Il Manifesto di Ventotene e l’Europa Federale


Nel 2018 la quasi totalità degli italiani parlano la stessa lingua e non ci sono precedenti storici su un tale grado di convergenza linguistica, decisiva per la nostra democrazia.

Storicamente, l’idea dell’unilinguismo politico ha giocato un ruolo fondamentale per il concetto di Nazione, avendo un importante ruolo storico-politico e militare. Nonostante ciò, con la globalizzazione e la molteplicità di idiomi, le condizioni di unilinguismo politico appaiano oramai distanti da questa idea tant’è che si parla di multilinguismo.

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Da Limes – Rivista Italiana di Geopolitica

All’Italia risorgimentale,tra le idee federaliste di Cattaneo e lo stato unitario di Mazzini,Mazzini.jpg

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Carlo Cattaneo

il collante culturale linguistico è stato di primaria importanza dato che, parafrasando Massimo d’Azeglio, “Pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani”, “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”.

In analogia alla situazione italiana dell’epoca, lo scacchiere europeo attuale deve ancora

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Sede Ministero Esteri francese, dove venne pronunciata la Dichiarazione di Schuman.

completare la sua formazione iniziata nel 1950 con la dichiarazione di Schuman. Quest’ultima rappresenta una pietra miliare per l’integrazione europea, prospettando il superamento delle rivalità storiche tra Francia e Germania,legate anche alla produzione di carbone ed acciaio, con la creazione di un’ Alta Autorità ,per la messa in comune delle riserve europee di tali materie prime e con la speranza di evitare future guerre.

Il progetto di Schuman venne realizzato un anno più tardi con la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio CECA con Francia,Germania,Belgio, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, per poi passare al

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Robert Schuman

1957 con la Comunità Economica Europea CEE e al 1992 con l’Unione Europea. Il discorso di Schuman diede avvio all’integrazione europea, posta come base per una futura unificazione federale del Vecchio Continente.Altiero Spinelli, figura chiave del cosiddetto “Piano Spinelli”, membro del Partito Comunista, al termine del secondo conflitto mondiale, fondò il Movimento Federalista.  Condannato dal Tribunale speciale fascista di Mussolini, per essere membro del Partito Comunista,  a 16 anni e 8 mesi di reclusione sull’Isola di Ventotene, sposò la causa federalista durante il suo periodo di prigionia. Assieme ad altri prigionieri politici decise di redarre il Manifesto di Ventotene, uno dei primi documenti in cui si sostiene la necessità di una Costituzione europea.  Il Manifesto proponeva la formazione di una federazione europea sovranazionale di Stati, il cui obiettivo primario consisteva nel creare un legame tra gli Stati europei che
impedisse lo scoppio di una nuova guerra, affermando che un’eventuale vittoria sulle potenze fasciste sarebbe stata inutile se avesse condotto a nulla di più che all’instaurazione di un’altra versione del vecchio sistema europeo di Stati-nazione
sovrani, semplicemente uniti in alleanze diverse.

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Spinelli al Parlamento europeo, poco tempo dopo l’adozione, da parte dello
stesso, del suo piano per un’Europa federale nel 1984.

Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adottò la proposta del cosiddetto “Piano Spinelli”,il documento costituì una base per l’Atto unico europeo del 1986, che aprì i confini nazionali al mercato comune, e per il Trattato di Maastrict del 1992 con cui nacque l’Unione europea.

Il Manifesto di Ventotene concentra, nella prima parte, la sua attenzione sulle conquiste dopo il periodo degli stati totalitari,sulla libertà dell’uomo, sulla possibilità dei cittadini di partecipare autenticamente alla vita pubblica; rivendica la giustizia sociale; denuncia il modo in cui lo strapotere delle banche e delle oligarchie economiche può compromettere di fatto il funzionamento di una democrazia compiuta, cioè la possibilità che gli individui che ne fanno parte riescano a sviluppare la loro personalità in modo pieno; parla del ruolo della scuola pubblica,della libertà di movimento di esseri umani e merci; individua in un regime economico che favorisce le colossali fortune di pochi e l’indigenza di molti uno dei principali ostacoli alla mobilità sociale e alla promozione individuale.

Nella seconda parte il Manifesto individua i compiti del dopoguerra individuando in un’Europa unita e federale la persona giuridica che meglio può interpretarli, “un saldo stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali” e che “spezzi decisamente le autarchie economiche, spina dorsale dei regimi totalitari”.

In materia economica prefigura un modello socialista,ma lontano da quello sovietico: “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita”, “La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa, caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio” perché “la statizzazione generale dell’economia una volta realizzata in pieno non porta allo scopo sognato, bensì alla costituzione di un regime in cui tutta la popolazione è asservita alla ristretta classe dei burocrati gestori dell’economia”.

Il Manifesto avverte, in conclusione, che “Mancando ogni seria rivoluzione politica e miniature-di-persone-su-cartina-geografica-696x365.jpgsociale, si andrebbero immancabilmente ricostituendo le istituzioni politiche pre-totalitarie, e la lotta tornerebbe a svilupparsi secondo i vecchi schemi della contrapposizione delle classi”.

(Cohn-Bendit: i tre leader rilancino l’ideale federalista O sarà un’usurpazione –  L’intellettuale e politico franco-tedesco: «L’unica via per andare avanti? 
Difesa comune, mutualizzazione del debito e investimenti» Corriere della Sera)

Esercito unico federale; unità monetaria; abolizione delle barriere doganali e delle limitazioni all’emigrazione tra gli Stati appartenenti alla federazione; rappresentanza diretta dei cittadini ai consessi federali; politica estera unica: i cardini del Manifesto spingono verso l’abolizione della divisione dell’Europa divisa in Stati nazionali, evitando così le gelosie nazionali.

(Internet,diritti e democrazia nel ventunesimo secolo – Articolo Frammenti di Utopia)

Un’Europa libera e unita in cui tutti i cittadini possono partecipare alla vita dello Stato.

Religiosamente parlando, il Manifesto continua così:

Il concordato con cui in Italia il Vaticano ha concluso l’alleanza col fascismo andrà senz’altro abolito, per affermare il carattere puramente laico dello stato, e per fissare in modo inequivocabile la supremazia dello stato sulla vita civile. Tutte le credenze religiose dovranno essere ugualmente rispettate,ma lo stato non dovrà più avere un bilancio dei culti, e dovrà riprendere la sua opera educatrice per lo sviluppo dello spirito critico. 

Manifesto di Ventotene. 

“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”

Articolo 7, Costituzione della Repubblica Italiana

 I rapporti tra la Chiesa e l’entità statale sono sempre stati terreno di discussione politica e sociale; il potere temporale e quello spirituale hanno avuto, storicamente parlando, numerosi punti di incidenza.

Durante il periodo dell’Alto e del Basso Medioevo la lotta per le investiture, ovvero il conflitto tra il Papato e il Sacro Impero Germanico, sfociò in una teocrazia con la Dictatus Papae accoppiando il potere spirituale e quello temporale, scomunicando gli imperatori.

[…]

….. Continua a leggere cliccando qui.


Dal punto di vista economico:

“la potenzialità quasi senza limiti della produzione in massa dei generi di prima necessità con la tecnica moderna permette ormai di assicurare a tutti, con un costo sociale relativamente piccolo, il vitto, l’alloggio e il vestiario col minimo di conforto necessario per conservare la dignità umana. La solidarietà sociale verso
coloro che riescono soccombenti nella lotta economica dovrà perciò manifestarsi non con le forme caritative, sempre avvilenti, e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori”

Manifesto di Ventotene. 

Dall’idea di un’Europa a più velocità, già parzialmente reale con i diversi livelli di integrazione tra l’Area Schengen e l’unione monetaria, all’idea di una federazione più stretta come Stato federale con esercito e moneta unitari che “abbia gli organi e i mezzi sufficienti per fare eseguire nei singoli Stati federali le sue deliberazioni diretta a mantenere un ordine comune, pur lasciando gli Stati stessi l’autonomia che consenta una plastica articolazione e lo sviluppo di una vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli”, occorre perseguire l’obiettivo di Spinelli di un governo europeo sovranazionale al fine di evitare altre guerre e di unire i paesi del continente in un’Europa unita, dei popoli e democratica.

Occorre quindi fondare una federazione europea, laica e pacifista, che sappia costruire un’alternativa all’attuale sistema economico, ponendo accento sulla diversità culturale, sulla qualità della vita e difesa dell’ambiente,sui diritti umani universali, sulla legalità e sulla cooperazione globale.

Visto il multilinguismo e l’accomunanza del collante culturale linguistico in Europa occorre fare sia l’Europa e sia gli Europei.

La via da percorrere non è facile né sicura,ma deve essere percorsa e lo sarà.

Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni.

F.COLOMBARI.

Licenza Creative Commons

Articolo pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

 

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Scacco matto orchestrale europeo


27 Musicisti  e Compositori di cui 19 con lo stesso strumento musicale.images

Unico direttore d’orchestra: il Manifesto di Ventotene.

E’ questa l’Europa, è questo il Vecchio Continente ideato dai Padri Fondatori.

Padri Fondatori che non hanno lasciato traccia di eredi in grado di continuare l’obiettivo dato nel secondo dopoguerra.

Obiettivo che viene tuttora disprezzato ed annacquato, tanto da farlo bollare di eresia da un fatidico Tribunale dell’Inquisizione 2.0.

Ebbene sì eresia politica.

La crisi esistenziale della politica, anatema attuale per eccellenza,  fa sentire la propria voce ad ogni elezione democratica che tenti a sfidarla.

Pseudo-orchestra che, attualmente, fa suonare come del tutto anacronistico il tentativo di ricercare una visione comune ai problemi quotidiani da un sistema di immigrazione capace di gestire umanamente le emergenze umanitarie ( Frontiere (In)visibili) al mondo economico, alla mancanza di leadership del Vecchio Continente.

Dulcis in fundo tutto ciò potrebbe far presagire un destino alquanto funereo per la Terra battezzata dalla Dea greca Europa.

Vecchio Continente che potrebbe ridiventare insegnante, imitando il passato,non di parte,ma con una gran voce unitaria, di una politica che sappia reindirizzare verso un umanesimo  economico non più basato su una guerra di cifre statistiche (come descritto dall’articolo: Il problema della Sindrome economica di Stoccolma ), verso una politica di di eco-sostenibilità e di non-violenza, promuovendo così la pace.

(Pensieri (disarmati)-Articolo Frammenti di Utopia)

Un’Europa laica che sappia costruire un’alternativa all’attuale indirizzo economico-politico in modo tale che si crei un’economia e una società più umana, che ponga accento sulla diversità culturale, sulla qualità della vita piuttosto all’accumulazione di ricchezza, sui diritti umani universali, sulla legalità e sulla cooperazione globale.

Un Vecchio Continente che diffida da una visione calvinista della vita, la quale sprona al miglioramento della propria situazione materiale tramite un’incessante aumento di produttività, elevando,così, la propria situazione solamente tramite questo metodo.

” Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.” 

Dalai Lama

Far diventare il Vecchio Continente un gigantesco laboratorio dove ripensare il futuro all’insegna della sostenibilità e dell’integrazione fra persone.

Una politica unita nelle diversità.

(Africa, nuova moneta per un nuovo domani – Mentre in Europa c’è chi vuole uscire dall’Euro in Africa c’è chi spera di adottarne una simile- L’Indro)

Un entusiasmate e necessario OXI è fondamentale all’attuale miopia politica che si aggira in modo sovrano ed  incontrastato nei vecchi e solitari palazzi del potere.

Palazzi del potere accusati di aver mal gestito il caos economico – finanziario dei Paesi Europei baciati dal Sole dell’Europa Meridionale , gettando così malumori ed ombre all’iniziale progetto europeo.

Il principale mayday politico è rappresentato dai vertici politici che sembrano aver smarrito la bussola che indicava sia la via maestra suggerita dal Manifesto di Ventotene, sia una politica umanista, non solo economica.

(Rifiuti umani – Articolo Frammenti di Utopia)

Tradimento dei Padri fondatori senza eredi, i quali rischiano di vedere il loro progetto di un probabile futuro matrimonio politico, studiato con eccesso di zelo,gettato tutto alle ortiche.

Fallimento dovuto alla perdita della bussola che ha fatto sì che il Vecchio Continente non possieda una voce unitaria non di parte.

Progetto europeo che si è modificato, orribilmente, geneticamente facendolo diventare del tutto incomprensibile non solamente alle anime sconvolte e scettiche dei Padri Fondatori, ma anche a quelle dei privati e comuni cittadini. Europa-Sat-Nacht-750

Una politica unita nelle diversità che sappia reindirizzarsi al suo progetto di inclusione di Ventotene,ma non solamente dal punto di vista monetario, ossia dei 19 Paesi facenti parte dell’Unione monetaria Europea;ciò nonostante questo genere di politica deve essere trovata, rispolverata, facendola funzionare nell’animo europeo.

Un impero interiore dominato da un minimo comune denominatore chiamata anima e destino comune.

Un’unica patria per Paesi di una terra diversa, con una lingua diversa e con un sangue (leggermente) diverso.

Per mille strade, per mille ponti cammineremo verso il futuro. Friedrich Nietzsche

Mille strade che hanno fatto perdere l’orientamento alla maggior parte dei Paesi, facendoli così percorrere strade diverse e senza, ovviamente, un direttore d’orchestra unitario.

Direttore d’orchestra che sappia trovare una meta comune, un ribaltamento dei valori euroscettici tali da far innamorare alle comuni coscienze cittadine i grigi, incomprensibili ed incompiuti palazzi di Bruxelles.

(Rifondare l’Europa è più importante del debito greco – Internazionale)

Un’Europa che sappia ricostruire una via della seta con l’Asia, che sappia esaltare la legalità, i diritti umani , la solidarietà, la democrazia e un mondo economico basato sulle persone e non sui numeri.

Cambiamento che è necessario fare anche se ciò potrebbe significare uno stravolgimento della realtà.

Un Vecchio Continente che sappia cogliere la sfida tecnologica, trasformandola in opportunità.

La tecnologia è il strumento, l’economia è il mezzo; l’obiettivo è quello di cambiare il cuore e l’anima.

Frammenti di Utopia

Un Vecchio Continente che sappia mettere in discussione l’indiscutibile con una politica non guerrafondaia (Per un disarmo freddo), eco sostenibile (Stupri ambientaliL’equazione della vita – Articoli) con un mondo economico totalmente diverso (Il problema della Sindrome economica di Stoccolma) che sostituisca il materialismo con l’idealismo.

E’ questo il fascino degli oppressi che fa tremare la demagogia.

Ritrovare l’orchestra comune perduta, riunire i vari paesi sperduti in strade “nietzschelmente” diverse guidati e condotti da un’unica direttrice d’orchestra.

Direttrice che la si può paragonare all’antica Dea greca Europa ossia il Manifesto di Ventotene personificato, che dopo aver donato il proprio nome per battezzare il Vecchio Continente, vuole ritornare al timone politico per cacciare i vertici politici sfiduciati e per ridare una visione d’insieme ed umanista alla Sua Europa, tanto vecchia, martoriata e malata.

(Perché l’Europa si chiama Europa?)

Chissà mai se la vecchia insegnante di democrazia greca , tanto economicamente martoriata ed umiliata da errori economico-politici, sappia reindirizzare lo spirito europeo verso una nuova direzione.

( L’Europa si salverà solo se sarà federale – Il Sole 24 Ore)

Direzione di una federazione ventoteiana comune come indicato, metaforicamente, da Zeus e dalla dea e principessa, nonché madre del Vecchio Continente, Europa.

E’ una questione di ritrovare la leadership perduta, è questione di far sentire la propria voce nel mondo.

E’ una questione europea, per pensare e concretizzare il proprio futuro.

Per non far cadere l’Europa in un sonno eterno. Sonno eterno già sperimentato con i totalitarismi.

Per un neo-Illuminismo ed Idealismo Europeo.

Per una metamorfosi kafkiana dell’io europeo.

Per un percorso europeista per un’Unione diversa, che garantisca progresso economico, sociale e umano.

Per riconquistarci il nostro sogno.

Il nostro sogno europeo; un sogno per cui valga la pena di vivere.

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.  A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

Primo Levi

F. COLOMBARI

Sogno di mille ed una notte europeo


Culla di molte popolazioni.Europa-Sat-Nacht-750

Culla di monarchie nazionali.

Culla di democrazie.

Culla dello sviluppo.

Culla del conflitto.

Vecchio continente interessato per più volte alle carneficine comuni dallo scoppio della prima guerra mondiale, dove vediamo schierati i più importanti imperi continentali, fino alla seconda guerra mondiale scoppiata a causa della formazione di governi fascisti e nazionalsocialisti rispettivamente in Italia e Germania.

Carneficine che segnarono una battuta d’arresto al Vecchio Continente cedendo il posto di leader agli Stati Uniti e alla passata Unione Sovietica.

Europa che nel secondo dopoguerra fu inizialmente aiutata dal governo a Stelle e Strisce tramite il cosiddetto Piano Marshall. Il ritrovarsi aiutata e, successivamente, attraversata dalla Cortina di Ferro che separava il mondo ad influenza americana a quello ad influenza sovietica, impose simbolicamente la creazione di un’identità comune europea.

Nel 1950 tramite la Dichiarazione Schuman furono gettate le basi che portarono alla formazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio per poi passare 7 anni più tardi alla Comunità Economica Europea.eu puzzle

Nel 1992 venne istituita l’Unione Europea che strizzava l’occhio  ad una più stretta collaborazione politica tra i Paesi, comprendendo una popolazione di circa 500 milioni di abitanti creando, possibilmente, un ponte tra Occidente ed Oriente.

Dopo 65 anni dal primo auspicio di unione, quest’ultima ha assunto un sonnifero talmente potente da modificarsi geneticamente dando il via al fenomeno dell’euroscetticismo: fatto dilagante nella patria e nella culla di Schuman.  Sonnifero che ha cancellato molto velocemente periodi di storia e il ricordo di vecchie diatribe interne. Sonnifero che non guarda al futuro  come al comune problema demografico,  economico o di semplice incidenza politica di leadership.

Sonnifero scaturito dalle misure draconiane imposte su larga misura in territorio europeo a causa della recente crisi economico – finanziaria.

(Il problema della Sindrome economica di Stoccolma-Articolo Frammenti di Utopia)

Un obiettivo per non gettare tutto alle ortiche 65 anni di lavoro dovrebbe essere la formazione di una politica di comunione europea super partes ai singoli Stati, che non getti lo sguardo solo ai valori economici, ma anche a quelli umani e di diritti per far ridiventare il Vecchio Continente una culla di democrazie e di sviluppo non solo meramente economico-statistico, ma anche sociale. Sviluppo che sappia guardare oltre alle classiche divisioni, cercando , in contemporanea, di costruire un’alternativa all’attuale indirizzo economico-politico in modo tale che si crei un’economia e una società più umana.

(Scacco matto orchestrale europeo – Articolo Frammenti di Utopia)

Obiettivo che coincide nel far diventare il Vecchio Continente una culla di cambiamento in più settori.Diciotto-anni-dopo-ancora-voglia-di-Europa_large D’altro canto è ovviamente auspicabile una modificazione genetica dell’attuale Europa. Alla fin fine bisogna solamente scegliere se continuare l’attuale declino di valori trasformando l’Europa in un vaso di Pandora soffocandoci o prender coraggio per trasformare in realtà questa fantapolitica.

(Democrazia geneticamente modificata- Articolo Frammenti di Utopia)

Lo stesso coraggio utilizzato durante la prima guerra mondiale quando, durante il Natale del 1914, i soldati di entrambe le fazioni uscirono allo scoperto per festeggiare il periodo natalizio.

“Janet, sorella cara, sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l’avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia!images Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo.” soldati che fraternizzano fuori dalle trincee “Di colpo un compagno di camerata mi scuote e mi grida: ?Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia». «Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d’occhio. Che cos’è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: ‘alberi di Natale!’. Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini.” E insomma, sorella mia, c’è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia? Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito.” “Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo.” foto3.900x600“Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre? Il tuo caro fratello Tom”.  Testimonianza di un soldato inglese.

Cooperazione, unione o divisione? Meditate …

F.COLOMBARI

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