luogo di nascita non pregiudichi il futuro di una persona; Volontà che sappia strizzare l’occhio alla qualità di vita e al benessere collettivo, assicurando condizioni di vivibilità, diritti,uguaglianza, umanità e giustizia.

(L’ora della ragione e della mitezza. altreconomia.it                                                                               Le vere cause del terrorismo islamico vanno ricercate in quella polveriera che si chiama Medio oriente, una regione caratterizzata da equilibri difficili che gli occidentali a più riprese hanno contribuito a incrinare. Scrive Francesco Gesualdi, a commento della strage di Parigi- da altreconomia.it)

(Tony Blair: “Chiedo scusa per la guerra in Iraq,ha aiutato la nascita dell’Isis. “- RaiNews.it)

« Al male reagiremo con più democrazia, più umanità,più democrazia, più apertura, più partecipazione »
(Jens Stoltenberg, ex Primo Ministro Norvegese dopo le stragi di Oslo e Utøya)

per-un-disarmo-freddo1.jpgProtagonismo bellico e produzione di armi perni principali per l’alimentazione del problema del fondamentalismo e di condizioni economicamente povere.

Imprescindibile e doverosa, quindi, è la presenza di un  minor  quantitativo di armi, dato che la qualità di vita non la si crea generando violenza.

(Per un disarmo freddo – Articolo Frammenti di Utopia)

Metteremo fine al genere umano o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?

Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto.

Manifesto Russell-Einstein,dichiarazione presentata a Londra il 9 luglio 1955 in occasione di una campagna per il disarmo nucleare e che aveva avuto come promotori Bertrand Russell ed Albert Einstein. 

[…]Non facciamo pianificazioni a lungo termine. Tutto quello che sappiamo fare è una reazione d’istinto per affermare di avere ancora una parvenza di supremazia: bombardiamo.

Per riportare dignità e giustizia nel Medio Oriente è essenziale pensare sul lungo termine, accogliere chi fugge dalla violenza con una strategia di lungo periodo, e invece no, sappiamo solo bombardare e continuare a vendere armi a quei fanatici.

Robert Fisk, corrispondente per l’Independent da Beirut da oltre 30 anni, uno dei più grandi esperti occidentali di Medio Oriente.

«In Medio Oriente serve una strategia, non bombardare e vendere armi a quei fanatici»  Intervista a Robert Fisk, Linkiesta.it

Senza accogliere ed adottare la logica buoni versus cattivi, per porre delle soluzioni a lungo termine è necessario combattere le idee e non le persone, garantendo una società, democratica ed egualitaria, che sappia incarnare il diritto a una vita dignitosa,all’istruzione e alla sanità.

In una parola, il diritto alla giustizia sociale.

[…] Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti […] il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Dichiarazione universale dei diritti umani,1948.

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(Per un disarmo freddo – Articolo Frammenti di Utopia)

Diritti dell’uomo,democrazia e pace sono tre momenti necessari dello stesso movimento storico. 

Norberto Bobbio 

Per contraddire e confutare, inoltre, il precedente e  probabile,malauguratamente e  sciaguratamente, articolo storico-futuristico è fondamentale cambiare l’attuale paradigma economico (come illustrato e scritto ne:”Il problema della Sindrome Economica di Stoccolma” – Articolo Frammenti di Utopia“); cambio di paradigma doveroso sia per uscire dall’attuale schiavitù salariale e di povertà, sia per porre una soluzione agli attuali problemi ambientali, aggredendoli sia con un cambio a livello tecnologico e sia a beyond11.jpglivello politico-economico.

Disuguaglianze economiche, tempeste belliche, mancanza di diritti che hanno scatenato e stanno scatenando disordini e una polveriera internazionale di orwelliana memoria.

Ho commesso il peggiore dei peccati che possa commettere un uomo.

Non sono stato felice.

Jorge Luis Borges

Polveriera orwelliana che potrebbe essere ovviata e scemata dalla presenza di un arbitro geopolitico, durante le partite politico-economiche, assumendosi il compito di una guida collettiva,partecipativa, democratica ed internazionale.

Un arbitro geopolitico internazionale che come illustrato nell’articolo:”Per un’unione di entanglement internazionalista dei Popoli – Articolo Frammenti di Utopia” deve obbligatoriamente far indirizzare tutte le Nazioni verso un unico obiettivo di un futuro eco-sostenibile, pacifico, e a un mondo economico centralizzato sull’aspetto umano e sulla qualità di vita, come descritto nell’articolo: Il problema della Sindrome economica di Stoccolma.

Nessuno di noi agendo da solo può raggiungere il successo, il successo è portato da tutte le nostre mani riunite.

Nelson Mandela

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Una Casa Comune e Mondiale dei Popoli che sappia guidare le singole Nazioni verso una meta comune, una nuova metanarrazione che conduca la collettività in un viaggio condiviso.

Battersi per difendere la libertà di pensiero (o tout court la libertà) del nostro prossimo, è il cardine di ogni etica individuale o di un gruppo, la conditio sine qua non di una società che aspiri a differenziarsi da quella degli sparvieri.
Maria Luisa Spaziani‬

Per essere cittadini del Mondo; per un Mondo senza confini.

bandiera-della-terra.jpgIn fondo apparteniamo tutti alla stessa realtà.

Per combattere l’estremismo

 combattendo la povertà, garantendo non solo il principio dell’autodeterminazione dei Popoli, ma anche una certa indipendenza sul piano economico,

combattendo il fondamentalismo pensando ad un nuovo umanesimo con nuovi ideali, dato che la disperazione regna sovrana in periodi estremistici,

garantendo diritti, uguaglianza di genere e democrazia.

Si dominano più facilmente i popoli eccitandone le passioni che occupandosi dei loro interessi.

Gustave Le Bon

Per un nuovo Mondo,

avente come probabile precursore  il Vecchio Continente,culla del pensiero (Scacco matto orchestrale europeo – Articolo Frammenti di Utopia),

per un nuovo Congresso di Vienna a guida europea, convocando tutti i protagonisti del mondo arabo e del Medio Oriente,per tracciare i futuri confini di statualità nazionali omogenee sia etnicamente sia religiosamente parlando, vincolando ovviamente la nascita di questi nuovi Paesi alla redazione di Carte costituzionali garanti dei più basilari diritti umani,

Fonte: The Post Internazionale.It                                                                                                                     La storia di come una regione autonoma curda nel nord della Siria è riuscita a ottenere la parità di genere, la laicità e la democrazia nel bel mezzo dell’estremismo religioso dell’Isis. Rojava è un sogno utopico che deve resistere.                                                                             La storia di Rojava, società utopica dei curdi nel cortile di casa dell’Isis)

fermando la guerra e riportando stabilità,fermando i finanziamenti a gruppi terroristici,

per un’ottica non stereotipata e sessista del rapporto uomo-donna,

per favorire l’avvento di una società più inclusiva con un nuovo pensiero umanistico che sappia colmare il vuoto ideologico,

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
Mahatma Gandhi

accatastando sulla montagna dei ricordi l’odierno “ordine” economico- politico.

Per un Mondo con maggior giustizia, eguaglianza, laicità e minor sfruttamento.

Per un odierno diritto alla felicità e per una licenza a sognare un Mondo migliore.

Fate della vostra vita un capolavoro.

Esistiamo nella misura in cui pensiamo.

Ricordiamo il passato, per vivere il presente per progettare il futuro.

Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Il sonno della ragione genera mostri.

La fantasia priva della ragione produce impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie. 
Goya, manoscritto conservato al museo del Prado.
Testo originale in Helman.

                                                                                                                Fabiano Colombari

Licenza Creative Commons Articolo pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Amore Platonico Carcerario


 

Dei-delitti-e-delle-pene

Frontespizio in una edizione del 1858

Dei delitti e delle pene.

Trattato pubblicato da Cesare Beccaria a Livorno nel 1764 ed è ritenuto tutt’oggi uno dei risultati più duraturi dell’Illuminismo del ‘700, di cui può essere considerato il manifesto del diritto penale.

Cambio di prospettiva, targato  Beccaria, che volle far deragliare il treno giudiziario diretto su un binario giuridicamente allarmante verso uno che punti alla certezza della pena rifiutando la pena di morte,promuovendo la rieducazione con il conseguente re-inserimento nella società.

“Il Caffè”, primo giornale illuminista italiano. In questo giornale fu data prioritaria importanza anche alle questioni giuridiche.

Cambio di paradigma nato da una visione contrattualistica dello Stato,  un’idea, secondo la quale lo Stato era nato in virtù di un contratto stipulato dai cittadini per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale.

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.

Seneca

Per Beccaria giustizia umana e divina dovevano seguire strade divergenti in quanto lo Stato doveva occuparsi di valutare i crimini tramite dei parametri che individuavano il danno che il delitto provocava alla società.

Inoltre a suo giudizio e parere “il fine delle pene non poteva essere di tormentare e affliggere un essere sensibile”,bensì “d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali” (da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima

José Saramago

Rieducazione e re-inserimento sociale: parole d’ordine del noto giurista, filosofo e letterato illuminista italiano.

Per quanto concerne il concetto di deterrenza, Beccaria osservò che ad impaurire ed allarmare un potenziale criminale non era affatto la brutalità, bensì la certezza della pena.

Con questo filone di idea giuridica il noto giurista illuminista si schierò apertamente a sfavore della pena di morte, in quanto i cittadini non avevano delegato contrattualmente allo Stato tutti i propri diritti naturali dal momento che giustizia umana e divina seguivano strade differenti ed in contrasto.

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Dal presupposto che nessun uomo dotato di ragione potesse consegnare allo Stato le chiavi della propria vita, Beccaria considerò ogni ulteriore violenza contro un individuo riconosciuto colpevole, inclusa la tortura e la pena di morte, ingiusta,inefficace,irrazionale e superflua dato che finisce per assolvere “robusti scellerati e condannare i deboli innocenti” (da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

Luigi Pirandello

download (2).jpgCon 502 omicidi volontari, azione penali per 1.006 persone su ogni 100.000 abitanti e 231.999 condannati per delitto, secondo le statistiche ISTAT, l’Italia si presenta in 34° posizione al Global Peace Index, indicatore che tenta di classificare le nazioni in base alla pacificità, quantità e gravità dei vari crimini commessi.

La speranza è il sogno di chi è sveglio.

Aristotele

Global Peace Index che conferma con l’esempio della Nazione a Stelle e Strisce le teoria giuridiche “Beccariane”, dove, secondo le quali, la protagonista del sonno eterno non rappresenta un deterrente al potenziale reato.

usaitalia

La libertà degli altri, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia libertà, ne è invece la condizione necessaria e la conferma.
Michail Bakunin

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(Credit: Richard Ross, fotografo e professore statunitense. Tramite le sue fotografie cerca di promuovere un cambiamento nel sistema di giustizia per i minorenni. In ventidue stati U.S.A., i bambini dai 7 anni in su possono essere condannati e imprigionati.)

(La prigione più umana del mondo – Per il sistema giudiziario norvegese il periodo in carcere deve servire a riabilitare il prigioniero, anziché punirlo- The Post Internazionale)

Noi ringraziamo gli altri solo perché vivono insieme a noi. Io vi ringrazio perché ci siamo incontrati, perché vi ricorderò per tutta l’eternità.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Norvegia Docet.

(Bastoy, in Norvegia, è il carcere più bello del mondo-con una recidiva è al 16 per cento contro una media europea del 75 per cento. Il reportage di Alessandra Borella e Cecilia Andrea Bacci.-Internazionale)

Imperativo è quindi un neo-illuminismo giuridico “Beccariano” che sappia rieducare persone perse in una selva esistenziale e giuridica oscura dove la diritta via è smarrita.news_img_facebook_67882_manette.jpg

Un neo-“Beccarianesimo giuridico” che sappia cogliere nella rieducazione l’opportunità di non far più accadere e concretizzare ulteriori reati dal soggetto carcerato; un neo-“Beccarianesimo giuridico” che si sappia allontanare dalla visione antropologicamente e machiavellicamente pessimista dell’umanità, gettando le basi per un recupero del soggetto in attesa di un contesto sociale che non sappia il gusto di sopraffazione.

Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino; sono loro, in un modo o nell’altro, a possedere il sogno e la libertà.

Fëdor Dostoevskij

Un contesto sociale lontano dalle teorie Hobbesiane illuministe,

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Thomas Hobbes, secondo le sue teorie gli esseri umani nello stato di natura vivono costantemente in una condizione di pericolo/insicurezza.

dove secondo le quali gli esseri umani nello stato di natura vivono costantemente in una condizione di perenne insicurezza. Fondamentale è quindi una rieducazione mista a risocializzazione, ossia un percorso volto al recupero e al reinserimento del reo nella società, in modo da togliere la condizione-ipotesi di costante pericolo nel proprio contesto esistenziale assieme ai propri simili.

Una rivoluzione giuridicamente neo-“Beccariana” che sappia porre fine ai meccanismi di tortura e pena di morte, data l’evidente inadeguatezza.

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.

Seneca

Halden, un’altra idea del carcere – Il Post.it

“Un bell’articolo del New York Times spiega perché il carcere norvegese accusato di essere troppo indulgente non fa bene ai detenuti: fa bene a tutta la Norvegia” (da IlPost.it)

Un’altra idea di sistema giudiziario lontana da una pena del contrappasso dantesco-carceraria, ma che invece sappia puntare sulla rieducazione e sulla certezza della pena, facendoci, in contemporanea, dimenticare e ricordare come un lontano ricordo la pena di morte e le varie metodologie di tortura.

Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.

Lev Tolstoj

camilla-giustizia-1920x1080.jpgUn gioco a scacchi con il destino che , seguendo l’esempio Canadese,  vorrebbe far partecipare,grazie alla cosiddetta Victim Offender Mediation e la Family Group Conference, la famiglia del reo con quella della vittima per poter discutere con l’aiuto di un Mediatore le situazioni derivanti dal reato,gestendo collettivamente la soluzione del conflitto.

“Il fine delle pene non poteva essere di tormentare e affliggere un essere sensibile”,bensì “d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali.”

(da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

download.jpgIl creare delle condizioni di sicurezza non equivale solamente al riempimento umano carcerario; per volere una società dove ci siano sempre meno violenze e  occasioni di lesione di diritti bisogna necessariamente correre ed intraprendere la strada della prevenzione e della rieducazione.

Prevenzione offerta dalle basi del diritto, dove quest’ultimo propone e presenta gli strumenti e le premesse per prevenire.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato

(Art. 27, III comma, Cost.).

D’altro canto la finalità rieducativa della pena, citata nell’Art. 27, III comma della Costituzione,presuppone una concezione della persona umana, secondo la quale nessuno è considerato irrecuperabile.download (1).jpg

Espiazione alternativa e rieducativa della pena che deve realizzarsi mediante un modello di vita che sia esempio concreto di civiltà,  decrementando così le recidive di reato.

Noi ringraziamo gli altri solo perché vivono insieme a noi. Io vi ringrazio perché ci siamo incontrati, perché vi ricorderò per tutta l’eternità.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Bastoy, in Norvegia, è il carcere più bello del mondo  –

L’obiettivo è evitare che, una volta scontata la pena, gli ex carcerati commettano di nuovo dei reati. Il progetto funziona, e la recidiva è al 16 per cento contro una media europea del 75 per cento. -Internazionale.It

 Se trattiamo le persone come fossero animali quando sono in prigione, è probabile che si comportino come animali. Per questo qui cerchiamo di trattare i detenuti come esseri umani

“La vera giustizia è rispettare i prigionieri: in questo modo insegniamo loro a rispettare gli altri

Ma continuiamo a tenerli d’occhio. È importante che quando siano scarcerati siano meno propensi a commettere altri crimini. Così si crea una società più giusta.”

 Arne Nilsen, ex direttore carcere di Bastoy, in un’intervista al The Guardian.

download (3).jpgPercorsi e terapie rieducative, crescita personale tramite studio e/o lavoro,

per una visione giuridicamente neo-“Beccariana” fondata sulla certezza della pena, sulla rieducazione, accatastando sulla montagna dei ricordi del passato la tortura e la pena di morte.

Per una visione giuridica lontana dal pessimismo machiavellicamente antropologico.

Amore Platonico Carcerario.

Il grado di civiltà di una società può essere valutato entrando in una delle sue prigioni.

Fëdor Dostoevskij

F. COLOMBARI

Licenza Creative Commons

Articolo pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

 

Bibliografia

  • Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Newton Compton,                                                 Roma 1994,pp. 46-48.