Amore Platonico Carcerario


 

Dei-delitti-e-delle-pene

Frontespizio in una edizione del 1858

Dei delitti e delle pene.

Trattato pubblicato da Cesare Beccaria a Livorno nel 1764 ed è ritenuto tutt’oggi uno dei risultati più duraturi dell’Illuminismo del ‘700, di cui può essere considerato il manifesto del diritto penale.

Cambio di prospettiva, targato  Beccaria, che volle far deragliare il treno giudiziario diretto su un binario giuridicamente allarmante verso uno che punti alla certezza della pena rifiutando la pena di morte,promuovendo la rieducazione con il conseguente re-inserimento nella società.

“Il Caffè”, primo giornale illuminista italiano. In questo giornale fu data prioritaria importanza anche alle questioni giuridiche.

Cambio di paradigma nato da una visione contrattualistica dello Stato,  un’idea, secondo la quale lo Stato era nato in virtù di un contratto stipulato dai cittadini per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale.

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.

Seneca

Per Beccaria giustizia umana e divina dovevano seguire strade divergenti in quanto lo Stato doveva occuparsi di valutare i crimini tramite dei parametri che individuavano il danno che il delitto provocava alla società.

Inoltre a suo giudizio e parere “il fine delle pene non poteva essere di tormentare e affliggere un essere sensibile”,bensì “d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali” (da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima

José Saramago

Rieducazione e re-inserimento sociale: parole d’ordine del noto giurista, filosofo e letterato illuminista italiano.

Per quanto concerne il concetto di deterrenza, Beccaria osservò che ad impaurire ed allarmare un potenziale criminale non era affatto la brutalità, bensì la certezza della pena.

Con questo filone di idea giuridica il noto giurista illuminista si schierò apertamente a sfavore della pena di morte, in quanto i cittadini non avevano delegato contrattualmente allo Stato tutti i propri diritti naturali dal momento che giustizia umana e divina seguivano strade differenti ed in contrasto.

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Dal presupposto che nessun uomo dotato di ragione potesse consegnare allo Stato le chiavi della propria vita, Beccaria considerò ogni ulteriore violenza contro un individuo riconosciuto colpevole, inclusa la tortura e la pena di morte, ingiusta,inefficace,irrazionale e superflua dato che finisce per assolvere “robusti scellerati e condannare i deboli innocenti” (da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

Luigi Pirandello

download (2).jpgCon 502 omicidi volontari, azione penali per 1.006 persone su ogni 100.000 abitanti e 231.999 condannati per delitto, secondo le statistiche ISTAT, l’Italia si presenta in 34° posizione al Global Peace Index, indicatore che tenta di classificare le nazioni in base alla pacificità, quantità e gravità dei vari crimini commessi.

La speranza è il sogno di chi è sveglio.

Aristotele

Global Peace Index che conferma con l’esempio della Nazione a Stelle e Strisce le teoria giuridiche “Beccariane”, dove, secondo le quali, la protagonista del sonno eterno non rappresenta un deterrente al potenziale reato.

usaitalia

La libertà degli altri, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia libertà, ne è invece la condizione necessaria e la conferma.
Michail Bakunin

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(Credit: Richard Ross, fotografo e professore statunitense. Tramite le sue fotografie cerca di promuovere un cambiamento nel sistema di giustizia per i minorenni. In ventidue stati U.S.A., i bambini dai 7 anni in su possono essere condannati e imprigionati.)

(La prigione più umana del mondo – Per il sistema giudiziario norvegese il periodo in carcere deve servire a riabilitare il prigioniero, anziché punirlo- The Post Internazionale)

Noi ringraziamo gli altri solo perché vivono insieme a noi. Io vi ringrazio perché ci siamo incontrati, perché vi ricorderò per tutta l’eternità.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Norvegia Docet.

(Bastoy, in Norvegia, è il carcere più bello del mondo-con una recidiva è al 16 per cento contro una media europea del 75 per cento. Il reportage di Alessandra Borella e Cecilia Andrea Bacci.-Internazionale)

Imperativo è quindi un neo-illuminismo giuridico “Beccariano” che sappia rieducare persone perse in una selva esistenziale e giuridica oscura dove la diritta via è smarrita.news_img_facebook_67882_manette.jpg

Un neo-“Beccarianesimo giuridico” che sappia cogliere nella rieducazione l’opportunità di non far più accadere e concretizzare ulteriori reati dal soggetto carcerato; un neo-“Beccarianesimo giuridico” che si sappia allontanare dalla visione antropologicamente e machiavellicamente pessimista dell’umanità, gettando le basi per un recupero del soggetto in attesa di un contesto sociale che non sappia il gusto di sopraffazione.

Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino; sono loro, in un modo o nell’altro, a possedere il sogno e la libertà.

Fëdor Dostoevskij

Un contesto sociale lontano dalle teorie Hobbesiane illuministe,

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Thomas Hobbes, secondo le sue teorie gli esseri umani nello stato di natura vivono costantemente in una condizione di pericolo/insicurezza.

dove secondo le quali gli esseri umani nello stato di natura vivono costantemente in una condizione di perenne insicurezza. Fondamentale è quindi una rieducazione mista a risocializzazione, ossia un percorso volto al recupero e al reinserimento del reo nella società, in modo da togliere la condizione-ipotesi di costante pericolo nel proprio contesto esistenziale assieme ai propri simili.

Una rivoluzione giuridicamente neo-“Beccariana” che sappia porre fine ai meccanismi di tortura e pena di morte, data l’evidente inadeguatezza.

Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano.

Seneca

Halden, un’altra idea del carcere – Il Post.it

“Un bell’articolo del New York Times spiega perché il carcere norvegese accusato di essere troppo indulgente non fa bene ai detenuti: fa bene a tutta la Norvegia” (da IlPost.it)

Un’altra idea di sistema giudiziario lontana da una pena del contrappasso dantesco-carceraria, ma che invece sappia puntare sulla rieducazione e sulla certezza della pena, facendoci, in contemporanea, dimenticare e ricordare come un lontano ricordo la pena di morte e le varie metodologie di tortura.

Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.

Lev Tolstoj

camilla-giustizia-1920x1080.jpgUn gioco a scacchi con il destino che , seguendo l’esempio Canadese,  vorrebbe far partecipare,grazie alla cosiddetta Victim Offender Mediation e la Family Group Conference, la famiglia del reo con quella della vittima per poter discutere con l’aiuto di un Mediatore le situazioni derivanti dal reato,gestendo collettivamente la soluzione del conflitto.

“Il fine delle pene non poteva essere di tormentare e affliggere un essere sensibile”,bensì “d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali.”

(da “Dei Delitti e delle pene”, di Cesare Beccaria, 1764,edizione del 1994).

download.jpgIl creare delle condizioni di sicurezza non equivale solamente al riempimento umano carcerario; per volere una società dove ci siano sempre meno violenze e  occasioni di lesione di diritti bisogna necessariamente correre ed intraprendere la strada della prevenzione e della rieducazione.

Prevenzione offerta dalle basi del diritto, dove quest’ultimo propone e presenta gli strumenti e le premesse per prevenire.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato

(Art. 27, III comma, Cost.).

D’altro canto la finalità rieducativa della pena, citata nell’Art. 27, III comma della Costituzione,presuppone una concezione della persona umana, secondo la quale nessuno è considerato irrecuperabile.download (1).jpg

Espiazione alternativa e rieducativa della pena che deve realizzarsi mediante un modello di vita che sia esempio concreto di civiltà,  decrementando così le recidive di reato.

Noi ringraziamo gli altri solo perché vivono insieme a noi. Io vi ringrazio perché ci siamo incontrati, perché vi ricorderò per tutta l’eternità.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Bastoy, in Norvegia, è il carcere più bello del mondo  –

L’obiettivo è evitare che, una volta scontata la pena, gli ex carcerati commettano di nuovo dei reati. Il progetto funziona, e la recidiva è al 16 per cento contro una media europea del 75 per cento. -Internazionale.It

 Se trattiamo le persone come fossero animali quando sono in prigione, è probabile che si comportino come animali. Per questo qui cerchiamo di trattare i detenuti come esseri umani

“La vera giustizia è rispettare i prigionieri: in questo modo insegniamo loro a rispettare gli altri

Ma continuiamo a tenerli d’occhio. È importante che quando siano scarcerati siano meno propensi a commettere altri crimini. Così si crea una società più giusta.”

 Arne Nilsen, ex direttore carcere di Bastoy, in un’intervista al The Guardian.

download (3).jpgPercorsi e terapie rieducative, crescita personale tramite studio e/o lavoro,

per una visione giuridicamente neo-“Beccariana” fondata sulla certezza della pena, sulla rieducazione, accatastando sulla montagna dei ricordi del passato la tortura e la pena di morte.

Per una visione giuridica lontana dal pessimismo machiavellicamente antropologico.

Amore Platonico Carcerario.

Il grado di civiltà di una società può essere valutato entrando in una delle sue prigioni.

Fëdor Dostoevskij

F. COLOMBARI

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Bibliografia

  • Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Newton Compton,                                                 Roma 1994,pp. 46-48.
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Per un disarmo freddo


Qual è la sua speranza? «Che l’umanità riesca a fare finalmente il grande salto culturale che molti attendono ormai da secoli.

Scacciare la guerra dall’orizzonte della storia, ecco quale dovrebbe essere il nostro obiettivo. Perché la guerra non produce nulla, se non nuove povertà e nuove discriminazioni».

 Una enorme dose di violenza è stata usata negli ultimi 15 in molte parti del pianeta, per “portare pace” e “per difenderci”. Regna la pace, quindici anni dopo, in tutti quei Paesi? E noi, come ci sentiamo: ben protetti, più tranquilli? No, siamo onesti, dopo 15 anni di guerre ci sentiamo più in pericolo, più indifesi e impotenti in questa guerra che non riusciamo a fermare. 

L’abolizione della guerra è il primo e indispensabile passo in questa direzione.

 

Possiamo chiamarla “utopia”, visto che non è mai accaduto prima. Tuttavia, il termine utopia non indica qualcosa di assurdo, ma piuttosto una possibilità non ancora esplorata e portata a compimento.

[…] Questo concetto deve penetrare in profondità nelle nostre coscienze, fino a che l’idea della guerra divenga un tabù e sia eliminata dalla storia dell’umanità.

Gino Strada – Fondatore ONG italiana Emergency.

Correva l’anno 1945.

Conflitto ideologico tra il Mondo a stelle e strisce e il Mondo Sovietico, tra blocco occidentale e quello comunista. 

Iniziava così la guerra fredda ossia il non conflitto bellico per eccellenza.

Da un lato si criticava il capitalismo del ceto medio e l’imperialismo che marginalizzava i lavoratori, dall’altro si tuonava contro il cosiddetto “impero del male”, intento a sovvertire la democrazia in favore dell’ideologia comunista.

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Conflitto ideologico e strategico tra le due superpotenze dell’epoca; dalla feroce competitività in campo tecnologico e in campo militare come il miglioramento e il rafforzamento di armi di distruzione di massa o il progresso in campo spaziale.

Bed-In è stata una forma di protesta non-violenta contro la guerra in Vietnam messa in atto nel 1969 da John Lennon e Yoko Ono.

Bed-In è stata una forma di protesta non-violenta contro la guerra in Vietnam messa in atto nel 1969 da John Lennon e Yoko Ono.

Una vera corsa “fredda e silenziosa” agli armamenti con un conseguente potente impatto mediatico ed ideologico.

La Terra è un paradiso. L’inferno è non accorgersene.

Jorge Luis Borges

Una lenta corsa alle armi fredda che auspicava, durante gli anni del secondo dopoguerra, un temibile scontro e conflitti armati tra le due superpotenze.

Scontri e conflitti che non si arrestano nemmeno nell’odierna realtà quotidiana.

L’Africa rappresenta il continente con il maggior numero di conflitti con 25 Stati coinvolti in guerre, tra le quali possiamo ritrovare l’Egitto con la sua rivolta popolare,Somalia e Nigeria che lottano contro militanti islamici, Repubblica Centrafricana e Sudan in guerra civile.

Finché la guerra sarà considerata una cosa malvagia, conserverà il suo fascino. Quando sarà considerata volgare, cesserà di essere popolare.
Oscar Wilde

A seguire, con il maggior numero di conflitti, troviamo l’Asia con 15 Stati coinvolti in guerre, tra cui l’Afghanistan e Pakistan in guerriglia contro militanti islamici.

Il Vecchio Continente non fa eccezione né con la Cecenia né con l’Ucraina a seguito della secessione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e quella di Lugansk.

L’uomo più felice è quello nel cui animo non c’è alcuna traccia di cattiveria.

Platone

In Medio Oriente 8 Stati sono attualmente in guerra, di cui la più nota è sicuramente quella tra Palestina e Israele attuata contro i militanti islamici della Striscia di Gaza.

Un nordcoreano saluta suo fratello sudcoreano dopo una riunione temporanea di famiglie tra Corea del Nord e del Sud sul Monte Kumgang avvenuto il 31 ottobre 2010. 436 sudcoreani sono stati autorizzati a trascorrere tre giorni nella Corea del Nord per incontrare i loro 97 parenti nordcoreani. Erano separati dalla guerra del 1950-1953.

Un nordcoreano saluta suo fratello sudcoreano dopo una riunione di famiglie tra Corea del Nord e del Sud .436 sudcoreani sono stati autorizzati a trascorrere tre giorni nella Corea del Nord per incontrare i loro parenti nordcoreani. Erano separati dalla guerra del 1950-1953.

Altre aree calde sono la Siria in guerra civile, l’Iraq e lo Yemen in guerra contro  i militanti islamici.

I 15 Paesi che investono più risorse nelle forze armate

I 15 Paesi che investono più risorse nelle forze armate

Conflitti che hanno auspicato ulteriori spese al settore militare che secondo l’istituto britannico IHS Jane’s hanno raggiunto quota 1500 miliardi di dollari.

(Spese militari, l’Arabia Saudita supera l’Inghilterra. In testa restano gli Usa – Il Sole 24 Ore)

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Mahatma Gandhi

Schierare come unica ed ultima battaglia  la violenza e la nonviolenza, cercando di far trionfare umanamente la seconda dovrebbe essere un imperativo fondamentale per ricreare situazioni di vivibilità in Paesi che attualmente si presentano come brandelli di muri e di idee, ma soprattutto dove il cuore e l’anima di queste Nazioni rappresentano il paese più straziato.

Brandelli di muri e di idee che alimentano fenomeni migratori come le cosiddette emergenze umanitarie.

Problematica odierna e fondamentale del Vecchio Continente.

(Scacco Matto Orchestrale Europeo-Articolo Frammenti di Utopia)

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art.11 – Costituzione della Repubblica Italiana

Promuovere la pace e giustizia fra le Nazioni tramite l’opzione diplomatica, screditando quella militare.

Sconfiggere non solo sul piano militare, ma soprattutto su quello ideologico, dato che, secondo Cartesio, esistiamo nella misura in cui pensiamo.

Imperativo è la sconfitta delle idee e non delle persone per avere soluzioni a lungo termine.

Perché uccidiamo persone che stanno uccidendo persone per dimostrare che uccidere è sbagliato?
Holly Near

Risolvere le problematiche che la storia ci mostra da decenni come la disuguaglianza, la povertà e le mancate instaurazioni di sistemi democratici appaiono a dir poco necessarie, in quanto scarse situazioni di vivibilità possono inneggiare all’estremismo.

Articolo 11 Docet.

Non c’è strada che porti alla pace che non sia la pace, l’intelligenza e la verità. 

Mahatma Gandhi

Una società internazionale che sappia dirigersi verso un pacifismo “Gandhiano”, una Casa Comune Mondiale dei Popoli,democraticamente eletta, (Per un’ Unione di Entanglement Internazionalista dei Popoli – Articolo Frammenti di Utopia) che liberi il Mondo da probabili e future nuove cortine di ferro ristabilendo la pace perduta e che metta in vigore piani Marshall per l’Africa e per i Paesi malati di povertà. Il tutto difendendo la pace internazionale.

Una Casa Mondiale dei Popoli che sappia convertire gli eserciti nazionali in promotori di pace in tutti i territori, senza alcuna dichiarazione di guerra.

(Per un’Unione di Entanglement Internazionalista dei Popoli – Frammenti di Utopia)

(Scacco matto orchestrale europeo-Articolo Frammenti di Utopia)

Per un viaggio condiviso e per un Mondo privo di confini.

Io combatto. E la penna è il mio esercito.

Gabriel Garcia Marquez

Per una cittadinanza cosmopolita e pacifista che sappia mettere in discussione l’indiscutibile, facendo ricordare i conflitti militari come lontani e remoti protagonisti del passato e non della realtà odierna.

All’odio e al male reagiremo con più democrazia,più umanità e libertà.

Jens Stoltenberg, ex Primo Ministro della Norvegia. 

Dichiarazione dopo gli attentati terroristici del 22 Luglio 2011 a Oslo e Utøya.

Una guerra a colpi di democrazia, parafrasando l’ex Primo Ministro della Norvegia, che sappia innalzare il tenore e la qualità di vita di ogni cittadino, facendo sì che il luogo di nascita non pregiudichi il futuro di una persona.

Una guerra a colpi di democrazia che sappia coraggiosamente seguire la seconda parte delle terza legge della dinamica bellica ossia una reazione uguale, dato che si agisce e si opera sempre nel settore militare, ma opposta all’azione avuta durante il periodo della guerra fredda.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Terza legge della dinamica

Quest’ultimo periodo storico è stato interessato, come accennato in precedenza, da un aumento freddo e graduale di investimenti nel campo militare.

Una reazione contraria che sappia far diminuire gradualmente e in modo controllato la presenza di armi nelle varie Nazioni, in primis quelle nucleari.

L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.

John Fitzgerald Kennedy

Diminuzione gradualmente quantitativa e numerica degli armamenti in modo da incarnare un pacifismo “Gandhiano”, in modo da ricreare delle situazioni di vivibilità e di post-scarsità, in grado, a loro volta, di anestetizzare le numerose ondate migratorie.

(Frontiere (In)visibili-Articolo Frammenti di Utopia)

“Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro.

Restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch’è già priva di stelle. L’oscurità non può allontanare l’odio; solo l’amore può farlo.”

Martin Luther King 

 

Metteremo fine al genere umano o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?

Ricordatevi della vostra umanità, e dimenticate il resto.

Manifesto Russell-Einstein,dichiarazione presentata a Londra il 9 luglio 1955 in occasione di una campagna per il disarmo nucleare e che aveva avuto come promotori Bertrand Russell ed Albert Einstein. 

Anestetizzazione “Gandhiana” fortunatamente incapace di generare altra violenza e altri conflitti, dato che,parafrasando Martin Luther King, restituire violenza alla violenza moltiplica, in conclusione, la violenza stessa. 

Anestetizzazione “Gandhiana” che faccia vincere la nonviolenza nell’ultima ed unica battaglia dove i due schieramenti sono rappresentati dalla violenza e dall’antimilitarismo, dal disarmo e dal pacifismo.

L’istruzione è l’arma più potente per cambiare il mondo.

Nelson Mandela

(Metamorfosi scolasticamente kafkiana – Articolo Frammenti di Utopia)

Un Vecchio Continente  che possa e che sappia ridiventare il timone politico d’esempio.

Un timone politico non guerrafondaio (Scacco Matto Orchestrale Europeo).

E’ questo il fascino degli oppressi che fa tremare la demagogia.

La mia libertà finisce dove comincia la vostra.
Martin Luther King 

Per un pacifismo “Gandhiano” dove la guerra diventi solo un lontano ricordo,

fermando la guerra e riportando stabilità,fermando i finanziamenti a gruppi terroristici,

(Fuochi sociali moderni – Articolo Frammenti di Utopia)

Diritti dell’uomo,democrazia e pace sono tre momenti necessari dello stesso movimento storico. 

Norberto Bobbio 

per una Casa Comune Mondiale dei Popoli che sia in grado di reindirizzare le Nazioni verso un unico obiettivo di non-violenza,di eco-sostenibilità con una visione di post-povertà e di vivibilità,

per un disarmo graduale delle armi e per una lenta diminuzione della spesa militare a livello globale, data l’inaffidabilità dei rapporti geopolitici tra le Nazioni,

per un disarmo freddo.

( Pacifismo, facile bersaglio. L’Huffington Post Italia  )

“[…]Il centro di questa discussione sta proprio nei due termini “guerra” e “forza”. Essere contro la guerra non significa escludere la forza. Se la nonviolenza assoluta non è ancora possibile, diceva Gandhi, cerchiamo almeno di raggiungere il minor grado possibile di violenza.[…]

Per fermarlo  bisogna usare una forza che servirà ad evitare una violenza maggiore.[…]

Dall’inizio della guerra con l’intervento in Iraq nel 2003, il terrorismo internazionale è aumentato. Perciò il mezzo-guerra non ottiene il fine-pace, e dunque non è efficace.

Mao Valpiana – Dall’Huffington Post.

Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.
Margaret Mead  

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Frontiere (In)visibili


“ Le porte possono essere anche sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massici possono essere i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire le forze che causano l’emigrazione: possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire.” Zygmunt Bauman

Immigrazione. Questo è uno dei tanti problemi, oltre a quello economico, che il Bel Paese è chiamato ad affrontare.

Affronto che può essere difensivo, chiudendo, letteralmente, le frontiere oppure  che sappia il gusto di integrazione ed accoglienza.

Problema che non interessa, ovviamente, solamente il Bel Paese, ma anche la Nazione a Stelle e Strisce presenta alcune difficoltà nel come far fronte a questo problema umanitario. La barriera di separazione con il Messico , costruita con l’intento di impedire l’ingresso di immigrati illegali, ha causato 1.954 morti dal 1998 al 2004.

Tematica divenuta un problema anche per l’Ungheria che ha di recente deciso la costruzione di un muro al confine serbo per interrompere il flusso di immigrati irregolari; provocando lo sdegno dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

La stessa Ungheria che ha fatto allarmare il Consiglio D’Europa (organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti dell’uomo e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa; organismo che non rappresenta un pilastro e non fa parte integrante dell’Unione Europea, in quanto organizzazione esterna) per i discorsi d’odio  antisemiti, xenofobi e omofobi pronunciati da alcuni partiti politici.

Problema che a sentire le parole del titolare del dicastero degli Esteri Ungherese: “L’immigrazione è uno dei più gravi problemi che l’Ue affronta oggi, non può permettersi di aspettare ancora” ribaltano la questione sul piano europeo,  dato che non rappresenta più una tematica solamente ungherese o italiana.

La diffidenza verso le nuove popolazioni che cercano di varcare la soglia in altri Paesi è ben nota e ben radicata nel passato, come testimoniano questi ritagli di articoli del New York Times, i quali gettano ombre e dubbi sugli italiani che sbarcarono sulle coste statunitensi.

“Gli italiani delle classi inferiori si sono sempre distinti come mendicanti. Sembra che molti di loro lo facciano per il piacere di mendicare. Questo costume nazionale è estremamente umiliante per le classi superiori, che cercano di spiegare questo fenomeno in ogni modo tranne quello giusto, e cioè esiste uno spirito profondamente mendicante, generato da secoli di ignoranza, dipendenza e povertà” . New York Times, 26/09/1878

“Sembra che siano nel complesso una classe onesta, ma vengono continuamente citati in giudizio per risse, violenza, tentati omicidi”. New York Times, 05/03/1882.

Immigrazione generata da situazioni di non vivibilità nei Paesi d’origine. Vivibilità che fa rima con povertà e conflitti (“Pensieri (disarmati)”).

Povertà e conflitti nati dopo aver depredato numerose risorse in Paesi già inizialmente poveri. Povertà che può istigare e spingere molte persone ad abbracciare, come extrema ratio, l’estremismo.

Se è vero che il cosiddetto fenomeno Lampedusa non deve sorprendere in quanto rappresenta una delle prime porte per varcare i confini del Vecchio Continente, è altrettanto vero  che qualsiasi Paese non può né respingere tutti né accogliere tutti.

Dato che questo problematica chiama in causa una pluralità di Nazioni, dovrebbe essere alquanto necessario sentire una voce unitaria europea e non di parte; come annunciato nell’articolo: “Sogno di mille e una notte europeo” e “Scacco matto orchestrale europeo“.

Immagine liberamente tratta da Internazionale.
Immagine liberamente tratta da Internazionale.

(“Senza frontiere” – Internazionale) Se da una parte è imperativo superare i pregiudizi e le paure, dall’altra bisognerebbe spronare a ricreare delle situazioni di vivibilità in quei luoghi dove il futuro si misura in ore o al massimo in giorni.

Situazioni di vivibilità che farebbero cessare immediatamente le diverse emergenze umanitarie; non a caso l’emigrazione italiana decrementò quando migliorarono e si consolidarono le situazioni economiche e di vivibilità nel Bel Paese.

(“Immigrazione e rifugiati“)

Obiettivo: ristabilire una situazione di democraticità e vivibilità basandosi su un nuovo modello economico (“Il problema della Sindrome economica di Stoccolma“) in Paesi in preda al conflitto in modo tale che il luogo di nascita non pregiudichi il futuro di una persona, immigrazione regolare e una politica congiunta a livello europeo che sappia gestire umanamente le emergenze; il tutto tenendo sempre sott’occhio la tematica della sicurezza.

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Rifiuti umani


Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

(Errare è umano, ma perseverare è diabolico).

Dagli errori si impara. Anche e soprattutto da quelli gravi.erer

502 omicidi volontari, azione penale per 1.006 persone su ogni 100.000 abitanti, 231.999 condannati per delitto: ecco a voi qualche sanguinoso numero proveniente dalle statistiche degli ultimi anni (statistiche ISTAT) . Altresì si può attribuire il vero fallimento dal numero di coloro che compiono gli stessi (o nuovi )  reati dopo il periodo carcerario.

Ma qual è l’obiettivo di vivere in pochi metri quadrati dopo varie sentenze e colpevolezze?

La forma mentis generale crede nella visione che la pena sia, in qualche modo, un risarcimento verso la società. Risarcimento che può essere fisico ( nel caso della pena di morte, tuttora vigente in certi Paesi)  o di “semplice “ privazione di libertà. Probabilmente sarebbe, a rigor di logica, più utile risarcire il proprio dottor jekyll  trasformato tragicamente in Mr. Hyde nella stessa persona. E’ proprio questo risarcimento verso il dottor jekyll  che deve provenire la logica della pena in generale; altrimenti ci si ritrova a vedere ex-carcerati che ridiventano carcerati dato che ricommettono lo stesso crimine o reato più volte.

Grazie al Global Peace Index, indicatore che tenta di classificare le nazioni in base alla pacificità e alla quantità e gravità dei vari crimini commessi, possiamo renderci conto della mancanza di risultati concreti della pena di morte nei paesi dove è in vigore in particolar modo per gli U.S.A.; dove la protagonista del sonno eterno non rappresenta un deterrente anzi, statisticamente parlando, nei paesi ove questa avversaria della vita non è legale si registra pure un’inversione di tendenza.

  Addirittura questo indice mostra l’orgogliosissima 101° posizione su 162 degli Stati Uniti, facendo capo all’estremo opposto la “civilissima” Norvegia (10°posizione); ovviamente senza dimenticare la tanto amata Italia (34°posizione).

(Sogno di mille ed una notte europeo – Articolo)

(Scacco matto orchestrale europeo- Articolo Frammenti di Utopia)

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(Tratto liberamente da Vision of Humanity-Global Peace Index)

Si può benissimo dire che il complicatissimo ragionamento fatto per risarcire il proprio dottor Jekyll debba provenire da una  rieducazione del condannato . La medicina non è una delle migliori, anche perché di difficile attuazione, ma evidentemente il paziente ne necessita urgentemente. L’incrocio di metodologie  porta inevitabilmente  a scegliere nell’attraversare una delle due strade possibili:  nascondere la polvere di esseri umani sotto  il tappeto carcerario o tentare un vero recupero del soggetto.

Obiettivo: giustizia riparativa e rieducativa. Ma questa è un’altra storia.

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Pensieri (disarmati)


Nati guerrafondai o speranzosi di pace? Dalla Nigeria alla Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, Afghanistan e Siria: decine sono i conflitti armati presenti in tutto il mondo.

Da sempre la storia umana è tormentata e violentata da continui conflitti  situati nelle più disparate zone del mondo.

Da qui qualsiasi persona penserebbe che sia arrivato il momento di tranquillizzare il proprio Mr. Hyde, anche solo per aver raggiunto per la prima volta nella storia, l’obiettivo e la soddisfazione di far vivere solamente il Dottor Jekyll.  Inoltre si potrebbe pure pensare che di Mr. Hyde nel secolo scorso ne sono vissuti fin troppi; secolo dove sono state protagoniste le due guerre mondiali.

Ebbene, nonostante questo, i diversi Dottor Jekyll  stanno  continuando a subire continui omicidi.

guerraOmicidi commessi da un continuo, incessante acquisto di armi. Ma di questo, in fondo, ne siamo innamorati.

Sicuramente il voler continuare a bombardarci da soli sfugge dalla logica pacifista, dato che altra violenza genera altra violenza.

Violenza e politiche belliche generate da una necessità anche  di carattere economico.

Sorprende il vedere continui viaggi mentali che associano al significato di guerra a quello di pace, pensando che spargere lacrime e sangue possa risolvere dei tentativi di insurrezione mettendoli a tacere. Lacrime e sangue che fanno risorgere fenomeni migratori di massa, come descritto nell’articolo:  “Frontiere (In)visibili”.

Statisticamente parlando, molti conflitti si generano nelle zone di povertà assoluta e con non pochiguerra bis problemi.

Situazioni economiche difficili e complicate possono diventare un primo input nel scegliere come extrema ratio e quindi come unica strada e scelta da percorrere, la via dell’estremismo.

Estremismo che genera successivamente altra violenza e quindi altre contese e conflitti.

Circolo vizioso bellico.

Ma qual è la differenza tra una guerra tradizionale e una guerra combattuta a colpi di leggi, di democrazia e di senso civico?

Senza dubbio è necessaria una buona dose di riflessione. Una guerra combattuta a colpi di pallottole può risolvere il problema a breve termine, ma lo può riportare nel futuro dato che spargimenti di lacrime e sangue non comportano la risoluzione delle diatribe scatenanti

Una guerra a colpi di leggi e di democrazia è sicuramente lenta e stancante,ma  se si garantiscono situazioni di vita decenti e sostenibili  è statisticamente improbabile che diversi soggetti finiscano ad accogliere amorevolmente qualche azione estremista.

(“Il problema della Sindrome economica di Stoccolma”).

Senz’altro ciò non aggrava la situazione. Inoltre una guerra a colpi di democrazia è complessa per il cambiamento di mentalità che necessita, dato che non esiste fattore più faticoso da cambiare come l’impostazione mentale e la visione psicologica di una qualsiasi persona.

Ed è proprio questa difficoltà che permette di garantire una stabilità pacifica associata a delle condizioni accettabili di vita  e una sorta di “stop alle armi” a lungo termine.

Politica di nonviolenza che può essere inclusa nelle istituzione comunitarie europee; da tempo in preda al cosiddetto fenomeno dell’euroscetticismo. (Sogno di mille ed una notte europeo – Articolo) (Scacco matto orchestrale europeo – Articolo)

Siamo proprio sicuri che siamo umani? Il nutrire qualche dubbio e qualche perplessità è ovviamente più che legittimo.

L’unica e ultima battaglia che rimane da combattere è quella che vede schierata la violenza e la nonviolenza, facendo umanamente vincere la seconda.

Obiettivo: restare umani.

“Non so con quali armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma la quarta si combatterà con clave e pietre”.

Albert Einstein

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