Occhio Fotografico sul Mondo – XXXV Numero


Il Mondo in immagini.

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Nella rubrica sono state inserite delle foto scattate di nascosto da un fotografo polacco, Henryk Ross, durante l’occupazione nazista.

Henryk Ross, nato nel 1910 in una famiglia ebrea a Varsavia, Polonia, fu scelto dai nazisti durante l’occupazione come fotografo del ghetto ebraico creato dai tedeschi a Lodz.

I nazisti avendo la necessità di avere delle fotografie per la burocrazia, come fototessere degli abitanti del ghetto,obbligarono Ross a lavorare per il dipartimento di statistica.

Per lasciare una testimonianza di quell’occupazione, decise di scattare di nascosto migliaia di foto che documentassero la vita quotidiana del ghetto.

Al termine della guerra, testimoniò al processo per crimini di guerra e pubblicò i suoi negativi, nascosti, durante la guerra, seppellendoli nei paraggi della sua casa avendo il timore di essere visto durante l’occupazione.

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Occhio Fotografico sul Mondo – XXXIV Numero


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Occhio Fotografico sul Mondo – L’Unione Sovietica a colori


Tornano alla luce gli scatti degli anni ‘50 di Martin Manhoff, un militare Usa che prestava servizio nell’ambasciata a Mosca e fu espulso dal Paese per sospetto spionaggio.

Durante i due anni in cui rimase in Urss realizzò decine di scatti fotografici che raccontano la vita quotidiana dietro la «Cortina di ferro» passando anche attraverso la morte di Stalin, nel 1953, con i solenni funerali che ne seguirono. Mosca, Leningrado, Yalta: sono le città dove Manhoff ha realizzato la maggior parte delle foto. Gli scatti (e anche alcuni video), rimasti nascosti fino ad oggi, sono stati diffusi dallo storico statunitense Douglas Smith.

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Occhio Fotografico sul Mondo – Una Seconda guerra mondiale a colori


Nell’immaginario collettivo è un evento in bianco e nero, ravvivato più che altro dai manifesti di propaganda. Ciò nonostante, fra il 1942 e il 1945, sotto il patrocinio del ministero britannico dell’Informazione, vennero scattate circa 3.000 foto a colori per le testate che erano in grado di pubblicarle. Dopo la vittoria le immagini vennero consegnate all’Imperial War Museum di Londra.

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